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DL fiscale, i miei emendamenti

Oggi ho depositato gli emendamenti al decreto fiscale. Un pacchetto che tiene insieme sia questioni legate alla mia attività in commissione lavoro sia ai problemi del territorio.

Il primo tema che ho scelto di affrontare è quello delle nuove norme per la comunicazione trimestrale delle fatture all’Agenzia delle Entrate: un ulteriore onere burocratico che non possiamo far arrivare sulle spalle delle partite iva. Cercare di combattere l’evasione introducendo sempre nuovi adempimenti fiscali non funziona: ce lo ha detto pochi giorni fa anche la Banca Mondiale, nel suo rapporto per la competitività. Per lo stesso motivo abbiamo rimodulato e semplificato anche il regime delle sanzioni, e cercheremo invece di estendere ad una platea più vasta un maggiore credito d’imposta per l’adeguamento tecnologico, passando da 100 a 500 euro.

Non possiamo pensare di approvare il DDL autonomi ora al Senato e poi mortificare gli autonomi con altra burocrazia: continuo a credere che la lotta all’evasione fiscale si faccia a fianco dei contribuenti, prima che dall’alto.

Ho voluto poi riproporre l’attenzione sui piccoli birrifici artigianali una delle realtà imprenditoriali più dinamiche in Italia, come dimostra anche bene la provincia di Cuneo: il nostro territorio è un esempio, tra l’altro, proprio dell’importante valore di filiera che genera, partendo dall’agricoltura per arrivare alla trasformazione. Ebbene, queste realtà risultano però bloccate dalle accise sulla birra più alte d’Europa. Con l’emendamento che ho presentato si chiede di rimodularle, per renderli competitivi sul mercato nazionale ed europeo e favorire lo sviluppo della filiera brassicola. I tessuti produttivi come questo rappresentano lo spirito e la qualità del made in Italy: quando la normativa europea ce lo permette, come in questo caso, dobbiamo fare di tutto per difenderli e premiarli.

Infine, ho rinnovato il mio impegno per trovare una soluzione all’annosa questione dei rimborsi alle aziende piemontesi colpite dall’alluvione del 1994. Ora, su queste questioni, la palla passa al Governo. Specie su queste ultime, sono certa che ci sarà sensibilità da parte dei rappresentanti cuneesi nell’Esecutivo. Confido ci sarà lavoro di squadra.