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Newsletter luglio/agosto 2016

Care tutte, cari tutti,
il mese che ci lasciamo alle spalle è stato intenso, a tratti preoccupante e doloroso, sia in chiave di politica nazionale che internazionale.
Qualcuno ha fatto una similitudine con l’estate di quindici anni fa: era il 2001 quando a Genova i temi con cui, tra dubbi e scontri, si apriva il nuovo millennio si chiamavano globalizzazione, neoliberismo, riscaldamento globale, disuguaglianza sociale, migrazioni. Rileggendo questo elenco, non sembra passato un giorno.
Oggi, siamo qui. Viviamo in qualche senso gli esiti di fenomeni che in quel momento iniziarono a mostrarsi con più chiarezza e ai quali le classi dirigenti che si sono susseguite non sono state capaci di rispondere con efficacia. Nuovi capitoli si sono poi via via aggiunti – dal ruolo di Russia e Stati Uniti, all’indebolimento dell’Unione Europea, fino alla Brexit, alla nuova fase del terrorismo e all’incognita turca – non fanno che consegnarci un puzzle globale sempre più sminuzzato e confuso.
In questo quadro, l’Italia sta facendo la sua parte con responsabilità. Ma certamente è l’Europa che va rifondata: il richiamo ai “valori” ed alla solidarietà – tanto enunciati a parole quanto sempre più largamente smentiti nei fatti – di certo non basta più.
Molte sono quindi le battaglie che ci attendono da settembre: in qualche modo, tutte si tengono insieme. Per contrastare i pericoli che ci stanno di fronte e iniziare finalmente a voltare le pagine rimaste a lungo in sospeso, servirà l’energia e il contributo di tutti.
Un caro saluto e buona estate.
Chiara

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Newsletter giugno 2016

Care tutte, cari tutti,
stavo preparando questa introduzione ragionando sugli esiti del voto amministrativo, quando sono arrivate le immagini drammatiche dagli Stati Uniti. Più in basso, trovate qualche riflessione in vista dei ballottaggi, ma credo che oggi siano questi i fatti più urgenti e profondi su cui interrogarci.
Non so se, come scriveva Cesare Pavese, si odiano gli altri perché si odia se stessi.
Sta di fatto che la violenza animata (qualche volta accresciuta, qualche altra camuffata) da ragioni religiose o di genere, sembra non avere più confini.
Questa volta, ad Orlando in Florida, è toccato al popolo lgbt: 50 morti e 53 feriti nella notte tra domenica e lunedì. Un orrore la cui spiegazione solo in parte può essere trovata dietro il cappuccio nero del lontano Stato Islamico.
Ogni semplificazione, di fronte ad una simile tragedia, potrebbe nascondere una parziale autoassoluzione, rimandando altrove responsabilità che sono anche qui. Rischieremmo così di non combattere fino in fondo i nostri nemici.
Il fanatismo religioso e gli obiettivi della politica fondamentalista, possono infatti agganciare proseliti ed armare la mano dei cosiddetti “lupi solitari” (figli dell’Occidente, come dimostrano le loro biografie) perché trovano da noi un humus sempre più diffuso su cui nascere, crescere ed alimentarsi: quell’incomprensione delle differenze che si trasforma in rifiuto e, in qualche caso, desiderio di annientamento.
Le violenze e le discriminazioni si tengono sempre insieme: le une alimentano le altre, creando una spirale intorno all’idea perversa secondo cui è possibile impedire ad un altro individuo di vivere liberamente la propria identità.
Omosessuali, donne, immigrati, disabili… anche in Italia, sono questi i gruppi oggetto di continui messaggi aggressivi e discriminatori secondo la Mappa dell’Intolleranza (disegnata da Vox in collaborazione con le università di Milano, Roma e Bari).
I semi dell’odio vanno allora contrastati tutti insieme, o non saranno mai davvero estirpati per nessuno.
Ecco perché, oltre a perseguire i criminali, è agendo sulla nostra stessa società, nelle sacche della diseguaglianza e del pregiudizio, che ognuno di noi può aiutare a combattere questa malattia. Sapendo che è nel sottobosco di omertà e connivenza che spesso si nasconde e si nutre la violenza, prima di esplodere.
Chiara

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Commissione lavoro della Camera in missione in Piemonte

Insieme con alcuni membri della Commissione Lavoro della Camera, recentemente abbiamo svolto una missione in Piemonte per acquisire informazioni sull’andamento del mercato del lavoro e sul funzionamento del sistema di ammortizzatori sociali, specie dopo le nuove misure del Jobs Act.

Insieme al Presidente Damiano e al presidente della Regione Chiamparino, abbiamo incontrato categorie e parti sociali, analizzando i dati del primo trimestre 2015 ravvisando una diminuzione del ricorso alla cassa integrazione e un significativo aumento delle assunzioni, trainate dai contratti a tempo indeterminato. Abbiamo però affrontato anche il tema dell’esclusione e delle nuove povertà cresciute nella crisi, legate specie ai lavori e ai soggetti più deboli (come giovani, donne e over-50). Spazio anche per la possibilità che il Piemonte intraprenda, come sperimentazione, forme di prepensionamento per gli esodati, per cui ora servirà ragionare con Inps e Governo.

Misure specifiche per le Terre Alte
 (lettera a La Stampa)

Per la montagna dobbiamo fare di più e farlo insieme, usando al meglio i nuovi strumenti a disposizione, affinchè quella delle aree interne sia davvero una opportunità di rilancio dell’intero Paese.
Personalmente, non ho pienamente condiviso alcuni recenti interventi legislativi, pur dettati da innegabili ragioni di difficoltà generale, come l’estensione dell’Imu ai terreni montani. In particolare, ho ritenuto di non votare l’aumento dal 4% al 22% dell’Iva sul pellet.
Oltre ai singoli interventi, nati spesso di riflesso, alle Terre Alte serve allora imboccare una direzione diversa che può e deve essere costruita. Perché siano davvero un luogo da vivere, c’è bisognoso di misure specifiche per il loro sviluppo sociale ed economico. Per questo bisogna lavorare sia per contrastare i fenomeni negativi, sia soprattutto per innescarne di positivi.
Lunedì 12 si terrà a Roma un importante incontro fra Governo e amministratori della montagna organizzato dall’intergruppo parlamentare nella quale sono impegnata, in collaborazione con Anci, Upi e Uncem.
Dopo le decisioni di fine anno, ma anche dopo la Conferenza delle Alpi a Torino e l’avvio della strategia per la Macroregione alpina europea, credo sia un momento cruciale da sfruttare non per la protesta ma con la proposta. Un’occasione sia per Governo che per il territorio di trovare la via per una ripresa economica e sociale più sostenibile e condivisa, che non lasci indietro nessuno.
Questo perchè, come ci ricorda bene Annibale Salsa, anche alla montagna non basta lo spontaneismo: serve la Politica.

5 aprile: Rimettere in moto il TPL Trasporto Pubblico Locale a Cuneo idee e proposte per ripartire!

L’incontro si terrà a Cuneo presso il Centro Incontri della Provincia, Sala B – Corso Dante, 41 [vedi mappa], il 5 aprile, alle ore 9,30 e vedrà la partecipazione di esponenti della politica, aziende, associazioni, cittadini, vuole essere l’occasione per delineare il quadro delle problematiche sul Trasporto Pubblico Locale, venutosi a determinare nella nostra provincia a seguito delle politiche regionali e provinciali, ed esporre proposte e soluzioni.

In conclusione, le considerazioni di Davide Gariglio, segretario regionale del PD, e Sergio Chiamparino, candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione.

Trasporti: contro i tagli della regione, il PD provinciale in campo con il nostro sostegno

La situazione dei trasporti nel cuneese è ormai prossima al collasso. Dopo i tagli alle ferrovie operati nel 2013, ora tocca alla gomma con disagi che si annunciano gravi per i cittadini e per i lavoratori del comparto. La rinnovata segreteria del PD provinciale è stata da subito in campo, avviando un’azione condivisa con i molti soggetti colpiti (lavoratori, studenti, genitori, imprese) e coordinata con gli eletti in Provincia, Regione e Parlamento. Grande assente, l’amministrazione regionale “bocciata” dal TAR.

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