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Approvata mozione per il popolo Yazida

A maggio avevamo preso un impegno, con il popolo Yazida. Lo abbiamo mantenuto approvando la mozione che riconosce il genocidio ai loro danni e impegna il Governo ad agire nelle sedi internazionali. Alla Camera avevamo ascoltato dalle vive voci della loro delegazione, guidata dalla testimone diretta e ora inviata dell’ONU, l’appena 22enne Nadia Murad, come questo popolo da due anni viva perseguitato dall’Isis nel Kurdistan dell’Iraq. Migliaia di donne sono ancora nelle mani del sedicente Stato Islamico. Delle loro sofferenze, avevo raccontato nelle passate newsletter. Sono intervenuta in aula per sostenere questo impegno di forte, di umanità e di coerenza.
A maggio, avevamo incontrato alla Camera una delegazione Yazida, minoranza etnico-religiosa che dal 2014 è perseguitata dall’Isis nel Kurdistan dell’Iraq. Dalle loro voci, abbiamo ascoltato le terribili le testimonianze dei sopravvissuti, tra cui Nadia Murad, all’epoca solo 19enne. Oggi, da coraggiosa inviata ONU, viaggia in tutto il mondo per dare voce al suo popolo.
Sono intervenuta in aula per ricordare che migliaia di donne sono ancora nelle mani dei loro aguzzini, che gli orrori purtroppo continuano (è di giugno l’ultimo massacro di 19 ragazze) e che con tutti loro, avevamo preso un impegno. Oggi, con la mozione in discussione alla Camera, facciamo il primo passo per onorarlo: riconoscere il genocidio in corso e impegnare l’Italia in tutte le sedi internazionali ed umanitarie, perché finalmente ci sia giustizia e si ponga fine alle sofferenze.

Aggiornamento: mozione per la minoranza yazida

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Vi avevo detto che avrei continuato a seguire la complessa situazione della minoranza yazida, nel Kurdistan iracheno: l’emergenza sfollati e i rischi per le minoranze sono gravi, in particolare per le donne Yazide ridotte in schiavitù dagli uomini dell’ISIS subendo ogni tipo di violenze.
Oggi ho partecipato all’incontro con una delegazione di cinque alti rappresentanti del Parlamento federale iracheno ed esponenti della comunità, che sono a Roma per svolgere incontri istituzionali in collaborazione con la regione Friuli-Venenzia-Giulia – che con la presidente Serracchiani ha aperto un importante canale umanitario – e il MAECI.
Come forse ricorderete, lo scorso 5 maggio sempre alla Camera avevamo già avuto un incontro con Nadia Murad, giovane donna ed attivista, sopravvissuta al genocidio e a terribili violenze. In quell’occasione, insieme ai colleghi della commissione Esteri avevo preso l’impegno di lavorare ad una mozione che riconosca ufficialmente tale genocidio (sarebbero circa 40 le fosse comuni e sono ancora 3.500 le prigioniere in mano al Daesh). Oggi abbiamo elaborato un testo da portare quanto prima all’attenzione del Governo.