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In risposta al Signor Felice Marra: gettare benzina sul fuoco non aiuta chi non arriva a fine mese. I metodi fascisti sono altri

Gentile Felice Marra, 
in relazione al suo commento di critica alla notizia della denuncia a Grillo per istigazione alla disobbedienza delle forze armate, non mi sento di dover cogliere le sue provocazioni quando parla di presunti metodi fascisti o di un PD “che ordina alla Polizia di bastonare la gente che protesta”.
Non le sarà sfuggito che una delle persone a cui facevo riferimento è il Presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia (su cui presunzioni di fascismo direi che non se ne possono proprio avere), che a più riprese ha espresso la sua preoccupazione su possibili strumentalizzazioni e derive violente dei manifestanti (quelle sì di stampo neofascista) che ben poco hanno a che vedere con le ragioni e i modi di una legittima protesta (parliamo delle bombe carta, di chi vorrebbe un generale al comando, di chi dice che siamo in mano ai banchieri ebrei o semplicemente dei commercianti costretti ad abbassare le serrande con intimidazioni e violenze).
La prudenza e i distinguo in casi come questi sono allora d’obbligo, proprio per tutelare tutti quei cittadini che invece sentono di dover manifestare un disagio profondo e diffuso, di cui la politica è sicuramente in parte causa ma al contempo imprescindibile soluzione.
Non si può neppure pretendere che in 10 mesi vengano cambiati gli ultimi 10 anni in cui le scelte non sono state fatte. E come forse saprà, in quei 10 anni non ho partecipato a quelle scelte (anche solo per età), ma ero lì a costruire nel mio piccolo un modo diverso di fare le cose.
Oggi siamo chiamati a rispondere a vere e proprie emergenze, consapevoli però di dover costruire al contempo la base per un progetto più ampio, che possa far ripartire una nuova Italia innanzitutto più equa.
Entriamo nel merito allora, e parliamo del Paese in maniera costruttiva e responsabile, perché “gettare benzina sul fuoco non aiuta certo a trovare soluzioni per chi non riesce ad arrivare a fine mese” (messaggio di sabato della Presidente della camera Laura Boldrini), mentre il richiamare a un senso di responsabilità le istituzioni, consapevoli del loro ruolo di garanti dei diritti e della sicurezza di tutti i cittadini, le assicuro, non è un giochino da piccola radical-chic.

I Deputati Pd “under 35” denunciano Beppe Grillo per istigazione alla disobbedienza delle Forze Armate. Gribaudo: “Dobbiamo costruire soluzioni, non distruggere”.

È stata presentata da parte di un gruppo di giovani parlamentari PD una denuncia formale alla Procura della Repubblica, al fine di accertare se vi siano estremi di reato nella lettera aperta inviata da Beppe Grillo ai responsabili delle forze dell’ordine.
Un appello, quello del leader Cinque Stelle, che incita a disobbedire alle leggi dello Stato, e pertanto riconducibile alla fattispecie di reato previsto dall’articolo 266 del Codice Penale (istigazione di militari a disobbedire alle leggi) che prevede pene da due a cinque anni di reclusione.
Chiara Gribaudo, tra i deputati PD “under 35” promotori dell’iniziativa, ha dichiarato che “alla violenza si risponde con la legalità. Abbiamo totale consapevolezza del profondo malcontento che attraversa il Paese, ma dobbiamo tener presente che questi attacchi vengono strumentalizzati ed utilizzati da forze estremiste pericolose nei metodi e nelle forme. Anche il linguaggio conta e la violenza verbale messa in atto dall’avvio di questa breve legislatura fa riflettere soprattutto noi, i più giovani rappresentanti delle istituzioni che, venendo da quelle piazze e tra mille difficoltà, non siamo certo insensibili alle tante situazioni di disagio nel nostro Paese e stiamo lavorando duramente per aiutare i più colpiti dalla crisi, ma non possiamo che respingere fermamente le violenze in atto”.

In questo condivido le preoccupazioni del Presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia, che, richiamando le varie componenti dello Stato (forze dell’ordine in primis) a esercitare il loro ruolo di garanti dei diritti di tutti i cittadini nello stesso modo, mette in guardia da possibili derive distruttive di stampo estremista. L’obiettivo dev’essere quello di risolvere i problemi, mai di distruggere, mentre le parole di Grillo non solo oltrepassano il legittimo giudizio critico, ma puntano a una sempre maggiore delegittimazione delle istituzioni, mettendo in serio pericolo il dibattito democratico all’interno del Paese”.

Assieme all’On. Gribaudo, promuovono l’iniziativa i giovani deputati PD Fausto Raciti, Giuditta Pini, Laura Coccia, Miriam Cominelli, Magda Culotta, Monica Gregori, Enzo Lattuca, Antonio Moscatt, Giulia Narduolo, Valentina Paris, Lia Quartapelle Procopio, Khalid Chaouki, Liliana Ventricelli, Anna Ascani, Francesca Bonomo e altri.