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Giovani che fanno: Alessandro Re, Locanda del Falco, Valdieri

Riprendiamo la rubrica: in questo numero, il racconto di Alessandro Re, giovane di Cuneo (27 anni) titolare della Locanda del Falco a Valdieri.

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31 luglio, Valdieri: la montagna che cambia per te

L’incontro si terrà venerdì 31 luglio, alle ore 21.00, presso la sede del Parco Naturale delle Alpi Marittime in Piazza Regina Elena, 30 a Valdieri [vedi mappa]
Nell’Italia che costruisce il suo futuro, anche la Montagna cambia. Gli enti locali sono il fulcro di una profonda trasformazione che riguarda l’organizzazione dei servizi ai cittadini e le scelte per lo sviluppo socio-economico del territorio. A Valdieri, il punto in una serata di analisi e confronto con i rappresentanti delle istituzioni, aperta a tutti i cittadini e agli amministratori.
Intervengono Chiara Gribaudo (Deputato, Vicecapogruppo Pd alla Camera dei Deputati), Mino Taricco (Deputato), Enrico Borghi (Deputato, Presidente Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della Montagna), Roberto Colombero (Consigliere Provincia di Cuneo) e Emanuel Parracone (Sindaco di Valdieri).

Dopo l’incontro a Valdieri, alcune riflessioni sul futuro dei parchi Marittime e Marguareis

2015.04.20_ParcoMarittime_web

Serve un passo solido e ritmato, il passo del montanaro, che mette un piede dopo l’altro, avendo chiari gli obiettivi. Mai come in questo momento occorre ripensare non solo a come uscire dalla crisi, ma anche a come lo facciamo. Il nostro territorio può vantare grandi risorse naturali, paesaggistiche e culturali. Alcune zone della provincia, come le Langhe o recentemente il saluzzese, stanno lavorando molto e bene per mettere a sistema le proprie potenzialità. A sud, il Parco delle Alpi Marittime e quello del Marguareis rappresentano due realtà di sicuro valore nazionale ed internazionale. L’unificazione, con la legge regionale in via di approvazione, aumenterà la loro capacità di essere motore di sviluppo per le Terre Alte. A partire dal il turismo ed il suo indotto, anche nel contesto della candidatura UNESCO. Un’operazione quindi utile e necessaria non solo per razionalizzare, ma per unire le forze e migliorare gli strumenti da mettere al servizio di una adeguata salvaguardia, di una corretta promozione e dell’intera economia locale. Molto si è fatto, molto rimane ancora da fare. Nel corso del recente dibattito organizzato col PD a Valdieri lo scorso lunedì 20, è emersa per quest’area l’ipotesi di passaggio a Parco nazionale. Un’idea interessante e di respiro europeo che – avendo anche una sua procedura e sue specificità – è da approfondire seriamente con una valutazione costi-benefici e con un confronto “dal basso”, aprendo anche alle realtà oggi fuori dai territori dei due parchi e a quelle appena entrate. Se si sarà capaci di uscire dai localismi e tenere insieme tutti i livelli di ragionamento (locale, regionale, nazionale), se al contempo si saprà dare voce a chi in montagna ci vive e vuole continuare a farlo, contribuendo con il proprio lavoro e le proprie capacità al futuro di queste terre, sono certa che insieme potremo raggiungere la meta. In fondo, proprio questo ci insegna l’esperienza che tra le stesse montagne è nata setttant’anni fa e che in questi giorni ricordiamo, quando si ebbe la capacità di costruire una visione comune per un’Italia libera e democratica.