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#preferiscolepreferenze: “Bene dichiarazioni Renzi, ora il Parlamento trovi una convergenza”

Accogliamo di buon auspicio, e come nuova possibilità, le dichiarazioni del nostro segretario Matteo Renzi che sembra manifestare attenzione ed interesse sull’importanza delle preferenze all’interno del nuovo sistema elettorale che si sta elaborando. Continueremo la nostra ‘battaglia’ politica, il Parlamento – adesso – dovrà trovare una convergenza su questo punto“.
A parlare, come si legge in una nota diffusa dagli stessi, sono i parlamentari di #preferiscolepreferenze che in queste ore hanno animato il dibattito con una petizione on line che ha già raggiunto oltre cinquemila sostenitori.
I deputati Pd Moscatt, Petitti, Ventricelli, Bordo, Ribaudo, Culotta, Bruno Bossio, Gribaudo, Boccuzzi, Paolucci, Zappulla, Albanella, Fabbri, Gregori, Baruffi, Montroni, D’Arienzo, Pagani ed altri, sono convinti che “non si può prescindere dall’esprimere il voto. La petizione, e più completamente questa mobilitazione, non è contro qualcuno, non rappresenta una proposta contro o una controproposta, non è finalizzata a rallentare i percorsi virtuosi avviati, ma serve per qualificarli e renderli quanto più corrispondente ai desideri dei cittadini“.

Appunti per un Job act – Chiara Gribaudo, Matteo Orfini, Valentina Paris, Fausto Raciti

La necessità, richiamata dal segretario del Pd, di un piano per il lavoro che contrasti precarietà e disoccupazione è largamente condivisa. Come condivisibile è l’enfasi con cui il presidente del Consiglio ha definito quello della disoccupazione giovanile l’“incubo nazionale”. Tuttavia sia le ricette che dovrebbero comporre il cosiddetto job act (sempre che quanto filtrato in queste ore corrisponda al progetto degli estensori), sia le misure varate dal governo con l’ultima legge di stabilità, destano diverse perplessità. Le une come le altre sembrano ispirarsi alle letture maggiormente in voga in questi anni, che spiegano le ragioni della drammatica e apparentemente irreversibile crisi occupazionale del nostro paese con l’eccessiva tassazione su lavoro e imprese da un lato, dall’altro con la presunta complessità/rigidità del mercato del lavoro. Tagliare il cuneo fiscale – come ha cominciato a fare il governo – e rendere le regole del lavoro meno macchinose sarebbero dunque le soluzioni a buona parte dei nostri problemi.
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A proposito del piano per il lavoro “Job act” di Matteo Renzi

Il contrasto alla disoccupazione e la riforma del mercato del lavoro sono la priorità per tutto il Partito Democratico. Sarebbe però meglio evitare di lanciare proposte ancora fumose, come quella di rendere monco l’art.18 per i lavoratori.
Riteniamo che la sinistra abbia il dovere di allargare il campo dei diritti e delle tutele senza mettere in discussione il preesistente.
Per i giovani precari, in particolare, il problema non è certo quello di perdere con troppa facilità il lavoro: semmai di avere tutele contro il licenziamento ingiusto.
In un momento in cui i giovani pagano pesantemente le arretratezze dell’intero sistema, dovremmo essere al contrario capaci di costruire per loro un lavoro buono e giusto
Attendiamo di conoscere più nel dettaglio il Job Act del Segretario Matteo Renzi.
L’impressione è comunque che queste proposte rischino – come già altre in passato – di camminare sulla testa dei meccanismi contrattuali e della burocrazia del Lavoro, anziché sulle gambe della crescita economica e della creazione di impieghi di qualità.
L’indagine conoscitiva che abbiamo svolto in Commissione Lavoro della Camera, conclusa solo qualche settimana fa, ha confermato come tra i problemi vi sia innanzitutto quello dei redditi troppo bassi e diseguali, oltre alla pressoché totale assenza del Pubblico nella pianificazione e nel servizio all’impiego.
Proprio l’instabilità normativa è invece emersa come una delle cause di utilizzo scarso o improprio  da parte dei datori di lavoro degli strumenti già in uso – come ad esempio l’apprendistato, lo strumento di ingresso principale su cui far convergere le normative nazionali.
Il contrasto alla disoccupazione ed alla precarietà giovanile si conferma il primo punto della nostra agenda: la Segreteria, però, si cali nella realtà del mondo del lavoro migliorandola, non pensi solo a disegnarne un’altra su un foglio di carta.
Di bozze finite nel cestino, in questi anni, ne abbiamo forse avute troppe.

on. Chiara Gribaudo, on. Valentina Paris (PD)

Buon lavoro a Matteo Renzi!

L’Italia ha bisogno non solo di cambiare verso, ma ancor di più di andare avanti un passo dietro all’altro e combattere la logica dell’insulto.
Oggi lo squadrismo crescente mi spaventa, il PD rimane l’unica grande forza politica che non può fare più sconti al qualunquismo e agli insulti. Grazie dunque ai tanti partecipanti che hanno votato alle primarie e un grazie a chi, con tanto lavoro le ha rese possibili!