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Nuova legge di bilancio: non solo “stabilità” ma obiettivi

Un’unica legge di Bilancio che comprende misure legislative e risorse insieme, per poter essere più semplice, trasparente e solo macro-economica. E’ il profondo mutamento con cui cambia la “legge più importante dell’anno”.
Significa puntare sulle priorità dell’intervento pubblico (tra cui quelle del benessere, dell’equità, della sostenibilità e della parità di genere) per consentire ai cittadini di seguire, e quindi verificare, come sono impiegate le risorse pubbliche. Siamo stati abituati negli ultimi anni a confrontarci con la “legge di Stabilità”: un moloch legislativo complicatissimo e indecifrabile, che spesso ha significato indebolire i grandi obiettivi in favore di rivendicazioni localistiche o micro-settoriali. Ora il meccanismo cambia, in meglio.
Importanti soprattuto due innovazioni, che segnano per me una rivoluzione culturale: entrano a pieno titolo il BES (indicatore di Bilancio Equo e Sostenibile) e il Bilancio di Genere, per cui ogni anno si dovrà fare il punto non solo in termini finanziari, ma anche sull’impatto che le politiche finanziarie hanno sulla qualità dei servizi pubblici, dell’ambiente, dell’inclusione sociale e della partecipazione femminile.
Scompaiono poi le fantomatiche “clausole di salvaguardia” che non verranno più lasciate in eredità a chi arriva dopo.
Infine, verrà garantito il rispetto delle scelte dei cittadini su 5 e 8 per mille, mentre verrà semplificato l’accesso alle banche dati per un costante monitoraggio.
Per chi volesse approfondire, abbiamo preparato un dossier (file pdf)

Newsletter febbraio 2016

Care tutte, cari tutti,
Guido Regeni era un ragazzo di 28 anni che studiava per capire il mondo e scriveva per denunciare le sue ingiustizie. Era a Il Cairo per questo.
In questi giorni, ho riletto il semplice e toccante appello che la sua migliore amica egiziana, Noura Wahby scriveva su Facebook il 1° febbraio, quando ancora nulla si sapeva della sua sorte: “Era mia guida a Cambridge. Avrei dovuto essere la sua guida al Cairo. Ho avuto modo di guardare la mia amata città attraverso i suoi occhi.
Aveva amici. E aveva contatti, come chiunque voglia andare a fondo delle questioni e non fermarsi alla superficie ufficiale. Parlava con molti giovani come lui, membri delle opposizioni al regime, orfani di piazza Tahir. Non lontano da lì, è scomparso. Forse anche questo ha un significato, tra le ragioni della sua orribile morte.
L’unica cosa certa, per ora, sono le torture, che hanno lasciato in “indicibili condizioni” il corpo di un giovane intelligente e curioso.
Dopo il rientro della salma e i composti funerali, si aprono ora a due rischi noti: da una parte, quello di richiudersi nel genere letterario della “spy story” e dall’alta quello di liquidare quanto accaduto con un “se l’è andata a cercare” già sentito altre volte. In entrambi i casi, a rimanere sullo sfondo sarebbe la valenza politica che una simile vicenda invece avrebbe il dovere di sollevare.
La morte violenta di Giulio Regeni già ci insegna qualche cosa – notava amaramente Alberto Negri sul Sole 24 Ore – C’è un Egitto che non si è arreso agli islamisti ma non si vuole arrendere neppure alle derive autoritarie del generale Abdel Fattah al-Sisi.” Era quello che cercava di raccontare dal di dentro Giulio. Ed è una consapevolezza che non si dovrebbe estromettere dalla richiesta della verità. Tanto più mentre siamo coinvolti in una guerra al terrorismo i cui confini ed alleati – come dimostra questo caso, o gli ultimi fatti in Siria – rischiano di essere ancora una volta sfumati e contraddittori.
Già in passato le ambiguità e timidezze dei paesi occidentali hanno minato la loro credibilità, nell’essere interlocutori dei movimenti democratici. Nel frattempo, le primavere arabe sono sbocciate e in qualche caso sfiorite verso l’autunno.
Posto che, come sembra, nell’uccisione brutale di Regeni ci sarebbe l’inconfessabile coinvolgimento dei servizi di sicurezza egiziani, l’Italia deve alzare la posta con il presidente Al-Sisi, chiedendo piena chiarezza sulle responsabilità, anche al prezzo di qualche imbarazzo. Abbiamo fin troppa memoria di quell’Europa che nel Vicinato diceva di essere paladina della “società civile” ma firmava accordi con i dittatori.
Non cancelleremo il dolore di un ragazzo né della sua famiglia. Ma questo è un impegno di discontinuità col passato e di coerenza con i valori che affermiamo, oltre che di giustizia e di lungimiranza, a cui non ci si può sottrarre.
Chiara

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Newsletter dicembre 2015

Care tutte, cari tutti,
ogni fine anno si presta a bilanci individuali e collettivi.
Il 2015 è stato ancora difficile su molti piani: dall’economia alla finanza locale, ma soprattutto per la politica internazionale.
Parigi è stata il suo centro. Un anno iniziato con l’attacco a Charlie Hebdo che si conclude con le immagini del Bataclan ancora vivide nei nostri occhi.
La capitale francese è stata però anche teatro di un altro momento storico, questa volta positivo che ridà speranza ed una prospettiva di lavoro collettivo importante: la Cop21 sul clima, conclusasi con un successo non scontato.
Ora – ha ragione Papa Francesco – servono impegno e dedizione da parte di ognuno. L’accordo è infatti un passo in avanti per tutti, non solo per chi è “addetto ai lavori” e conosce la fatica che (come in tutte le mediazioni) sta dietro ad ogni singola parola, per comporre i contrasti e gli interessi.
La mia generazione, lo aspettava da tempo: da quando giovanissimi, in quella stessa Parigi che oggi vive blindata, nel 2003 dormivamo nelle palestre e partecipavamo al Social Forum europeo immaginando un mondo diverso.
Quei sogni, l’ottusità politica prima e la crisi economica poi, li hanno stoppati.
Al loro posto, abbiamo visto una globalizzazione non governata che ha favorito da un lato il deterioramento del Pianeta, dall’altra l’impoverimento di molti e l’arricchimento di pochi. Le destre al governo di moltissimi paesi, con le loro scelte, hanno lasciato eredità pesanti. Oggi, pur con difficoltà ed errori, c’è chi a tutti i livelli mette la faccia per invertire processi decennali sbagliati e dannosi. L’imperativo è iniziare una transizione graduale ma immediata, con cui creare anche nuove opportunità di crescita e occupazione, grazie allo sviluppo di tecnologie e fonti rinnovabili. Gli effetti saranno infatti tanto più forti quanto più gli obiettivi saranno consapevoli e gli strumenti per raggiungerli condivisi.
Anche nel nostro stesso territorio – per la sua storia e le sue caratteristiche – può esserne protagonista e di questo dovremo discutere nel 2016. E’ sempre più evidente come tutela dell’ecosistema, benessere, innovazione sociale ed iniziativa economica non siano in antitesi. Proprio dal loro sviluppo sinergico possono nascere le maggiori opportunità per migliorare la qualità della vita e del lavoro, insieme a quella dell’ambiente.
A noi, anche nell’anno nuovo, il compito di provare a governare i cambiamenti senza subirli, con rinnovato impegno, passione e determinazione.
Auguri di buone feste e che quello che arriva possa essere davvero un “buon anno” per tutti!
Un abbraccio.
Chiara

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Legge di Stabilità 2016

Al termine di una lunga maratona, la Camera ha licenziato la legge di stabilità 2016, con sostanziose modifiche che hanno arricchito il testo approvato dal Senato. Si tratta di una manovra dal forte segno espansivo, con interventi significativi per la ridurre la pressione fiscale e incentivare il lavoro, gli investimenti e la crescita. Per questo, è positiva, anche considerando la situazione caratterizzata da risorse ancora insufficienti. Bene anche l’attenzione sui fronti di maggior debolezza, declinati nelle varie materie.
La “legge più importante dell’anno” risulta quindi un provvedimento molto ampio e complesso. Citare tutte le misure non sarebbe possibile in una newsletter: vorrei quindi concentrarmi su alcuni interventi – più o meno raccontati dai media – che considero importanti, e ai quali ho dato maggiormente un contributo.
QUI trovate le slide che riassumono i principali contenuti
QUI invece la sintesi per approfondire

ALCUNI PUNTI DI IMPEGNO
Di seguito, alcune delle altre misure su cui mi sono più impegnata nel corso dell’esame alla Camera, anche con emendamenti di cui sono stata prima firmataria.
Contro la violenza sulle donne: codice rosa negli ospedali.
Con un emendamento della collega Fabrizia Giuliani alla legge di Stabilità, riformulato e migliorato nel percorso parlamentare, si è finalmente istituito il Percorso Rosa Bianca negli ospedali che intende rendere la lotta alla violenza sulle donne ancora più tempestiva ed efficace. Si tratta infatti di un sistema per garantire alle vittime un percorso privilegiato e riservato alle cure dei pronto soccorso, come al sostegno psicologico, legale, economico. Il tutto supportato da una task force, di cui fanno parte operatori sanitari, socio-sanitari, forze di polizia e autorità giudiziaria. Quello della violenza sulle donne è un fenomeno complesso. Per contrastarlo, anche le risposte devono essere all’altezza: ogni donna sa che non possono bastare – se lasciati da soli o scollegati – né i richiami alle Convenzioni internazionali né il meritorio lavoro dei singoli e delle associazioni. Lo Stato non può stare alla finestra: se vuole davvero farsi carico di un fenomeno che ha toccato livelli drammatici e rispettare gli obblighi che si è assunto, deve organizzarsi per fare il primo passo e andare incontro alle vittime nel momento di maggiore fragilità. A questo scopo, è giusto che preveda di organizzare tutti gli strumenti a disposizione – medici, legali, di polizia – in collegamento con le strutture di assistenza già presenti sul territorio. Solo così la tutela potrà essere tempestiva, coordinata ed efficace. Per questo credo che il lavoro della collega sia stato utile ed equilibrato: non nel senso di creare percorsi rigidi ma per mettere finalmente a sistema la collaborazione che è indispensabile tra varie competenze, prevedendo ad esempio specifici gruppi multidisciplinari con chiari protocolli e responsabilità. Mi pare che si potranno in tal modo valorizzare le professionalità di tutti, a partire da quella maturata dai Centri antiviolenza.
Comunicazioni Tasi: salvi i comuni virtuosi.
Con un emendamento di cui sono stata prima firmataria, sono stati finalmente chiariti i termini per l’invio delle delibere dei Comuni a fronte degli slittamenti delle tempistiche per gli adempimenti relativi all’approvazione e pubblicazione delle aliquote dei tributi che hanno danno origine a contenziosi anche per enti virtuosi del nostro territorio.
Proroghe Dis-Coll: risparmi per non dimenticare nessuno.
Infine, come anticipavo, con un mio emendamento ho chiesto una serie di proroghe per quanto riguarda la DIS-COLL, l’assicurazione contro la disoccupazione riconosciuta ai collaboratori, in attesa che la loro tipologia dopo il jobs act possa essere del tutto riassorbita, senza lasciare nessuno indietro senza copertura. L’emendamento ha prodotto l’impegno ad utilizzare i risparmi derivanti dalle trasformazioni in tempo indeterminato per allargare ulteriormente la platea in futuro. Diversamente, questa misura sperimentale sarebbe scaduta per tutti il prossimo 31 dicembre.
Lotta a gioco d’azzardo e ludopatie.
Una vera e propria svolta è quella con cui, finalmente, lo Stato smette di incentivare il gioco d’azzardo e comincia a mettere al primo posto la tutela della salute pubblica e dei soggetti più fragili. Con la nuova formulazione uscita dal dibattito alla Camera, per quanto riguarda il gioco d’azzardo si prevede dal 1 gennaio lo stop ai nulla osta per nuove slot-machines e la loro riduzione di un terzo in due anni, l’incremento della tassazione e norme più severe per il contrasto del gioco online illegale, l’incremento da 50 a 100 milioni del fondo sanitario per la lotta alla ludopatia, l’intesa in Conferenza unificata per il varo della nuova regolamentazione sulle modalità di attuazione dell’offerta di gioco sul territorio nazionale, il divieto di pubblicità in tv su tutte le reti generalista dalle 7 alle 22 e nei canali dedicati ai bambini per l’intera giornata.
Lotta alla povertà e politiche sociali.
Alcune novità importanti sono portate innanzitutto dal nuovo Piano nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, con una dotazione di 600 milioni per il 2016 e 1 miliardo a decorrere dal 2017, affiancato da un piano d’intervento di 150 milioni sulla povertà minorile d’intesa con le Fondazioni bancarie. Finalmente, quindi, una misura di contrasto alla povertà entra così finalmente nell’agenda politica e diventa strutturale. Le risorse sono ancora insufficienti, di fronte ad un fenomeno molto cresciuto nella crisi. Ma è in ogni caso un primo passo in controtendenza col passato. L’intervento è convincente anche perchè non prevede erogazioni monetarie fine a se stesse, ma collegate alla presa in carico complessiva dei soggetti in difficoltà attraverso i servizi del territorio. Dal 2017 si prevede infatti di dare maggiore organicità all’intera materia con una delega al Governo per il riordino di tutte le prestazioni sociali. Sarà in ogni caso necessario approfondire ulteriormente i criteri di tale operazione, che dovrà necessariamente coordinare tutte le competenze coinvolte (Ministero delle politiche sociali, della salute, dell’istruzione, Regioni, Enti Locali) in un piano integrato di lotta alla povertà.

Legge di Stabilità 2016 – Un “bilancio” degli emendamenti per il lavoro

Importanti e positivi i risultati sulla Legge di Stabilità per il lavoro. In sintesi, su questo fronte la legge porta con sé: la VII salvaguardia per ulteriori 32mila esodati, blocco dell’aliquota Inps al 27% e Fondo per la tutela del lavoro autonomo (in attesa del collegato-autonomi), No Tax Area per 6milioni di pensionati fino a 8000 euro, Opzione Donna, periodo di maternità conteggiato per i premi di produzione e riscatto della maternità facoltativa cumulabile con gli anni di laurea, rivalutazione del danno biologico per 200mila lavoratori, prolungamento a tutto il 2016 della Dis-coll per i lavoratori precari (con vincolo dei risparmi per allargare in futuro la platea), cancellazione delle penalizzazioni per 28mila pensionati di cui 22mila donne, riduzione di 33milioni di euro del taglio ai patronati, interventi a favore dei lavoratori vittime dell’amianto. Non è tutto ciò che volevamo, ma è molto. Con cui sarà possibile fare ancora di più. Leggi tutto

Legge di Stabilità 2016 – Disabilità: ritorna attenzione e aumentano le risorse

La legge di Stabilità segna anche una rinnovata attenzione alla disabilità, in primis aumentando il finanziamento per le non autosufficienze, portato a 400 milioni di euro. A questi, dopo le modifiche della Camera, si sono aggiunti interventi quali quello sulla disabilità grave, per l’indipendenza di vita e l’integrazione attraverso lo sport, per gli studenti disabili e per la ricerca. Leggi tutto

Legge di Stabilità 2016 – Salvabanche: tutelati cittadini ed imprese. Necessaria più trasparenza

La risoluzione dei quattro istituti di credito, operata con il decreto “Salva banche”, è stato certamente uno dei punti di maggiore dibattito politico delle ultime settimane. La parte finale dell’esame della Stabilità alla Camera si è così incrociata con la mozione di sfiducia per il Ministro Boschi. Leggi tutto

Legge di Stabilità 2016 – Montagna: finalmente torna attenzione

La legge di stabilità 2016, contiene novità importanti per le Terre Alte. Segnano un primo ma concreto ritorno di attenzione per queste aree, aumentando le risorse per sostenere l’economia e la vita in montagna, nell’interesse di cittadini ed amministrazioni. Leggi tutto