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Intervento per il DDL Lavoro Autonomo

Finalmente ci siamo, e spero mi perdonerete un po’ di emozione.
Abbiamo approvato oggi alla Camera il ddl che estende le tutele del lavoro dipendente a due milioni di lavoratori che finora ne sono stati esclusi. Potrei parlarvi per ore di ciò che c’è dentro questa legge, dai diritti delle donne all’indennità di disoccupazione, e del lavoro immenso, profondo, che c’è alle spalle. E di chi c’era, c’è e ci sarà, a lottare da questa parte.
Oggi alla Camera ho provato a spiegare quanto tutto questo è e sarà importante per due milioni di lavoratori.
Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato e che ci hanno creduto e grazie a Davide Imola per essere stato ispiratore e maestro per tutti noi.

Newsletter febbraio 2017

Care e cari,
se ancora la primavera non si vede, e anzi toccherà fare la conta dei danni per i comportamenti di un clima sempre più imprevedibile, per la politica gli ultimi giorni sono stati certamente migliori del mese da poco terminato. Dopo tanto tempo passato a discutere esclusivamente delle vicende interne al Partito Democratico, si torna a parlare di idee come non accadeva da tempo, complice una campagna congressuale che entra nel vivo e che mi auguro sia sulle proposte prima ancora che sulle persone. Dipenderà anche da ciascuno di noi. Meno tifoseria ma ricerca di toni giusti. Siamo una grande e vasta comunità serve il contributo di tutti ma il rispetto per ciascuno.
Qualcuno, purtroppo, ha scelto di non partecipare. Su questo, in basso, troverete una riflessione, se volete sapere come la penso. Sinceramente esco da questo periodo ancor più convinta che la politica debba guardare fuori dalle sue stanze e andare incontro al mondo se non vogliamo che vecchi incubi tornino a farci visita.
Riscoprendo in profondità e con nuova concretezza che cosa può e deve significare essere di sinistra oggi.
Di fronte a chi per scherzo chiude in gabbia due donne nomadi, ai saluti romani davanti alla sede del Pd a Roma, per passare dalle bombe carta messe da infiltrati di Forza Nuova fino agli spari ad una volante della polizia, le risposte non possono essere banali o demagogiche, ed a Matteo Salvini che semina odio parlando di “pulizia casa per casa” degli immigrati, dobbiamo continuare a rispondere tenendo dritta la barra per i diritti e per la giustizia sociale, di tutti.
Lo dico con ferma convinzione e senza paura: solo con il rigore dei valori ed un dialogo complesso ma necessario ad ogni livello, riusciremo ad affrontare questa fase politica.
Bene ha fatto il premier Gentiloni a Parigi in questi giorni, con i leader degli altri grandi Paesi del Continente, a progettare una nuova Europa, che chiediamo da tempo e che sappia affrontare le sfide di questo secolo. È un tavolo a cui l’Italia non può mancare e che abbiamo il dovere, come Paese fondatore, di ispirare.
Nel mondo che cambia ad una velocità impressionante, credo debba essere tolta un po’ di ipocrisia in molti ragionamenti. Per questo ritengo utile la discussione riaperta da Matteo Orfini nel riportare l’attenzione sulla legge per la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia e sui temi del lavoro.
Infine consentitemi un pensiero legato a due temi su cui serve una profonda e seria riflessione e su cui vorrei che ne ragionassimo con tutta la dovuta delicatezza. Parlo di due questioni che non possono essere relegate a cronaca e nemmeno a risposte “solo” legislative e mi riferisco alla morte di Fabiano – Dj Fabo – un ragazzo italiano gravemente infermo che per morire è dovuto andare in Svizzera, dove l’eutanasia è legale, e al giovane di 16 anni, di Lavagna, suicidatosi a seguito di una perquisizione della Finanza per possesso di stupefacenti.
Su questi tre temi (ius soli, testamento biologico, cannabis) è stata presentata una mozione alla Camera, sulla quale ho messo la mia firma, per chiedere che le leggi in materia siano affrontate il prima possibile. Possiamo non essere d’accordo su tutto, ma il Parlamento ha il dovere, anche solo per rispetto a chi diventa vittima del silenzio di discuterne, come accade in tutti i Paesi che vogliono essere realmente moderni e civilizzati.
Mi piacerebbe uno scambio su questi temi, con ciascuno di voi, se vi va scriviamoci e troviamo il tempo insieme, di discuterne.
Io ci sono.
Chiara

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Restiamo uniti nella casa dei democratici

Domenica 19 febbraio ho partecipato all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, durante la quale Matteo Renzi ha rassegnato le proprie dimissioni da segretario, mentre altri hanno dichiarato, alla fine, che usciranno dal Pd.
A volte capita che gli scenari peggiori, a forza di parlarne invece che di occuparsene, si avverino. È accaduto un po’ così con la scissione del Partito Democratico. A forza di guardarsi dentro invece che fuori, a forza di ripetere stancamente i punti di scontro invece di lavorare su quelli di incontro, è successo. Leggi tutto

Costi parlamentari: rilanciamo una discussione vera

Nei giorni passati, molto rumore ha fatto il tema dei costi parlamentari. Diciamolo subito: non solo i costi della politica non sono un tabù, ma non ne abbiamo nemmeno timore. Anzi: siamo pronti a rilanciare.In primis perché noi li riteniamo necessari per il funzionamento e la qualità della democrazia: per garantire la possibilità di partecipazione anche a chi non se lo potrebbe permettere e per evitare che altri, dotati di potere economico, decidano chi può rappresentare i cittadini e chi no. Dall’altra, proprio per questo, siamo consapevoli che occorre una riforma seria del modo in cui le Camere si occupano dei propri componenti. Compresi quindi i modi e i mezzi di cui si avvalgono – e di cui mai si parla, neanche oggi – perché da essi dipende la migliore (o peggiore) capacità di fare il lavoro per cui sono eletti, nell’interesse dei cittadini. Chi ha usato per qualche ora l’Aula della Camera come un palcoscenico personale a favore di telecamera, è disposto ad andare fino in fondo seriamente e non a spot? Leggi tutto

Sfruttamento del lavoro: storica legge contro i caporali

Recentemente, la Camera ha dato un importantissimo via libera alla legge contro il caporalato. Il nostro Paese si dota così di strumenti finalmente adeguati alla lotta contro i nuovi schiavisti. L’Italia prova così ad essere un paese più civile e più giusto anche per chi, a nord come a sud, non ha finora avuto diritti né voce, ma solo braccia, per sopravvivere. Un fenomeno che coinvolge circa 400.000 lavoratori in Italia, sia italiani che stranieri, ed è diffuso in tutte le aree del Paese e in settori dell’agricoltura molto diversi dal punto di vista della redditività, dal pomodoro ai prodotti della viticoltura. Per questo, siamo orgogliosi di un questo risultato storico, che ci fa restare un po’ più umani, dicendo stop ai caporali. Per approfondire, ecco un documento (file pdf) Leggi tutto

Matteo Renzi a Cuneo

Domani, mercoledì 14 settembre, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà nella provincia “Granda”.
Alle 17.30, presso il teatro Toselli di Cuneo [vedi mappa], incontrerà la cittadinanza in vista del prossimo referendum costituzionale.
Proprio qui, nella città Medaglia d’Oro della Resistenza, questa occasione assume un valore e un significato particolare.
Il lavoro parlamentare sulle Riforme è durato più di due anni, ereditando un dibattito ben più antico. Ora, l’ultima parola tocca interamente al popolo.
Centrali sono i contenuti: un disegno unitario che può concretamente migliorare non solo la vita democratica ma anche la vita quotidiana dei cittadini. Sono loro, davvero, gli unici protagonisti.
Per questo, nella provincia patria della Resistenza da cui la Costituzione del ’48 è nata, la visita del Presidente del Consiglio è una irripetibile occasione. Lo è per ribadire che il legame tra la nostra migliore Memoria, il presente e il futuro del nostro Paese è, e resterà, inscalfibile.
Sosteniamo convintamente questa riforma proprio perché vogliamo bene alla Costituzione scritta dai Partigiani, e desideriamo ardentemente che i principi sanciti nella Prima Parte – che non viene toccata – facciano un passo avanti, con le nostre gambe, e ritrovino la capacità di incidere nel mondo di oggi. E’ nostro compito e responsabilità mettere in campo gli strumenti affinché lo spirito dei Padri e delle Madri Costituenti possa rivivere nelle delle aspettative e nei bisogni degli italiani. Quelli di oggi e quelli di domani.
Per questo, vi invito calorosamente a partecipare all’incontro di domani.
Vi aspetto!

(L’ingresso al teatro sarà aperto dalle ore 16.30, fino ad esaurimento posti.)

“Terre alte” per il sì alla Costituzione: dai giovani, nasce il Comitato

Il referendum costituzionale è una occasione anche per i nostri territori, di incontrarsi e di tornare a fare politica immaginando il futuro comune. Un gruppo di giovani per questo ha voluto recentemente ritrovarsi e dare vita al Comitato delle Terre Alte per il Si. Lo hanno fatto in una frazione di montagna, scrivendo un manifesto pieno di spunti e di energia. Non potevo quindi che dare anch’io loro una mano a diffonderlo e, insieme, lo abbiamo consegnato alla ministra Boschi. Per chi volesse leggerlo, di seguito lo riporto integralmente. Per sottoscrizioni, adesioni al comitato e per contribuire al dibattito, si possono contattare i promotori attraverso la pagina Facebook, l’email terrealteperilsi@gmail.com e il sito.
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Newsletter aprile/maggio 2016

Care tutte, cari tutti,
Londra – capitale del Regno Unito che discute la “Brexit” – ha scelto come sindaco Sadiq Khan, volto nuovo di una civiltà europea cosmopolita e aperta che risponde alla paura e al fanatismo con la ricchezza dell’integrazione. Una dimostrazione di lungimiranza politica, in un momento molto delicato per il paese e per l’Europa, da leggere con attenzione anche di qua dalla Manica.
Nel frattempo – passando da un canale ad un passo alpino – il Brennero è diventato il teatro di un nuovo aspro confronto all’interno del Vecchio Continente (oltre che il nuovo scenario per le “passerelle” di politici nostrani).
Lungo uno dei confini più sintomatici degli ultimi secoli nella storia nazionale ed europea – uno di quelli che l’unione di Schengen aveva provato a cucire – da qualche settimana “si tagliano i guardrail”.
Lo scopo? Erigere una barriera: non si capisce bene se per quelli che arrivano da fuori (i migranti in fuga) o da dentro (la destra xenofoba che, dopo aver stravinto il primo turno delle presidenziali, ora incalza tutti).
Qualcuno l’ha definita solo campagna elettorale. Sta di fatto che gli effetti si sono fatti sentire più fuori che dentro le urne: nel duro botta e risposta fra i governi italiano ed austriaco, nei recenti  scontri tra manifestanti e polizia, fino alle ultime dimissioni del cancelliere Faymann che hanno dimostrato una volta di più come, gli elettori non premiano mai la copia… scelgono l’originale.
La recente escalation anti-immigrati di Governo e Parlamento non ha infatti arrestato l’avanzata dell’estrema destra di Norbert Hofer, che si è imposto al primo turno delle presidenziali con oltre il 16% di distacco sul candidato dei Verdi. Socialdemocratici e popolari, che governano l’Austria dal dopoguerra, sono entrambi esclusi dal ballottaggio di fine mese, precipitati all’11 per cento.
Una vicenda che mostra quanto possa essere rapida e violenta la crescita delle forze anti-sistema, se non affrontata innanzitutto sul terreno della cultura politica, prima ancora che su quello delle riforme.
Due lezioni, quella londinese e quella altoatesina, che credo debbano insegnare molto a molti. Anche da noi.
Chiara

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