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25 aprile: tra la festa e il ricordo

Percorrendo le strade della nostra provincia Medaglia d’Oro, i ricordi sempre si sommano e si perdono nel tempo: così fanno anche i pranzi, le musiche, le parole, il rosso, la vita. Il 25 Aprile, mi ha portato prima a San Giacomo di Roburent, poi a Carrù per l’orazione ufficiale. Nel pomeriggio, sono stata a Novello mentre la sera prima non potevo mancare alla fiaccolata a Cuneo (quest’anno inspiegabilmente sera fiaccole).
C’è stata nostalgia, confesso, e anche un po’ di tristezza per chi non c’è più. Ma la Liberazione è soprattutto un momento di festa. È la “nostra festa”, come mi hanno insegnato i partigiani: non solo una occasione di ricordo, quindi, ma per rinnovare giorno dopo giorno l’impegno di costruire una Italia ed una Europa migliore. Quella per cui loro hanno combattuto, settantun anni fa, e che oggi tocca a noi realizzare. Non spaventandoci di andare controcorrente e di tenere alta la bandiera della libertà.

A Savigliano con i Giovani Democratici: attualizzare l’antifascismo, guardando alle nuove destre e all’europopulismo

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Tra le varie iniziative in programma in vista del 25 aprile, sono stata particolarmente contenta di aver partecipato alla serata organizzata a Savigliano dai Giovani Democratici.
Intanto perché da tempo non vedevo una platea così gremita di giovani interessati a confrontarsi e approfondire i fenomeni politici di oggi. E poi proprio per il titolo che hanno scelto: “Destre vecchie e nuove all’epoca dell’europopulismo”, che dimostra bene l’intenzione di praticare l’antifascismo non solo come memoria, ma anche nella doppia dimensione di cui più abbiamo bisogno: storica e attuale. C’è infatti oggi ancor più la necessità di far interagire continuamente queste due prospettive, provando a incrociare testimonianza e militanza, passato e presente, pensiero e azione. In fondo, la nostra più grande sfida, che ci viene da ieri e he guarda a domani, è questa: costruire antidoti contro la violenza, contro tutte le violenze. Insieme ai presupposti perché non accadano mai più. E’ questo il migliore modo che abbiamo di onorare il nostro debito di riconoscenza nei confronti di chi, a prezzo della vita, ha sognato per sè e per tutti la libertà, la pace e la democrazia. Si raccoglie così l’insegnamento di chi ha combattuto, facendolo continuare a camminare sulle gambe delle nuove generazioni.

24 – 25 aprile tra Boves, Cuneo, Borgo San Dalmazzo: ricordo non solo da celebrare, ma da “vivere”

2015.04.24_resitenzaCuneo

Le giornate del 24 e 25 aprile sono state un vero ed emozionante turbine. Venerdì sera sono stata a Boves dove il Consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria al partigiano Calisto Giovanni. Poi subito alla tradizionale fiaccolata di Cuneo, anche quest’anno molto partecipata e suggestiva. Ma le emozioni più forti me le riserva sempre la mattina del 25, nella “mia” Borgo San Dalmazzo: prima alla Rotonda Alpi Marittime per commemorare le brigate partigiane delle Valli Gesso, Vermenagna e Pesio. Per proseguire poi, in corteo attraverso la città, alla volta del Sacrario Partigiano dove abbiamo ricordato le vittime della fucilazione del 2 maggio 1944; infine in piazza don Viale presso la stele ebraica che ricorda l’aiuto dato ai profughi in fuga dalla persecuzione nazista. E’ stato bellissimo soprattutto vedere i giovani alunni delle medie portare in corteo la bandiera dell’ANPI locale: sui tanti volti, di tutte le età, c’era il significato vero di una ricorrenza civile che ha senso solo se “vissuta” e rinnovata ogni giorno. Ho voluto lasciare anche un pensiero, oltre ai partigiani presenti, anche a chi oggi non c’è più, come il caro Poldo. Con in mente il loro insegnamento, è stato davvero il giorno in cui ricordare da dove veniamo, per costruire così il nostro futuro. Anni di lotta che devono essere un monito per costruire oggi un’Europa di pace, mantenendo vivi i valori di libertà e di democrazia, ma anche di solidarietà tra i popoli.

“Parti già? No”: spettacolo teatrale che racconta, insegna…e resiste

“Parti già? No” è uno spettacolo teatrale sulla Resistenza. La pagina Facebook dello spettacolo nei giorni precedenti alla Liberazione è stata ignobilmente bersagliata da commenti e post di chiara ispirazione fascista.
Una dimostrazione in più, se mai ce ne fosse bisogno, che bisogna continuare a tenere alta la guardia su ogni “piazza”, reale o virtuale che sia. Gesti come questi, che si nascondono dietro i facili mezzi multimediali o il finto scherno, devono essere condannati fermamente. Ho voluto per questo esprimere tutta la mia solidarietà innanzitutto ai ragazzi, agli attori e al regista (lo spettacolo è realizzato dalla compagnia teatrale Albatros e dal regista Giuseppe Porcu, basato sul lavoro svolto da trenta allievi ed ex allievi dai 14 ai 18 anni del Liceo Arimondi di Savigliano).
E’ anche grazie a lavori come il loro, che i valori della Resistenza oggi continuano a raccontare e ad insegnare specie alle giovani generazioni.

Con il partigiano Umberto Lorenzoni

2015.04.22_Lorenzoni

Il 22 aprile a Palazzo Barberini il Ministro della Difesa ha consegnato le prime 70 medaglie a 70 partigiani “Cavalieri della Liberazione”. Un’onorificenza istituita per queste donne e uomini, che allora fecero una scelta, oltre ogni individualismo, per il bene comune e per quella libertà.
Ed insieme un segno tangibile del ringraziamento collettivo di tutta la Nazione. Anche per questo il momento è stato molto emozionante. La proposta parlamentare di cui ero tra i promotori, aveva visto il sostegno di molte amministrazioni del nostro territorio. A partire dal Presidente della Provincia Medaglia d’Oro Federico Borgna, ho voluto mandare una lettera per ringraziare ognuno di loro, sindaci e amministratori: con la loro azione nei consigli comunali e con la loro sensibilità hanno contribuito a testimoniare il valore vivo e presente che l’antifascimo e la Resistenza continuano ad avere per le nostre comunità locali. Lo stesso ministro Pinotti ci aveva poi molto aiutato a velocizzare i tempi e in ogni regione ed in ogni realtà locale, sarà così possibile dare il giusto riconoscimento a chi ha fatto tanto per la nostra libertà. È la prima volta nella storia repubblicana che ciò accade.

Con Marisa Ombra, Staffetta partigiana e vice presidente nazionale ANPI

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Terrà lei l’orazione ufficiale a Torino il 25 aprile.
L’ho conosciuta anni fa ed ho avuto l’onore di presentare il suo libro anni fa alla festa dell’ANPI.
Donna dolce ma severa ferma ed appassionata. Per me un esempio.

Partigiani alla Camera per le celebrazioni del 70°, tra cui una delegazione monregalese, insieme a loro gli On. Gribaudo, Taricco e viceministro Olivero

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La mattina del 16 nell’Aula di Montecitorio decine di partigiani si sono seduti accanto a noi per aprire le celebrazioni del 70° anniversario Liberazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella, e dei presidenti di Camera e Senato. Tra di loro, c’era anche una delegazione della provincia di Cuneo, proveniente da Mondovì. E’ stato davvero uno dei momenti più significativi e, per me, più emozionanti di questi due anni. Il significato di questa celebrazione e della presenza dei partigiani qui, al fianco di chi oggi è chiamato a raccogliere la loro importante eredità con responsabilità ed onore, è chiaro: quest’Aula, quello che rappresenta insieme alle altre Istituzioni repubblicane, esiste grazie a loro e grazie al sacrificio dei molti che hanno combattuto anche a prezzo della vita per la democrazia e la libertà. E’ casa loro. Come lo è per tutti i cittadini che sanno il valore di ciò che hanno conquistato per noi, e quanto questo non vada mai dato per scontato. Oggi serve allora raccogliere tutti insieme il loro testimone e far camminare i valori che ci hanno insegnato su gambe sempre nuove e forti.

(Nella foto della delegazione: Dalmasso Carlo; Fulcheri Paolo; Mauro Pettini, presidente sezione Mondovì e vice Presidente provinciale ANPI)