Tag Archives: Rifare l’Italia

Rifare l’Italia: proposte per un #cuoresociale nella stabilità

La Stabilità si avvicina. Come Rifare l’Italia abbiamo presentato un pacchetto di proposte in vari campi, perché nella legge più importante dell’anno batta un “cuore sociale”. Siamo convinti che sia questa la chiave per leggere i prossimi interventi, così da favorire non solo una crescita maggiore ma anche più equa, più solidale e più giusta. Tra gli argomenti su cui ci impegneremo in Parlamento, segnalo soprattutto il lavoro autonomo e il diritto allo studio. Leggi tutto

Le proposte di Rifare l’Italia la prossima legge di ‪Stabilità‬

Questo pomeriggio in una conferenza stampa alla Camera abbiamo presentato le proposte di Rifare l’Italia su cui ci impegniamo a lavorare nella prossima legge di ‪Stabilità‬.
Tra le tante, voglio sottolineare in particolare quelle per il mondo delle partite iva e per il diritto allo studio. Obiettivo, far sì che nella legge più importante dell’anno batta davvero un ‪‎cuore sociale‬.

rifarelitalia_01

rifarelitalia_02

Comunicato stampa da Rifare l’Italia – provincia di Cuneo

Ospitiamo Comunicato stampa da Rifare l’Italia – provincia di Cuneo del 27/04/2015

La nuova legge elettorale denominata “italicum”, che dovrebbe essere definitivamente approvata dalla Camera nei prossimi giorni, è frutto di una lunga discussione pubblica, svolta all’interno degli organismi dirigenti del PD e nelle sedi istituzionali. Quasi un anno di discussioni e votazioni hanno portato a modifiche radicali rispetto all’impianto originario. E’ quanto ha ricordato anche l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano, che recentemente ha ammonito: “guai se si piomba in un rincominciamo da capo”. Napolitano coglie un punto centrale: non approvare la legge elettorale nemmeno ora, all’ultimo miglio, vuol dire forse non approvarla mai più.
“Rifare l’Italia” ha partecipato al dibattito contribuendo ad inserire il premio di maggioranza alla lista anziché alla coalizione e il meccanismo del ballottaggio. Il combinato di questi due miglioramenti concorre in maniera determinante a dare ai cittadini la scelta finale su chi governa: si azzera così praticamente il rischio di riproporre governi di “larghe intese” e si associano una quota minoritaria di capilista ad un cospicuo numero di seggi assegnati con le preferenze e l’alternanza di genere.
Sapendo che nessuna legge elettorale può raggiungere la perfezione con il consenso di tutti (e che è necessario fare i conti con i numeri parlamentari democraticamente usciti dalle urne), il risultato tiene insieme in modo equilibrato le esigenze della rappresentanza con quelle della decisione.
La priorità di tutti noi, era e deve restare quella di dare all’Italia una legge elettorale assolutamente differente rispetto al “porcellum”, dichiarato incostituzionale non prima di aver creato per anni instabilità e trasformismo. Per questo ci hanno stupito profondamente alcune recenti prese di posizione interne-esterne al PD che, con toni inutilmente drammatizzanti, sembrano negare tutto il lavoro svolto in questi mesi.
In primo luogo, la scelta da parte degli organismi dirigenti dei partiti di alcune candidature è un elemento che ha già caratterizzato tutte le ultime esperienze elettorali, sia con il “porcellum” che con il “mattarellum”. Anzi, spesso in maniera anche più subdola e preponderante: ricordiamo bene la comparsa nelle liste di candidati “catapultati” che, in assenza di un meccanismo chiaro e di espliciti contrappesi, servivano spesso più per sancire accordi o singole sopravvivenze politiche, che a rappresentare istanze della società.
Noi crediamo però, forse controcorrente, che alcune figure possano arricchire la rappresentanza e la nostra proposta politica anche se sprovviste di pacchetti di voti o di tessere. La responsabilità della loro scelta, a patto che sia trasparente e limitata nei numeri, dovrebbe essere difesa da tutti coloro che pensano, oggi come ieri, che i partiti debbano tornare ad essere davvero il motore democratico sancito dall’art.49 della Costituzione.
In secondo luogo, l’inserimento del doppio turno per anni è stato un obiettivo fondamentale della sinistra, seppure oggi venga indicato da qualcuno con quel percorso politico come una sorta di trappola autoritaria.
Infine, il monocameralismo stesso non è un obiettivo di oggi ma, anche qui, una vecchia richiesta della sinistra e in particolare dell’allora Partito Comunista. L’attuale bicameralismo perfetto è ormai da tutti riconosciuto come un sistema che blocca l’azione del Parlamento, in una partita di tennis potenzialmente infinita tra una camera e l’altra. Da una parte, così, le istituzioni sono sempre meno in grado di fare fronte ai problemi dei cittadini, aumentando la sfiducia e spianando la strada all’antipolitica e all’astensionismo. Dall’altra, questa situazione ha portato negli anni all’esplosione della decretazione d’urgenza del Governo: una distorsione che anche noi abbiamo criticato in varie fasi e con tutti i governi, perché genera un ulteriore (e visibilissimo) ingolfamento nelle Camere, chiamate a convertire decreti a tambur battente, a discapito dell’approfondimento e della qualità delle leggi.
Crediamo che una maggiore efficacia riporterà allora nelle mani del Parlamento, e quindi dei rappresentanti del popolo, la palla della decisione. Il che potrà servire a migliorare anche la formazione e la selezione della classe dirigente, interrotta da tempo o lasciata a meccanismi spontaneistici che hanno mostrato tutta la loro inefficacia ed opacità.
Qualcuno ha voluto concentrarsi invece, anche sulla stampa locale, sulla sostituzione dei parlamentari di nomina del Pd nella commissione Affari costituzionali. Noi crediamo non sia stato un colpo di mano. In ogni Commissione (dal consiglio comunale più piccolo al parlamento europeo) si rappresenta l’opinione del Gruppo, assunta a maggioranza negli organi dirigenti. Questo non limita in alcun modo la libertà di mandato garantita dalla Costituzione ad ogni deputato nell’unico voto che conta ai fini legislativi, quello finale in Aula.
In conclusione, non è la dialettica politica che ci spaventa, ma la sua artificiosa drammatizzazione: sia da parte di chi utilizza termini come “autoritarismo” o “stravolgimento della Costituzione Repubblicana”; sia da chi spesso promuove acriticamente, senza sforzarsi di migliorare, tutto ciò che proviene dalla sua parte.
Non è con la logica “amico-nemico”, non radicalizzano il confronto per impedire il dialogo, che si può pensare di bloccare la decisione, o per altro verso di forzarla.
E tuttavia, il dibattito non può protrarsi all’infinito: la discussione è vera solo quando ha tempi certi e porta ad un risultato. Anche in questo, l’Italia vuole finalmente essere una democrazia normale.
Auspichiamo quindi che la nuova legge venga approvata senza dover ricorrere a strumenti come il voto segreto o la questione di fiducia.
Non di sola tattica può vivere il nostro dibattito, specie se in ballo vi sono questioni importanti per i cittadini come quelle che riguardano l’espressione del voto o la risposta alle problematiche sociali (a partire da un serio contrasto alla povertà). Sperare di ottenere un miglior posizionamento sulla scacchiera locale con messaggi dopati e falsi, a spese dell’interesse generale, sarebbe da irresponsabili e minerebbe il rilancio proprio della lotta alle diseguaglianze e l’apertura di quella stagione di riconoscimento dei nuovi diritti che l’Italia da tanto tempo attende.

Rifare l’Italia – provincia di Cuneo

Michela Marzano a Cuneo per “Non seguire il mondo come va”

2015.04.18_marzano

Lo scorso sabato 18 aprile, Michela Marzano è stata a Cuneo ospite di Rifare l’Italia, per presentare il suo nuovo libro “Non seguire il mondo come va”, insieme ad Andrea Pacella, coordinatore dell’associazione nel Piemonte 2.
Non c’è dubbio che quello di Michela sia un punto di vista decisamente originale e libero.
Ne è emersa, anche nel dialogo con il pubblico, una riflessione profonda, schietta, a tratti amara. Ma di certo fuori dalle rappresentazioni comuni su ciò che si può trovare quando, arrivando da una altra vita (nel suo caso, anche un altro paese) si accetta un impegno parlamentare e si passa dietro il sipario della politica “raccontata” dai media. Quando si entra cioè nel terreno della politica “vissuta”, a volte combattuta, e per questo soggetta a vittorie e sconfitte. Un racconto-intervista che non ha negato le contraddizioni, le fatiche, forse qualche delusione dell’”arte del possibile”. Ma che, proprio per questo, come in un negativo, fa risaltare ancora più quei princìpi e valori (come la dignità, il rispetto, la serietà e l’onestà, la cultura) che sono ancora per molti di noi fonte di passione politica, di impegno concreto, e quindi terreno su cui ricostruire – per dirla con il suo bel titolo – anche quello che dovrebbe tornare ad essere la politica: il modo che abbiamo per non seguire il vento dove tira, né abbandonarci all’inevitabile corso degli eventi, gestendo il gestibile.
Ma, il mondo d’oggi, provare a cambiarlo.

Grande successo di pubblico per l’incontro a Cuneo con il Ministro Maria Elena Boschi

2015.03.27_incontroBoschi

Grande successo di pubblico per l’incontro a Cuneo con il Ministro Maria Elena Boschi e la deputata PD Chiara Gribaudo, organizzato da “Rifare l’Italia”.
Gremite anche nei posti in piedi la Sala San Giovanni e la sala Vinay che, vistro il grande afflusso, è stata eccezionalmente aperta e collegata in videoconferenza.
Sono davvero contenta della riuscita della serata, che ha mostrato quanta sia la voglia dei cittadini di informarsi e partecipare. – ha commentato l’On. Gribaudo – Sono stata commossa di vedere in prima fila i partigiani, insieme a tanti giovani, cittadini e amministratori, in sala. E’ la fotografia più bella e più vera di ciò che serve oggi alla politica e al Paese: saper portare a termine quel passaggio di testimone tra la loro generazione, che ci ha insegnato dove nasce e come cammina la democrazia, e la nostra, che ora deve essere aiutata e sostenuta nel prendersi le sue responsabilità. Una generazione che che già oggi è impegnata in molti luoghi e forme per essere all’altezza di questo compito. Ringrazio quindi tutti quelli che hanno voluto partecipare, insieme al Partito Democratico e soprattutto all’associazione Rifare l’Italia, che ha reso possibile questo bel momento a cui, sono certa, seguiranno molti altri

27 marzo, Cuneo: Il coraggio di oggi, il Paese di domani, con il Ministro Maria Elena Boschi

L’incontro si terrà venerdì 27 marzo, ore 21, presso Sala S. Giovanni – Via Roma 4, Cuneo [vedi mappa]
Interviene il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.

Per risollevarsi e guardare con fiducia al futuro l’Italia deve riformarsi. Ma il cambiamento, perché sia vero, non è mai da soli: bisogna dire con chi. Non è mai immobile: bisogna dire verso dove. Non è mai lasciato a se stesso: va perseguito con determinazione.

Giustizia, equità, ascolto, decisione, serietà, onestà: sono alcune delle parole da cui partire. Una nuova generazione è impegnata in Parlamento e al Governo – ma soprattutto nella vita di tutti i giorni, nelle realtà civiche, nelle associazioni e nelle amministrazioni locali – per essere all’altezza di questo compito.

Perché il coraggio di oggi, costruisce il Paese di domani.
Per superare le difficoltà e guardare con fiducia al futuro, l’Italia deve riformarsi. Ma il cambiamento, perché sia vero, non è mai da soli: bisogna dire con chi. Non è mai immobile: bisogna dire verso dove. Non è mai lasciato a se stesso: va perseguito con determinazione.

Giustizia, equità, ascolto, decisione, serietà, onestà: sono alcune delle parole da cui partire. Una nuova generazione è impegnata in Parlamento e al Governo – ma soprattutto nella vita di tutti i giorni, nelle realtà civiche, nelle associazioni e nelle amministrazioni locali – per essere all’altezza di questo compito.

Perché il coraggio di oggi, costruisce il Paese di domani.

20 febbraio, Asti: Non solo Jobs Act. Le politiche del lavoro tra l’Astigiano e l’Italia

2015.02.20_asti

L’incontro si terrà venerdì 20 febbario ad Asti presso la ex sala consiliare Comune di Asti, Piazza San Secondo 1 [mappa].
Interverranno Giorgio Ferrero (segretario Pd Asti), Massimo Fiorio (deputato PD) Marta Parodi (Assessore Comune di Asti con delega allo sviluppo economico) e Chiara Gribaudo (deputata PD).
Modera: Tonino Fassone (coordinatore Commissione attività produttive Pd Asti).