Tag Archives: Jobs Act

Tanti incontri nel mese di giugno per ripartire dai professionisti

Dopo l’incontro “E’ tempo di dare un futuro al lavoro”, di cui vi parlo fra le notizie cuneesi, sono stata in giro per l’Italia ha raccontare la legge 81/2017, il Jobs Act dei lavoratori autonomi, e per raccogliere nuovi spunti, testimonianze e idee per proseguire sul cammino dei diritti e delle opportunità per le partite iva.
Ne abbiamo parlato a Bologna, al Congresso dei counsellor professionisti; in provincia di Bergamo, alla Festa de l’Unità di Scanzorosciate, con la deputata Elena Carnevali; a Bari, per i 20 anni dell’Associazione Nazionale Forese; ad Atripalda, in provincia di Avellino, assieme alla deputata Valentina Paris e di nuovo insieme a Tommaso Nannicini. Una bella discussione l’abbiamo avuta anche sulla #terrazzaPD: potete rivederla qui.
Voglio ricordare per ultimo l’incontro di Riccione del 18 giugno. Riccione è la città di Davide Imola, il giovane sindacalista della CGIL assieme al quale il cammino verso questa legge è iniziato 5 anni fa, e che purtroppo ci ha lasciati. Ho dedicato a lui questa legge nel mio intervento alla Camera, e con il suo spirito teso a unire invece che a dividere, a collaborare anziché a distinguersi, continueremo a lavorare per i diritti dei lavoratori e dei professionisti.

29 maggio, Cuneo: E’ tempo di dare un futuro al lavoro

Lunedì 29 maggio ore 21 al Ping [mappa] ci vediamo con Tommaso Nannicini per discutere insieme di come cambia il mondo del lavoro e quali devono essere le strategie dell’Italia per la crescita e lo sviluppo. Parleremo di partite IVA, smart working, industria 4.0, legge per il lavoro autonomo, con un occhio anche a ciò che succede a Cuneo.
Vi aspetto!

Il Lavoro che Vogliamo – Venerdì 14 aprile ad Aosta

Venerdì 14 aprile sarò ad Aosta per un’iniziativa della Mozione Renzi-Martina sul lavoro. Parlerò di ciò che abbiamo fatto in questi anni, del DDL Lavoro Autonomo, dei prossimi impegni per l’occupazione. Vi aspetto!

A proposito di voucher

Un dato su tutti ha riempito le pagine dei giornali a partire dal mese di dicembre: 121 milioni di voucher. Un numero enorme ma mai paragonato ad altro se non a sé stesso, usato spesso in modo strumentale. Un dato su cui dobbiamo riflettere con molta serietà. In Commissione lavoro stiamo ascoltando le parti sociali e la ricostruzione seria e razionale ci aiuta ad avere l’equilibrio necessario per fare un lavoro utile e non demagogico. Il tema di fondo, che non riesce mai ad entrare nella discussione vera è il costo del lavoro. Di questo dobbiamo farci carico, e su questo mi auguro si possa lavorare e approfondire come partito innanzitutto. Occorre imparare dalla vicenda voucher, e non demonizzarla: quando pure i sindacati dichiarano di usarli per mancanza di alternative, significa che serve meno strumentalità e più rigore.
Leggi tutto

In arrivo il Jobs Act autonomi

Il provvedimento per i lavoratori autonomi, sta concludendo l’iter iniziato in Senato. Dopodiché presto sarà alla Camera. Ovviamente, aspettiamo di vedere il testo definitivo licenziato da Palazzo Madama, ma credo che sarà importante continuare anche a Montecitorio la limatura del testo e il confronto con le associazioni rappresentative di questo mondo. Obiettivo: migliorare ulteriormente le norme, perché siano davvero rispondenti alle necessità e aumentino concretamente tutele.Questo lavoro, necessariamente, dovrà incrociarsi con il percorso della legge di Bilancio nella quale è confermato che ci saranno importanti interventi sul piano fiscale.
Tra questi, per i professionisti senza Cassa ci potrebbe essere finalmente la riduzione dell’aliquota Inps che da tempo chiediamo, e che potrebbe passare dal 27% al 25 per cento. Dall’altro lato, si dovrebbe innalzare la quota di contribuzione dedicata alle spese assistenziali come malattia e maternità. In questo modo, quindi, si rafforzerebbe la parte legata alle prestazioni di assistenza. Altre misure per le imprese individuali sono state ipotizzate in questi giorni: le analizzeremo nel dettaglio quando il quadro sarà definitivo. Ciò che conta (e per cui personalmente mi impegnerò nella discussione parlamentare) è che il complesso delle norme risulti alla fine equilibrato e promuova questa importante parte di lavoro.

Finalmente è legge: #maipiù dimissioni in bianco

(DIRE) Roma, 12 mar. – “Avevamo fatto una promessa, oggi diventa realta’. Stop alle dimissioni in bianco. Con l’entrata in vigore il decreto 151 di attuazione del Jobs act, l’unica procedura per risolvere consensualmente il contratto di lavoro sara’ quella on line, attraverso un modulo datato e certificato, pena la nullita’”. Lo afferma la vicepresidente Pd alla Camera, Chiara Gribaudo, che aggiunge: “Ci sono voluti nove lunghi anni, dopo che la legge fu cancellata dal governo Berlusconi. Si mette cosi’ definitivamente fine ad una pratica aberrante che colpisce in particolare le donne, costrette a firmare in anticipo il foglio di dimissioni e a vivere nell’incertezza e sotto costante ricatto. Una gravidanza, una malattia, un comportamento sgradito e si veniva ‘dimissionate’, con un tratto di penna. Ora, noi togliamo questa spada di Damocle da sopra la testa di moltissime lavoratrici e lavoratori. Un risultato storico che si deve all’impegno di molte parlamentari, in particolare quelle del Partito democratico”

Newsletter febbraio 2016

Care tutte, cari tutti,
Guido Regeni era un ragazzo di 28 anni che studiava per capire il mondo e scriveva per denunciare le sue ingiustizie. Era a Il Cairo per questo.
In questi giorni, ho riletto il semplice e toccante appello che la sua migliore amica egiziana, Noura Wahby scriveva su Facebook il 1° febbraio, quando ancora nulla si sapeva della sua sorte: “Era mia guida a Cambridge. Avrei dovuto essere la sua guida al Cairo. Ho avuto modo di guardare la mia amata città attraverso i suoi occhi.
Aveva amici. E aveva contatti, come chiunque voglia andare a fondo delle questioni e non fermarsi alla superficie ufficiale. Parlava con molti giovani come lui, membri delle opposizioni al regime, orfani di piazza Tahir. Non lontano da lì, è scomparso. Forse anche questo ha un significato, tra le ragioni della sua orribile morte.
L’unica cosa certa, per ora, sono le torture, che hanno lasciato in “indicibili condizioni” il corpo di un giovane intelligente e curioso.
Dopo il rientro della salma e i composti funerali, si aprono ora a due rischi noti: da una parte, quello di richiudersi nel genere letterario della “spy story” e dall’alta quello di liquidare quanto accaduto con un “se l’è andata a cercare” già sentito altre volte. In entrambi i casi, a rimanere sullo sfondo sarebbe la valenza politica che una simile vicenda invece avrebbe il dovere di sollevare.
La morte violenta di Giulio Regeni già ci insegna qualche cosa – notava amaramente Alberto Negri sul Sole 24 Ore – C’è un Egitto che non si è arreso agli islamisti ma non si vuole arrendere neppure alle derive autoritarie del generale Abdel Fattah al-Sisi.” Era quello che cercava di raccontare dal di dentro Giulio. Ed è una consapevolezza che non si dovrebbe estromettere dalla richiesta della verità. Tanto più mentre siamo coinvolti in una guerra al terrorismo i cui confini ed alleati – come dimostra questo caso, o gli ultimi fatti in Siria – rischiano di essere ancora una volta sfumati e contraddittori.
Già in passato le ambiguità e timidezze dei paesi occidentali hanno minato la loro credibilità, nell’essere interlocutori dei movimenti democratici. Nel frattempo, le primavere arabe sono sbocciate e in qualche caso sfiorite verso l’autunno.
Posto che, come sembra, nell’uccisione brutale di Regeni ci sarebbe l’inconfessabile coinvolgimento dei servizi di sicurezza egiziani, l’Italia deve alzare la posta con il presidente Al-Sisi, chiedendo piena chiarezza sulle responsabilità, anche al prezzo di qualche imbarazzo. Abbiamo fin troppa memoria di quell’Europa che nel Vicinato diceva di essere paladina della “società civile” ma firmava accordi con i dittatori.
Non cancelleremo il dolore di un ragazzo né della sua famiglia. Ma questo è un impegno di discontinuità col passato e di coerenza con i valori che affermiamo, oltre che di giustizia e di lungimiranza, a cui non ci si può sottrarre.
Chiara

Qui è possibile leggere la newsletter completa.

Dall’Inps dati positivi per il lavoro, ora proseguire sulla stabilizzazione

ROMA (ITALPRESS) – “I dati dell’Inps forniti oggi non sono piu’ una anticipazione, una previsione o una semplice speranza. L’Istituto fotografa una prima certezza: negli ultimi 11 mesi e’ diminuito il precariato ed e’ cresciuto il lavoro stabile, anche per i giovani. Per questi ultimi, si legge, l’incidenza dei rapporti di lavoro ‘stabili’ sul totale e’ passata dal 24,5 per cento del 2014 al 31,3 per cento del 2015. Si tratta del primo segnale consolidato che arriva su questo fronte, per un Paese in cui la disoccupazione giovanile resta una emergenza nazionale. Anche per questo, e’ importante proseguire senza abbassare la guardia (ad esempio sui voucher)”. Lo ha detto Chiara Gribaudo vice presidente del gruppo Pd alla Camera. “Nel complesso – prosegue Gribaudo -, di fronte a quasi mezzo milione di nuovi contratti a tempo indeterminato, il giudizio non puo’ che essere positivo e rafforzare il nostro impegno per uscire dalla crisi con maggiore e migliore occupazione. Non c’e’ dubbio che buona parte del merito sia da attribuire agli interventi del Jobs Act e alle decontribuzioni: anche per questo in Parlamento ci siamo impegnati prima per migliorare le norme e poi per prorogare gli incentivi. Non dimentichiamoci infine che i numeri di oggi riguardano principalmente i dipendenti, e non vi rientra pertanto tutto il mondo del lavoro autonomo e professionale. Visti allora questi primi esiti stabili della riforma del mondo del lavoro, confido che arrivi presto il ‘Jobs Act degli autonomi’ gia’ annunciato dal Governo e che possa generare anche per loro risultati altrettanto positivi”.