Tag Archives: Jobs Act

Finalmente è legge: #maipiù dimissioni in bianco

(DIRE) Roma, 12 mar. – “Avevamo fatto una promessa, oggi diventa realta’. Stop alle dimissioni in bianco. Con l’entrata in vigore il decreto 151 di attuazione del Jobs act, l’unica procedura per risolvere consensualmente il contratto di lavoro sara’ quella on line, attraverso un modulo datato e certificato, pena la nullita’”. Lo afferma la vicepresidente Pd alla Camera, Chiara Gribaudo, che aggiunge: “Ci sono voluti nove lunghi anni, dopo che la legge fu cancellata dal governo Berlusconi. Si mette cosi’ definitivamente fine ad una pratica aberrante che colpisce in particolare le donne, costrette a firmare in anticipo il foglio di dimissioni e a vivere nell’incertezza e sotto costante ricatto. Una gravidanza, una malattia, un comportamento sgradito e si veniva ‘dimissionate’, con un tratto di penna. Ora, noi togliamo questa spada di Damocle da sopra la testa di moltissime lavoratrici e lavoratori. Un risultato storico che si deve all’impegno di molte parlamentari, in particolare quelle del Partito democratico”

Newsletter febbraio 2016

Care tutte, cari tutti,
Guido Regeni era un ragazzo di 28 anni che studiava per capire il mondo e scriveva per denunciare le sue ingiustizie. Era a Il Cairo per questo.
In questi giorni, ho riletto il semplice e toccante appello che la sua migliore amica egiziana, Noura Wahby scriveva su Facebook il 1° febbraio, quando ancora nulla si sapeva della sua sorte: “Era mia guida a Cambridge. Avrei dovuto essere la sua guida al Cairo. Ho avuto modo di guardare la mia amata città attraverso i suoi occhi.
Aveva amici. E aveva contatti, come chiunque voglia andare a fondo delle questioni e non fermarsi alla superficie ufficiale. Parlava con molti giovani come lui, membri delle opposizioni al regime, orfani di piazza Tahir. Non lontano da lì, è scomparso. Forse anche questo ha un significato, tra le ragioni della sua orribile morte.
L’unica cosa certa, per ora, sono le torture, che hanno lasciato in “indicibili condizioni” il corpo di un giovane intelligente e curioso.
Dopo il rientro della salma e i composti funerali, si aprono ora a due rischi noti: da una parte, quello di richiudersi nel genere letterario della “spy story” e dall’alta quello di liquidare quanto accaduto con un “se l’è andata a cercare” già sentito altre volte. In entrambi i casi, a rimanere sullo sfondo sarebbe la valenza politica che una simile vicenda invece avrebbe il dovere di sollevare.
La morte violenta di Giulio Regeni già ci insegna qualche cosa – notava amaramente Alberto Negri sul Sole 24 Ore – C’è un Egitto che non si è arreso agli islamisti ma non si vuole arrendere neppure alle derive autoritarie del generale Abdel Fattah al-Sisi.” Era quello che cercava di raccontare dal di dentro Giulio. Ed è una consapevolezza che non si dovrebbe estromettere dalla richiesta della verità. Tanto più mentre siamo coinvolti in una guerra al terrorismo i cui confini ed alleati – come dimostra questo caso, o gli ultimi fatti in Siria – rischiano di essere ancora una volta sfumati e contraddittori.
Già in passato le ambiguità e timidezze dei paesi occidentali hanno minato la loro credibilità, nell’essere interlocutori dei movimenti democratici. Nel frattempo, le primavere arabe sono sbocciate e in qualche caso sfiorite verso l’autunno.
Posto che, come sembra, nell’uccisione brutale di Regeni ci sarebbe l’inconfessabile coinvolgimento dei servizi di sicurezza egiziani, l’Italia deve alzare la posta con il presidente Al-Sisi, chiedendo piena chiarezza sulle responsabilità, anche al prezzo di qualche imbarazzo. Abbiamo fin troppa memoria di quell’Europa che nel Vicinato diceva di essere paladina della “società civile” ma firmava accordi con i dittatori.
Non cancelleremo il dolore di un ragazzo né della sua famiglia. Ma questo è un impegno di discontinuità col passato e di coerenza con i valori che affermiamo, oltre che di giustizia e di lungimiranza, a cui non ci si può sottrarre.
Chiara

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Dall’Inps dati positivi per il lavoro, ora proseguire sulla stabilizzazione

ROMA (ITALPRESS) – “I dati dell’Inps forniti oggi non sono piu’ una anticipazione, una previsione o una semplice speranza. L’Istituto fotografa una prima certezza: negli ultimi 11 mesi e’ diminuito il precariato ed e’ cresciuto il lavoro stabile, anche per i giovani. Per questi ultimi, si legge, l’incidenza dei rapporti di lavoro ‘stabili’ sul totale e’ passata dal 24,5 per cento del 2014 al 31,3 per cento del 2015. Si tratta del primo segnale consolidato che arriva su questo fronte, per un Paese in cui la disoccupazione giovanile resta una emergenza nazionale. Anche per questo, e’ importante proseguire senza abbassare la guardia (ad esempio sui voucher)”. Lo ha detto Chiara Gribaudo vice presidente del gruppo Pd alla Camera. “Nel complesso – prosegue Gribaudo -, di fronte a quasi mezzo milione di nuovi contratti a tempo indeterminato, il giudizio non puo’ che essere positivo e rafforzare il nostro impegno per uscire dalla crisi con maggiore e migliore occupazione. Non c’e’ dubbio che buona parte del merito sia da attribuire agli interventi del Jobs Act e alle decontribuzioni: anche per questo in Parlamento ci siamo impegnati prima per migliorare le norme e poi per prorogare gli incentivi. Non dimentichiamoci infine che i numeri di oggi riguardano principalmente i dipendenti, e non vi rientra pertanto tutto il mondo del lavoro autonomo e professionale. Visti allora questi primi esiti stabili della riforma del mondo del lavoro, confido che arrivi presto il ‘Jobs Act degli autonomi’ gia’ annunciato dal Governo e che possa generare anche per loro risultati altrettanto positivi”.

LAVORO, GRIBAUDO (PD): APPROVATA RISOLUZIONE. UTILI INDICAZIONI PER IL “JOBS ACT DEGLI AUTONOMI”

(9Colonne) Roma, 16 dic – “Abbiamo approvato in Commissione Lavoro una importante risoluzione sul lavoro autonomo”. Ne dà notizia Chiara Gribaudo vicepresidente del gruppo Pd a Montecitorio e prima firmataria della risoluzione. “Questo documento – prosegue Gribaudo – è frutto di un lavoro di ascolto e di confronto che viene da lontano, e si è intensificato negli ultimi mesi. In primis confermiamo la necessità di dare diritti e risposte concrete ad un pezzo del mondo del lavoro cresciuto negli ultimi anni, ma spesso dimenticato. Forniamo poi al Governo un forte impulso per il ‘jobs act degli autonomi’ che sarà collegato alla Legge di Stabilità. Per questa ragione la risoluzione contiene una serie di indicazioni precise e dettagliate, su cui chiediamo l’impegno dell’Esecutivo. Il testo è stato votato anche da tutte le opposizioni, ad eccezione del M5S che ha montato polemiche personali e di semplice visibilità, per sfilarsi ancora una volta dalle proprie responsabilità. Tutte le altre forze politiche hanno invece riconosciuto che, di fronte ad un tema così importante per la vita di tante persone, le divisioni dovessero essere superate. Sono convinta che continuando il dialogo avviato, si potranno ora dare risposte a lungo attese e nuove opportunità a milioni di lavoratrici e lavoratori” conclude la Vicepresidente dem.

Newsletter novembre 2015

Care tutte, cari tutti,
i fatti di Parigi sono tornati a sorprenderci nelle nostre case, a scuoterci e a commuoverci. I seguaci dell’Isis colpiscono a nord, nel cuore della civiltà europea moderna.
Nel frattempo, a sud, una nuova offensiva di Boko Haram ha provocato oltre duemila morti.
In tutti i casi, si tratta di vittime innocenti di una barbarie che va fermata. Anche l’Occidente ha le sue responsabilità per la nascita e la crescita recente dello Stato Islamico. Questo è però il momento dell’unità e della fermezza: non solo sul campo, ma innanzitutto nel non smarrire ciò che la società europea è e rappresenta. Cioè proprio quello che i jihadisti vorrebbero distruggere: un pezzo di mondo con molti problemi e diseguaglianze, che è però anche luogo di diritti, di dialogo, di democrazia, di mescolanza.
A Parigi i morti provenivano da 14 Paesi: Francia, Algeria, Belgio, Gran Bretagna, Cile, Germania, Messico, Marocco, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Tunisia, Usa e, purtroppo, anche Italia.
Mentre scrivo, è da poco partito l’attacco dell’aviazione francese sul quartier generale di Raqqa, nel nord della Siria. Sappiamo però che la sola forza non basterà. Il nostro impegno non potrà essere solo all’esterno, ma – di fronte ad attentatori che spesso appartengono alle seconde o terze generazioni di cittadini europei – deve essere anche dentro l’Europa stessa.
Per questo, l’impegno per l’integrazione non deve essere indebolito, ma rafforzato. Serve una strategia di prevenzione del radicalismo che coinvolga tutti gli attori sociali insieme alle comunità musulmane. L’uso della forza, forse inevitabile, da solo comunque non basterà. Quella al fondamentalismo è infatti una guerra anomala, che si combatte su più terreni e con armi diverse: insieme ad un forte intervento internazionale, che auspico unitario, va stretta una alleanza con il mondo musulmano moderato, largamente rappresentato anche nei nostri Paesi. L’estrema destra ha subito approfittato della tragedia per rinfocolare lo stesso odio che fa il gioco dei terroristi, dimenticando che i rifugiati sono in fuga dagli stessi nemici che ora colpiscono noi. Il loro obiettivo è creare una frattura profonda e insanabile nella società europea, alimentando un il sospetto e la paura per farci tornare indietro proprio su quei terreni di civiltà e di diritto che dicono cos’è l’Europa, cosa siamo noi. Dobbiamo invece saper distinguere tra chi è un pericolo da chi è in pericolo, trovando la forza di non chiuderci e di essere uniti nella lotta ad ogni fanatismo. Non possiamo dargliela vinta, abbiamo il dovere di restare umani.
Fortunatamente, come in occasione dell’attacco a Charlie Hebdo c’è stata una reazione forte e spontanea dei cittadini europei. Anche a Cuneo ci siamo ritrovati davanti al Municipio per accendere una candela in ricordo delle vittime e per far arrivare il nostro cordoglio alle famiglie. La paura è grande, ma è anche da queste risposte spontanee che viene la speranza.
L’articolo di Valeria aveva un titolo bellissimo che, letto oggi, suona ancora più forte e toccante: “Allez les filles, au travail!”.
Per onorare la sua memoria e quella dei tanti come lei, il nostro lavoro ritrova un senso ancora più profondo e carico di responsabilità.
Un abbraccio a ciascuno di voi.
Chiara

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Finalmente un jobs act per il lavoro autonomo

Alla fine la promessa è stata mantenuta ed è stato annunciato dal Governo l’intervento sul lavoro autonomo al quale abbiamo lavorato in questi mesi. Il Pd, ancora nella giornata di confronto che ho contribuito ad organizzare a Largo del Nazareno domenica 11, aveva preso con il lavoro autonomo impegni chiari, su proposte finalmente condivise e dettagliate. Le ha raccolte la proposta di legge che ho presentato come prima firmataria e che credo potrà essere, ora, una base avanzata da cui partire. Leggi tutto

Ok alla riforma PA. Alla Camera, quasi unanimità sull’emendamento per la consulta disabili

Con l’ok ricevuto anche dal Senato, il testo della riforma della Pubblica Amministrazione già approvato a Montecitorio è legge. Si apre ora la fase dei decreti attuativi che, secondo le rassicurazioni del Ministro Madia, dovrebbe concludersi entro l’anno. Nell’esame alla Camera, era stato votato alla quasi all’unanimità l’emendamento che ho presentato come prima firmataria, con cui si definisce la nuova Consulta nazionale per i disabili con il compito di operare sull’importante versante dell’integrazione attraverso il lavoro.
Per i contenuti principali della riforma, qui è possibile consultare un breve riassunto e la scheda di approfondimento.
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Jobs Act, parere favorevole al decreto su semplificazioni e pari opportunità

La Commissione lavoro della Camera ha espresso parere favorevole sul decreto attuativo del Jobs Act per le semplificazioni e pari opportunità”.
Ne da’ notizia la relatrice del provvedimento e vice Capogruppo Pd a Montecitorio Chiara Gribaudo, che prosegue: “Suggeriamo al governo di rivedere alcune parti del provvedimento, proprio al fine di migliorarne la formulazione e l’efficacia. Si tratta del collocamento mirato delle persone con disabilità e dei controlli a distanza“.
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