Via alla strategia macroregionale alpina “Eusalp”. A Valdieri un incontro su come cambia la montagna

La Commissione Europea ha recentemente dato il via libera al piano d’azione per la Strategia macroregionale alpina Eusalp. Un’importante occasione per le comunità alpine che, per la prima volta, saranno oggetto di specifiche politiche comuni. Attesa per fine anno la ratifica del Vertice UE. Ma la nostra montagna vive anche una delicata fase di cambiamento: gli enti locali sono il fulcro di una profonda trasformazione che riguarda l’organizzazione dei servizi ai cittadini e le scelte per lo sviluppo socio-economico del territorio. A Valdieri, abbiamo provato a fare il punto in una serata di analisi e confronto aperta a tutti i cittadini e agli amministratori.  Nel dibattito, ho espresso la mia contrarietà alla riorganizzazione del servizio postale; ho anche proposto di destinare in futuro le risorse come per i “6000 campanili” ad un piano nazionale per la manutenzione delle strade di montagna.
La montagna è cambiata molte volte in passato, e lo sta facendo profondamente anche ora. Il governo della montagna deve allora cambiare anch’esso, per dare risposte ai molti problemi che ci sono e per valorizzare le nuove possibilità che si intravedono.
Viviamo un momento molto delicato e, per certi aspetti, contraddittorio: da una parte è il momento forse di maggiore difficoltà per le politiche pubbliche nelle cosiddette aree interne, cioè quelle che sono (o meglio, si sono trovate ad essere) sempre più distanti dai servizi essenziali della scuola, della sanità e dei trasporti.
Dall’altra parte aumentano le possibilità offerte dal nuove tecnologie e cresce l’attenzione (per la verità, soprattutto da oltre confine) per le nostre bellezze. Basti pensare alla candidatura molto seria ed importante del nuovo parco Alpi Marittime-Marguareis insieme al Mercantour al riconoscimento UNESCO.
Le nuove opportunità, pongono allora ancor più il problema di vecchi e dei nuovi bisogni da soddisfare.
Degli uni e degli altri si deve fare oggi carico la politica. Sapendo che questo processo, per andare a buon fine, non può basarsi sul volontariato né sulla buona volontà dei singoli. E sapendo che veniamo da decenni di distrazione e di abbandono, delle quali nemmeno i nostri governi passati sono stati immuni (salvo singole, seppur significative, eccezioni).
La montagna ha allora innanzitutto bisogno di una strategia. E servono strumenti per metterla in pratica, nella realtà che cambia.
Oggi, grazie ai passi che si stanno facendo, questa non è più solo una formula programmatica ma un concreto piano di lavoro.
Una prospettiva resa possibile, a differenza del passato, dagli sforzi che governo e parlamento stanno facendo su vari fronti, per innovare le istituzioni locali e per metterle in condizione di svolgere al meglio i loro compiti.
I tasselli principali di questa operazione stanno, come sappiamo, nella riforma costituzionale, in quella della Pubblica Amministrazione, e nel recentissimo decreto sugli enti locali, in attesa della Stabilità 2016.

Submit a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *