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Il Ministro Galletti per la candidatura Unesco delle Alpi Marittime

Ho incontrato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti assieme al Presidente del Parco delle Alpi Marittime, per parlare insieme della candidatura Unesco delle Alpi del Mediterraneo, che comprende il nostro Parco Regionale.
Un progetto importante e ambizioso per dare gambe a sostenibilità, salvaguardia e sviluppo del nostro territorio, un lavoro imbastito da tempo dal Parco, e su cui sapevamo esserci l’attenzione del Ministro.
Oggi ce l’ha pienamente confermata, visto anche che qualche giorno fa ha scritto una lettera al Principato di Monaco grazie al quale il progetto Alpi Marittime-Mercantour potrebbe avere una svolta decisiva.
Con Paolo Salsotto gli abbiamo chiesto di venire a visitare la nostra terra (speriamo con il principe monegasco) una volta formalizzata la candidatura Unesco. Per vincere una sfida come questa ci sarà però bisogno di un grande gioco di squadra, in cui ognuno di noi, ogni cittadino dovrà fare la sua parte. È un percorso che può diventare una bella pagina di buona politica per la nostra comunità.
Qui l’articolo de La Stampa [leggi]

Candidatura Unesco per le Alpi-Mediterraneo: uniti, si può. Firmato il manifesto

unesco
Lo scorso 12 dicembre a Cuneo, non potevo mancare alla presentazione del report sulla candidatura delle Alpi del Mediterraneo come bene naturale Patrimonio mondiale dell’umanità.
L’obiettivo è raggiungibile, se ci continuerà ad essere piena collaborazione da parte di tutti gli attori del territorio, tra cui in primis gli amministratori e i parchi delle Alpi Marittime e del Marguareis che sono certa ce la metteranno tutta per raggiungere l’obiettivo. Noi, daremo loro tutta la mano che serve. Anche per questo, ho firmato il manifesto “Io sostengo la candidatura delle Alpi del Mediterraneo a Patrimonio Unesco”.

Via alla strategia macroregionale alpina “Eusalp”. A Valdieri un incontro su come cambia la montagna

La Commissione Europea ha recentemente dato il via libera al piano d’azione per la Strategia macroregionale alpina Eusalp. Un’importante occasione per le comunità alpine che, per la prima volta, saranno oggetto di specifiche politiche comuni. Attesa per fine anno la ratifica del Vertice UE. Ma la nostra montagna vive anche una delicata fase di cambiamento: gli enti locali sono il fulcro di una profonda trasformazione che riguarda l’organizzazione dei servizi ai cittadini e le scelte per lo sviluppo socio-economico del territorio. A Valdieri, abbiamo provato a fare il punto in una serata di analisi e confronto aperta a tutti i cittadini e agli amministratori.  Nel dibattito, ho espresso la mia contrarietà alla riorganizzazione del servizio postale; ho anche proposto di destinare in futuro le risorse come per i “6000 campanili” ad un piano nazionale per la manutenzione delle strade di montagna.
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Dopo l’incontro a Valdieri, alcune riflessioni sul futuro dei parchi Marittime e Marguareis

2015.04.20_ParcoMarittime_web

Serve un passo solido e ritmato, il passo del montanaro, che mette un piede dopo l’altro, avendo chiari gli obiettivi. Mai come in questo momento occorre ripensare non solo a come uscire dalla crisi, ma anche a come lo facciamo. Il nostro territorio può vantare grandi risorse naturali, paesaggistiche e culturali. Alcune zone della provincia, come le Langhe o recentemente il saluzzese, stanno lavorando molto e bene per mettere a sistema le proprie potenzialità. A sud, il Parco delle Alpi Marittime e quello del Marguareis rappresentano due realtà di sicuro valore nazionale ed internazionale. L’unificazione, con la legge regionale in via di approvazione, aumenterà la loro capacità di essere motore di sviluppo per le Terre Alte. A partire dal il turismo ed il suo indotto, anche nel contesto della candidatura UNESCO. Un’operazione quindi utile e necessaria non solo per razionalizzare, ma per unire le forze e migliorare gli strumenti da mettere al servizio di una adeguata salvaguardia, di una corretta promozione e dell’intera economia locale. Molto si è fatto, molto rimane ancora da fare. Nel corso del recente dibattito organizzato col PD a Valdieri lo scorso lunedì 20, è emersa per quest’area l’ipotesi di passaggio a Parco nazionale. Un’idea interessante e di respiro europeo che – avendo anche una sua procedura e sue specificità – è da approfondire seriamente con una valutazione costi-benefici e con un confronto “dal basso”, aprendo anche alle realtà oggi fuori dai territori dei due parchi e a quelle appena entrate. Se si sarà capaci di uscire dai localismi e tenere insieme tutti i livelli di ragionamento (locale, regionale, nazionale), se al contempo si saprà dare voce a chi in montagna ci vive e vuole continuare a farlo, contribuendo con il proprio lavoro e le proprie capacità al futuro di queste terre, sono certa che insieme potremo raggiungere la meta. In fondo, proprio questo ci insegna l’esperienza che tra le stesse montagne è nata setttant’anni fa e che in questi giorni ricordiamo, quando si ebbe la capacità di costruire una visione comune per un’Italia libera e democratica.