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Europa: parliamo di lavoro

La settimana scorsa ho partecipato per la prima volta ad una sessione di incontro fra i parlamenti nazionali dei vari paesi europei. È stata un’occasione di confronto su temi importanti, in particolare sul mondo del lavoro e sulle opportunità di cui necessitano i giovani.
Ero convinta, e a maggior ragione lo sono dopo questi giorni passati a Bruxelles, che i temi dell’economia e del lavoro non troveranno mai soluzione finchè non riusciremo a dare loro un respiro più ampio. In Italia l’ultimo mese è stato segnato dal tema dei voucher, affrontato in maniera demagogica e mai con i numeri alla mano, e dalla lotta alla povertà. Si fa un gran parlare di redditi minimi garantiti, redditi di inclusione, ma io credo che per ridare dignità a ciascuno non serva mettere in mano, o in banca, qualche centinaio di euro al mese: serve il lavoro e servono misure costruite attorno al lavoro.
Da troppo tempo i diritti dei lavoratori sono frammentati, spezzettati a seconda della categoria, del contratto, di vincoli burocratici. Con il DDL per il lavoro autonomo, alla Camera, stiamo iniziando ad rendere più uniformi il mondo del lavoro autonomo e quello dipendente, rimarcando che certi diritti (come quello all’indennità di maternità o di malattia, o a un supporto in caso di perdita di lavoro) devono essere uguali per tutti, e non esistono differenze che giustifichino disparità di trattamento.
Ma dobbiamo andare oltre e fare in modo che nessuno venga lasciato indietro. Soprattutto, dobbiamo dare ai giovani l’opportunità di guardare avanti.
Per questo mi sto impegnando a guardare al mondo del lavoro con occhi diversi, concentrandomi su alcune idee: equo compenso, sussidio di disoccupazione universale, qualità dei servizi e parità di diritti. Non è più possibile affrontare questi temi separatamente: la politica per dare speranza deve avere prima di tutto una visione d’insieme.
Per costruirla, credo che dovremmo discuterne nella maniera più larga e plurale possibile.

Newsletter luglio/agosto 2016

Care tutte, cari tutti,
il mese che ci lasciamo alle spalle è stato intenso, a tratti preoccupante e doloroso, sia in chiave di politica nazionale che internazionale.
Qualcuno ha fatto una similitudine con l’estate di quindici anni fa: era il 2001 quando a Genova i temi con cui, tra dubbi e scontri, si apriva il nuovo millennio si chiamavano globalizzazione, neoliberismo, riscaldamento globale, disuguaglianza sociale, migrazioni. Rileggendo questo elenco, non sembra passato un giorno.
Oggi, siamo qui. Viviamo in qualche senso gli esiti di fenomeni che in quel momento iniziarono a mostrarsi con più chiarezza e ai quali le classi dirigenti che si sono susseguite non sono state capaci di rispondere con efficacia. Nuovi capitoli si sono poi via via aggiunti – dal ruolo di Russia e Stati Uniti, all’indebolimento dell’Unione Europea, fino alla Brexit, alla nuova fase del terrorismo e all’incognita turca – non fanno che consegnarci un puzzle globale sempre più sminuzzato e confuso.
In questo quadro, l’Italia sta facendo la sua parte con responsabilità. Ma certamente è l’Europa che va rifondata: il richiamo ai “valori” ed alla solidarietà – tanto enunciati a parole quanto sempre più largamente smentiti nei fatti – di certo non basta più.
Molte sono quindi le battaglie che ci attendono da settembre: in qualche modo, tutte si tengono insieme. Per contrastare i pericoli che ci stanno di fronte e iniziare finalmente a voltare le pagine rimaste a lungo in sospeso, servirà l’energia e il contributo di tutti.
Un caro saluto e buona estate.
Chiara

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Contrasto alla povertà: sì ad una legge attesa ed indispensabile

Finalmente, l’Italia avrà un vero ed unico intervento contro la povertà. Alla Camera, abbiamo approvato misure che servono per dare un reddito di inclusione e più servizi sociali a chi vive in povertà assoluta, a partire dalle famiglie numerose o con figli disabili e dai disoccupati over 55. Sono intervenuta in Aula, per sottolineare la portata storica di un provvedimento che mette 1 miliardo e 600 milioni (che andranno certamente aumentati) là dove in passato i fondi sul sociale erano stati portati quasi a zero. Un intervento che non è solo economicistico, ma chiude l’approccio emergenziale e settoriale ponendo rilanciando una riforma organica e strutturale di tutti i servizi, avendo come obiettivo la dignità delle persone.

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Contrasto alla povertà: i contenuti della legge delega

La Camera dei deputati ha approvato, in prima lettura, l’importante delega con norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali. Si tratta di un provvedimento collegato alla legge di stabilità 2016 che avvia un intervento strutturale di contrasto alla povertà, con risorse la cui entità non è mai stata stanziata a tale scopo: è la prima volta nel nostro Paese che in un piano di lotta alla
povertà c’è un capitolo di spesa permanente nel bilancio dello Stato che prevede, intanto,
un miliardo di euro ogni anno. Per approfondire, abbiamo preparato un dossier.

Il mio intervento nel dibattito sul Ddl Povertà

Questa mattina, sono intervenuta nel dibattito sul ddl Povertà. Ecco qui il video dell’intervento e il resoconto delle agenzie stampa.

Roma, 14 lug. (askanews) – “Il disegno di legge sul contrasto alla povertà rappresenta un primo passo nella direzione giusta. Si tratta di una misura basata sia su trattamenti economici, sia sull’azione della rete dei servizi sociali. Non un intervento solo economico, quindi, né tanto meno assistenzialistico, ma un approccio che ha come obiettivo la dignità delle persone”. Lo ha detto Chiara Gribaudo, vicepresidente del gruppo Pd durante l’intervento in Aula per la dichiarazione di voto sulle pregiudiziali di costituzionalità al ddl sul contrasto alla povertà. “Con questo provvedimento – ha proseguito Gribaudo – l’Italia chiude definitivamente il periodo delle sperimentazioni nella lotta alla povertà e l’approccio emergenziale; e lo fa con stanziamento che non hanno precedenti nella storia del Paese. Il nostro impegno non finisce qui e provvedimenti ulteriori dovranno consentire di raggiungere, progressivamente, tutte le persone in condizione di povertà. Intanto, però, si rende chiara la direzione di marcia e cioè la scelta di realizzare la graduale estensione della platea e l’incremento del Fondo. Vorrei ricordare ai colleghi della Lega che lo spirito della legge 328 del 2000, un grande progetto riformatore dei servizi sociali, si è gradualmente disperso a causa delle scelte fatte dai governi di destra che si sono succeduti dal 2000 e che hanno tagliato i fondi per il sociale fino a portarli quasi all’azzeramento”. “Adesso – ha detto ancora l’esponente Pd – andava fatta una scelta individuando le priorità da cui partire. Tra queste, noi abbiamo indicato la povertà minorile, i nuclei familiari con minori o con disabili gravi, donne in stato di gravidanza e persone di 55 anni disoccupate. In conclusione, parliamo di come prosciugare la pozza del disagio senza gettare slogan per confondere le acque o proporre velleitariamente sistemi mai sperimentati in nessuna parte del mondo. Non è di recinti e di propaganda che abbiamo bisogno per costruire più inclusione e più sicurezza sociale”.

Ddl povertà importante: ma le pensioni di reversibilità non c’entrano e non si toccano

Con l’uscita del ddl di delega al Governo sulla povertà, si è aperta la discussione sulle pensioni di reversibilità. Meglio fare chiarezza: non c’è in corso un furto ai danni delle vedove: ma quelle pensioni non sono un “regalo” e restano dovute. Non si pensi quindi di prendere lì le risorse per interventi, pure molto importanti. Lotta alla povertà e previdenza restano due cose distinte. A meno di non pensare di spingere chi ha solo quel reddito, peraltro basso, davvero verso l’indigenza. Come ha già dichiarato il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, è bene che questo punto sia stralciato dal provvedimento. Leggi tutto

Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale

Qui (file pdf) è possibile leggere un dossier riassuntivo sulle misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.