Tag Archives: tutela sociale

Alluvione, venti e gelate: interrogazione al Ministro Martina per i rimborsi alle aziende agricole

Oggi, assieme ad altri deputati e deputate piemontesi del PD, ho presentato un’interrogazione al Ministro Martina per chiedere quando verranno erogati i fondi per aiutare l’agricoltura della nostra regione, colpita negli ultimi sei mesi da una serie di eventi atmosferici eccezionali che hanno danneggiato molte strutture e messo a rischio i raccolti di tante coltivazioni

Prima l’alluvione a novembre, poi il vento a 134 km orari del 6 marzo, infine le gelate di aprile: le aziende agricole piemontesi hanno bisogno di ricevere quanto prima i rimborsi dei danni provocati da questi eventi eccezionali. Per l’alluvione lo stato di eccezionalità è già stato dichiarato dal Ministero, con una stima della Regione di 47 milioni di danni, ma siamo ancora in attesa del riparto del Fondo di Solidarietà nazionale. Anche per i venti la Giunta ha chiesto lo stato di eccezionalità, certificando 306 mila euro di danni nei comuni di  Boves, Cervasca, Chiusa Pesio e Peveragno, ed è in attesa di risposta.

E per le gelate, che hanno coinvolto tutto il paese la stima è ancora in corso, ma le notizie che arrivano dai campi ci parlano della perdita di interi raccolti, per cui lo Stato dovrà certamente venire incontro agli agricoltori per evitare un annus horribilis per l’intero settore.

I cambiamenti climatici hanno moltiplicato gli eventi atmosferici come questi, che sempre più frequentemente mettono a rischio la nostra agricoltura. Occorre prenderne atto rafforzando sia la prevenzione, così difficile in questi casi, sia i meccanismi di risposta e di supporto per lavoratori e imprenditori agricoli, che rappresentano un’eccellenza per l’economia piemontese ed italiana. Anche su questo, e sul necessario rafforzamento dei fondi loro dedicati, chiediamo al Ministro Martina quali siano i piani per il futuro.

Lavoratori dello spettacolo, interrogazione alla Camera. Il rapporto “Vita da artisti”

La situazione dei lavoratori dello spettacolo, la cui cassa previdenziale è stata assorbita da INPS nel 2012, è molto complessa. Il loro è un lavoro precario per definizione, e mancano di tante importanti tutele rispetto al ruolo fondamentale di diffusori della cultura italiana. Sono stata alla presentazione del rapporto sulla loro condizione “Vita da Artisti” [leggi] e col collega Tonino Moscatt ho presentato un’interrogazione alla Camera.
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Il Lavoro che Vogliamo – Venerdì 14 aprile ad Aosta

Venerdì 14 aprile sarò ad Aosta per un’iniziativa della Mozione Renzi-Martina sul lavoro. Parlerò di ciò che abbiamo fatto in questi anni, del DDL Lavoro Autonomo, dei prossimi impegni per l’occupazione. Vi aspetto!

Newsletter febbraio 2017

Care e cari,
se ancora la primavera non si vede, e anzi toccherà fare la conta dei danni per i comportamenti di un clima sempre più imprevedibile, per la politica gli ultimi giorni sono stati certamente migliori del mese da poco terminato. Dopo tanto tempo passato a discutere esclusivamente delle vicende interne al Partito Democratico, si torna a parlare di idee come non accadeva da tempo, complice una campagna congressuale che entra nel vivo e che mi auguro sia sulle proposte prima ancora che sulle persone. Dipenderà anche da ciascuno di noi. Meno tifoseria ma ricerca di toni giusti. Siamo una grande e vasta comunità serve il contributo di tutti ma il rispetto per ciascuno.
Qualcuno, purtroppo, ha scelto di non partecipare. Su questo, in basso, troverete una riflessione, se volete sapere come la penso. Sinceramente esco da questo periodo ancor più convinta che la politica debba guardare fuori dalle sue stanze e andare incontro al mondo se non vogliamo che vecchi incubi tornino a farci visita.
Riscoprendo in profondità e con nuova concretezza che cosa può e deve significare essere di sinistra oggi.
Di fronte a chi per scherzo chiude in gabbia due donne nomadi, ai saluti romani davanti alla sede del Pd a Roma, per passare dalle bombe carta messe da infiltrati di Forza Nuova fino agli spari ad una volante della polizia, le risposte non possono essere banali o demagogiche, ed a Matteo Salvini che semina odio parlando di “pulizia casa per casa” degli immigrati, dobbiamo continuare a rispondere tenendo dritta la barra per i diritti e per la giustizia sociale, di tutti.
Lo dico con ferma convinzione e senza paura: solo con il rigore dei valori ed un dialogo complesso ma necessario ad ogni livello, riusciremo ad affrontare questa fase politica.
Bene ha fatto il premier Gentiloni a Parigi in questi giorni, con i leader degli altri grandi Paesi del Continente, a progettare una nuova Europa, che chiediamo da tempo e che sappia affrontare le sfide di questo secolo. È un tavolo a cui l’Italia non può mancare e che abbiamo il dovere, come Paese fondatore, di ispirare.
Nel mondo che cambia ad una velocità impressionante, credo debba essere tolta un po’ di ipocrisia in molti ragionamenti. Per questo ritengo utile la discussione riaperta da Matteo Orfini nel riportare l’attenzione sulla legge per la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia e sui temi del lavoro.
Infine consentitemi un pensiero legato a due temi su cui serve una profonda e seria riflessione e su cui vorrei che ne ragionassimo con tutta la dovuta delicatezza. Parlo di due questioni che non possono essere relegate a cronaca e nemmeno a risposte “solo” legislative e mi riferisco alla morte di Fabiano – Dj Fabo – un ragazzo italiano gravemente infermo che per morire è dovuto andare in Svizzera, dove l’eutanasia è legale, e al giovane di 16 anni, di Lavagna, suicidatosi a seguito di una perquisizione della Finanza per possesso di stupefacenti.
Su questi tre temi (ius soli, testamento biologico, cannabis) è stata presentata una mozione alla Camera, sulla quale ho messo la mia firma, per chiedere che le leggi in materia siano affrontate il prima possibile. Possiamo non essere d’accordo su tutto, ma il Parlamento ha il dovere, anche solo per rispetto a chi diventa vittima del silenzio di discuterne, come accade in tutti i Paesi che vogliono essere realmente moderni e civilizzati.
Mi piacerebbe uno scambio su questi temi, con ciascuno di voi, se vi va scriviamoci e troviamo il tempo insieme, di discuterne.
Io ci sono.
Chiara

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La Dis-Coll entra nel ddl autonomi, estesa anche ai precari della ricerca

Doppio impegno in questo mese di febbraio per la DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione per i co.co.co.: dapprima sul decreto milleproroghe, per garantirne l’estensione fino a giugno; poi sul DDL lavoro autonomo, in discussione in queste settimane in Commissione Lavoro alla Camera. – Continua a leggere
Il 23 febbraio la Camera ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto mille proroghe. Una settimana prima, al Senato, ha rischiato di essere dimenticata una norma alla quale ho lavorato molto negli ultimi anni: l’indennità di disoccupazione per i co.co.co., che non godono di nessun altra tutela in caso di licenziamento o scadenza del contratto. Grazie ai tanti richiami verso il Governo da parte mia e di colleghi del Pd, l’emendamento in proposito è stato approvato e il governo ha proposto la stabilizzazione di questo sussidio attraverso il ddl lavoro autonomo.
Il 28 febbraio, in Commissione Lavoro, abbiamo votato e approvato l’emendamento che rende stabile per sempre la DIS-COLL, e la estende ai precari della ricerca. Sul tema avevo presentato, già a maggio dell’anno scorso, una risoluzione in Commissione, che però non era mai stata calendarizzata. Sono felice che oggi si riesca a dare un sostegno anche a dottorandi, assegnisti e ricercatori che non avevano mai goduto di ammortizzatori sociali. La ricerca è lavoro, e come tale deve essere tutelata
Ecco qui un dossier con tutte le informazioni sul decreto mille proroghe (file pdf).

DDL Autonomi, Tutele e Opportunità. Incontro il 3 marzo a Savona

Appuntamento alle ore 15 venerdì 3 marzo a Savona, per discutere insieme del DDL Autonomi. Dopo tanto lavoro in Commissione, il testo sta per essere approvato dalla Camera dei Deputati.

Newsletter dicembre 2016/gennaio 2017

Care tutte, cari tutti,
il 2016 è stato intenso e, per alcuni aspetti, rivoluzionario. Il 2017 non inizia con meno vigore.
Il mondo sembra essersi ribellato definitivamente alla globalizzazione, ma la domanda di equità non sta ricevendo risposte confortanti. Dalla Brexit all’elezione di Donald Trump, dall’autoritarismo Turco al rischio di una nuova stagione di austerity, le cure rischiano di essere peggiori della malattia.
E nel frattempo, il nostro Paese è scosso da emergenze di ogni tipo. Da una parte le catastrofi naturali, con i ripetuti terremoti nel centro Italia, seguiti da ingenti e inaspettate nevicate, e la recente alluvione in provincia di Cuneo. Dall’altra, il grande flusso di immigrati sulla tratta mediterranea che mette il nostro Paese in prima linea in Europa nell’accoglienza dei profughi; l’emergenza terrorismo, con gli attentati di Berlino e Nizza che innalzano il livello di allerta; la necessità di una nuova manovra finanziaria; la disoccupazione giovanile al 40%.
In questo panorama, l’Italia ha affrontato anche un appuntamento storico, il Referendum costituzionale, con la vittoria del “no”, le conseguenti dimissioni di Matteo Renzi e la formazione del Governo Gentiloni. Su questi due importanti avvenimenti, trovate di seguito alcune riflessioni, anche rispetto alla recente sentenza sulla legge elettorale.
Non c’è stato, però, solo questo. Certo, le buone notizie tendono a scomparire nel rumore di fondo della cronaca. Ma fatti non meno rilevanti – come l’atterraggio della sonda Schiapparelli su Marte o all’accensione del sistema europeo Galileo (in cui, in entrambi, batte cuore italiano), o l’indicazione di una eccellenza italiana come Fabiola Gianotti al vertice del Cern, e persino l’approvazione delle Unioni Civili in un Paese come l’Italia – ci danno fiducia che la strada, nonostante le difficoltà e le battute d’arresto, continua.
Con questo spirito ho iniziato il mio 2017, e spero che possa essere anche il vostro.
Chiara

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