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Asti-Cuneo: bene le rassicurazioni, ma presto le risposte

Sull’autostrada Asti-Cuneo questo Governo ci sta mettendo la faccia…e la “testa”, per arrivare ad una soluzione tanto complessa, quanto non più rimandabile. Lo stesso presidente del Consiglio è intervenuto alla Camera assicurando la priorità di questa infrastruttura e che il Ministero dei Trasporti è al lavoro. Renzi ha chiaramente riaffermato l’intenzione di sbloccare questa come tutte le opere rimaste ferme, pubbliche e private. Ragione per noi per chiedere risposte in tempi rapidi. Leggi tutto

Cuneo-Nizza: segnale dal vertice di Venezia, ma continuare a lavorare (anche con Eusalp)

Dal Vertice Italia-Francia di Venezia è giunto un piccolo ma importante segnale per la linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza: la linea è stata inserita nel documento finale congiunto ed è stato confermato nel 2016 l’impegno dei due Governi per aggiornare la Convenzione del 1970 (ormai obsoleta) “al fine di rendere permanenti le condizioni di manutenzione e di messa in sicurezza della linea”. L’Italia sta spingendo su questo fronte, sia diplomaticamente che finanziariamente, e la Regione Piemonte è in campo. Per questo serve proseguire con decisione il lavoro iniziato.
Il nostro Paese ha già fatto una parte importante con i 29 milioni che abbiamo ottenuto nello Sblocca Italia, e con il successivo lavoro di raccordo delle nostre regioni; il Ministro Delrio ha confermato che l’Italia è intenzionata a proseguire, assicurando che i cantieri termineranno gli interventi straordinari in tempo. Oltralpe vi sono infatti maggiori difficoltà a sbloccare la parte di finanziamento spettante a causa del difficile negoziato tra Stato, Regioni e Rete ferroviaria francese per la ripartizione degli oneri. Sappiamo in ogni caso che, attraverso la riscrittura della Convenzione, la vera partita è quella del rilancio con ulteriori investimenti infrastrutturali (in primis la completa elettrificazione) e gestionali.
Per questo, nel momento in cui parte la Macroregione alpina e vede tra i suoi “pilastri” anche la mobilità sostenibile e i trasporti, credo si possa avviare anche in questo canale e in quest’ottica complessiva un ragionamento serio che promuova la ricerca di soluzioni definitive e chiarisca la necessità da parte di tutti di impegnarsi, per questa infrastruttura comune e vitale.

27/02 al Filatorio di Caraglio: opportunità e prospettive della macroregione alpina “Eusalp”

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Le malattie d’Europa oggi si chiamano divisione, egoismo e solitudine. Accrescono le diseguaglianze sociali e quelle tra territori, avvantaggiando i più forti e lasciando indietro i più deboli. Le conosciamo bene anche qui nelle #Alpi: mentre regioni più ricche del nord-ovest europeo si organizzavano per farsi valere, usando così al meglio i fondi comunitari, noi restavamo divisi dai confini nazionali, regionali, comunali o dagli spartiacque tra le valli.
 
Abbiamo grandi ricchezze, lo sappiamo: ambientali, paesaggistiche, economiche e culturali. L’unico modo per farle fruttare, a vantaggio di tutti, è mettersi insieme di più e meglio. A questo serve la strategia #EUSALP. Non a creare nuova burocrazia; non a promettere nuove risorse, salvo usare poco e male quelle che già ci sono; non ad imporre dall’alto politiche inefficaci. Ma a stimolare dal basso, in maniera più coordinata e con obiettivi più chiari le vie concrete per costruire – qui ed ora – un futuro di lavoro, benessere e sostenibilità.
 
Ieri l’Italia ha provato a scuotere l’Europa con il documento di Renzi e Padoan. La parola chiave, a partire dal titolo, è “shared’”. Che sia proprio la condivisione la chiave per lo sviluppo anche delle Alpi? Vogliamo che le nostre montagne tornino a creare sviluppo dall’essere la “cerniera al centro dell’Europa” che ben prima di Schengen, nella sua storia millenaria di scambi e contaminazioni, oltrepassava i confini che oggi crediamo ci dividano?
 
Per ragionarci insieme, ci vediamo sabato al Filatoio Rosso di Caraglio [vedi mappa], a partire dalle ore 10. Vi aspetto!

Newsletter febbraio 2016

Care tutte, cari tutti,
Guido Regeni era un ragazzo di 28 anni che studiava per capire il mondo e scriveva per denunciare le sue ingiustizie. Era a Il Cairo per questo.
In questi giorni, ho riletto il semplice e toccante appello che la sua migliore amica egiziana, Noura Wahby scriveva su Facebook il 1° febbraio, quando ancora nulla si sapeva della sua sorte: “Era mia guida a Cambridge. Avrei dovuto essere la sua guida al Cairo. Ho avuto modo di guardare la mia amata città attraverso i suoi occhi.
Aveva amici. E aveva contatti, come chiunque voglia andare a fondo delle questioni e non fermarsi alla superficie ufficiale. Parlava con molti giovani come lui, membri delle opposizioni al regime, orfani di piazza Tahir. Non lontano da lì, è scomparso. Forse anche questo ha un significato, tra le ragioni della sua orribile morte.
L’unica cosa certa, per ora, sono le torture, che hanno lasciato in “indicibili condizioni” il corpo di un giovane intelligente e curioso.
Dopo il rientro della salma e i composti funerali, si aprono ora a due rischi noti: da una parte, quello di richiudersi nel genere letterario della “spy story” e dall’alta quello di liquidare quanto accaduto con un “se l’è andata a cercare” già sentito altre volte. In entrambi i casi, a rimanere sullo sfondo sarebbe la valenza politica che una simile vicenda invece avrebbe il dovere di sollevare.
La morte violenta di Giulio Regeni già ci insegna qualche cosa – notava amaramente Alberto Negri sul Sole 24 Ore – C’è un Egitto che non si è arreso agli islamisti ma non si vuole arrendere neppure alle derive autoritarie del generale Abdel Fattah al-Sisi.” Era quello che cercava di raccontare dal di dentro Giulio. Ed è una consapevolezza che non si dovrebbe estromettere dalla richiesta della verità. Tanto più mentre siamo coinvolti in una guerra al terrorismo i cui confini ed alleati – come dimostra questo caso, o gli ultimi fatti in Siria – rischiano di essere ancora una volta sfumati e contraddittori.
Già in passato le ambiguità e timidezze dei paesi occidentali hanno minato la loro credibilità, nell’essere interlocutori dei movimenti democratici. Nel frattempo, le primavere arabe sono sbocciate e in qualche caso sfiorite verso l’autunno.
Posto che, come sembra, nell’uccisione brutale di Regeni ci sarebbe l’inconfessabile coinvolgimento dei servizi di sicurezza egiziani, l’Italia deve alzare la posta con il presidente Al-Sisi, chiedendo piena chiarezza sulle responsabilità, anche al prezzo di qualche imbarazzo. Abbiamo fin troppa memoria di quell’Europa che nel Vicinato diceva di essere paladina della “società civile” ma firmava accordi con i dittatori.
Non cancelleremo il dolore di un ragazzo né della sua famiglia. Ma questo è un impegno di discontinuità col passato e di coerenza con i valori che affermiamo, oltre che di giustizia e di lungimiranza, a cui non ci si può sottrarre.
Chiara

Qui è possibile leggere la newsletter completa.

Cuneo-Nizza: 3/03 incontro per rivedere la convenzione Italia-Francia e fare il punto sui lavori

È fissata per il 3 marzo la riunione tra la Regione Piemonte, Trenitalia e i funzionari dei Ministeri dei Trasporti e degli Esteri per aggiornare la convenzione tra Italia e Francia in merito alla ferrovia Cuneo-Nizza, fare il punto sullo stato dei lavori e verificare eventuali criticità sulle coperture economiche da superare attraverso il confronto con il Governo.
Lo annunciano le parlamentari democratiche Patrizia Manassero e Chiara Gribaudo: “La migliore garanzia per garantire un futuro certo al collegamento ferroviario è, insieme ai lavori di ammodernamento possibili grazie ai 29 milioni di euro stanziati dal Governo, rivedere la convenzione tra i due Stati sugli oneri e le competenze di tutti i soggetti coinvolti”.
“Per ottenere questo risultato – aggiungono Manassero e Gribaudo – stiamo collaborando con l’Assessore regionale Francesco Balocco e il suo staff. Inoltre, da contatti avuti in sede ministeriale, ci è stato confermato che il confronto tra funzionari italiani e francesi per il rinnovo della convenzione sta procedendo in modo proficuo”.
“Il Viceministro ai Trasporti Nencini e il Sottosegretario agli Esteri Amendola – concludono le parlamentari democratiche – ci hanno garantito il loro appoggio per consentire l’approvazione della convenzione con tempistiche definite”.

Cuneo-Nizza: prosegue l’impegno

Prosegue l’impegno per la Cuneo-Nizza. Lo abbiamo confermato oggi insieme alla Sen. Manassero al tavolo in Comune di Cuneo.

Oggi risulta importante aggiornare la convenzione tra Italia e Francia per dare alla Cuneo-Nizza un futuro certo, proiettandolo in un arco temporale più ampio rispetto al periodo necessario per compiere i lavori di ammodernamento possibili grazie ai 29 milioni di euro stanziati dal Governo nello Sblocca Italia.

Stiamo operando con questo obiettivo con l’Assessore regionale Francesco Balocco e il suo staff. Verrà attivato un tavolo di confronto con Trenitalia e i ministeri dei trasporti e degli esteri. L’intenzione è quella di arrivare presto a una bozza di testo condivisa da sottoporre all’approvazione di Francia e Italia.

Trasporti in provincia di Cuneo, lettera al Min. Delrio

Abbiamo scritto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, per chiedere in tempi brevi un incontro a Roma aperto anche a tutti i deputati della maggioranza.

Nella lettera, abbiamo voluto raccogliere e le istanze arrivate negli scorsi mesi da amministratori, cittadini e imprese, e fare nostra la richiesta di attenzione per il nostro territorio.

E’ indispensabile infatti iniziare a mettere in campo le risposte che per troppo tempo mancano o ritardano. L’esempio più lampante è quello dell’autostrada Asti-Cuneo, ma ve ne sono anche altri che abbiamo intenzione di trattare al tavolo col Ministro.

Sappiamo che Graziano Delrio è un interlocutore sensibile ed attento, specialmente alle questioni del trasporto locale e pendolare. Il nodo da affrontare, per noi, è allora definire un vero e proprio piano d’azione, per assicurare il completamento in tempi rapidi e certi delle opere in corso e, nel complesso, per portare qui investimenti reali. Obiettivo, iniziare a colmare il gap che ad oggi pesa sulla vita e sulla competitività del nostro territorio.

“ABC” della legge annuale per il mercato e la concorrenza

Quello approvato dalla Camera dei Deputati è il primo disegno di legge annuale per la concorrenza e l’apertura dei mercati presentato dalla data di entrata in vigore della legge n. 99 del 23 luglio 2009, che all’articolo 47 ha previsto tale strumento per consentire un’attività periodica di rimozione dei tanti ostacoli e freni, normativi e non, ancora presenti nei mercati dei prodotti e dei servizi.
Qui (file pdf) è possibile consultare un breve dossier riepilogativo.