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“Donne forti per un’Europa forte”. A Palermo con la Fondazione Ebert

Il 21 luglio sono stata a Palermo con la Fondazione Ebert, che da anni si occupa del ruolo e dei diritti delle donne per la costruzione di un’Europa in cui la parità di genere sia realtà. Con il Viceministro allo sviluppo economico, Teresa Bellanova, abbiamo discusso del grande potenziale che l’imprenditoria femminile ha nel nostro Paese e in particolare nel mezzogiorno, dove sempre più attività sono aperte dalle donne.
In questi anni sono state portate avanti molte politiche per le donne lavoratrici, a partire dalla cancellazione delle dimissioni in bianco, dall’estensione della maternità alle lavoratrici autonome fino all’aumento del congedo parentale e alla programmazione dei bonus mamme e bonus nido.
I dati sull’occupazione di giugno, che vedono l’occupazione femminile raggiungere il tasso record del 48,8%, sono la certificazione che abbiamo intrapreso la giusta strada. La prossima sfida saranno i servizi alla genitorialità, vero obiettivo delle prossime politiche per le famiglie. Perché nessuna donna deve essere costretta a scegliere fra il reddito e i figli: anche perché, ormai è dimostrato, sono le donne che lavorano quelle che riescono ad averli.

Europa: parliamo di lavoro

La settimana scorsa ho partecipato per la prima volta ad una sessione di incontro fra i parlamenti nazionali dei vari paesi europei. È stata un’occasione di confronto su temi importanti, in particolare sul mondo del lavoro e sulle opportunità di cui necessitano i giovani.
Ero convinta, e a maggior ragione lo sono dopo questi giorni passati a Bruxelles, che i temi dell’economia e del lavoro non troveranno mai soluzione finchè non riusciremo a dare loro un respiro più ampio. In Italia l’ultimo mese è stato segnato dal tema dei voucher, affrontato in maniera demagogica e mai con i numeri alla mano, e dalla lotta alla povertà. Si fa un gran parlare di redditi minimi garantiti, redditi di inclusione, ma io credo che per ridare dignità a ciascuno non serva mettere in mano, o in banca, qualche centinaio di euro al mese: serve il lavoro e servono misure costruite attorno al lavoro.
Da troppo tempo i diritti dei lavoratori sono frammentati, spezzettati a seconda della categoria, del contratto, di vincoli burocratici. Con il DDL per il lavoro autonomo, alla Camera, stiamo iniziando ad rendere più uniformi il mondo del lavoro autonomo e quello dipendente, rimarcando che certi diritti (come quello all’indennità di maternità o di malattia, o a un supporto in caso di perdita di lavoro) devono essere uguali per tutti, e non esistono differenze che giustifichino disparità di trattamento.
Ma dobbiamo andare oltre e fare in modo che nessuno venga lasciato indietro. Soprattutto, dobbiamo dare ai giovani l’opportunità di guardare avanti.
Per questo mi sto impegnando a guardare al mondo del lavoro con occhi diversi, concentrandomi su alcune idee: equo compenso, sussidio di disoccupazione universale, qualità dei servizi e parità di diritti. Non è più possibile affrontare questi temi separatamente: la politica per dare speranza deve avere prima di tutto una visione d’insieme.
Per costruirla, credo che dovremmo discuterne nella maniera più larga e plurale possibile.

Una riflessione sul Brennero: chi sta “fuori”?

Italia-Austria: pensavamo potesse essere ormai solo un capitolo nei libri di storia, tra le Guerre di Indipendenza e il 1918, o il titolo di una domenica di calcio. Invece, lungo uno dei confini più simbolici degli ultimi secoli per noi e per l’Europa – uno di quelli che l’unione di Schengen aveva provato a cucire – da qualche giorno “si tagliano i guardrail”. Lo scopo? Erigere una barriera: non si capisce bene se per quelli che arrivano da fuori (i migranti in fuga) o da dentro (la destra xenofoba che, dopo aver stravinto il primo turno delle presidenziali, ora incalza tutti).
Solo campagna elettorale? Peggio mi sento, se a condurla con simili azioni e iniziative legislative sono proprio Governo e Parlamento (oltre ai paventati controlli in territorio italiano, che Renzi ha fatto bene a rispedire al mittente, è stata appena votata la possibilità di dichiarare lo “stato di emergenza” non per calamità naturali o simili, ma anche se il numero dei migranti dovesse improvvisamente aumentare: i respingimenti saranno autorizzati al confine anche per chi proviene da Paesi in guerra come la Siria).
Non è più solo l’Europa ad Est – orfana del blocco sovietico e mai veramente adottata da un allargamento UE rimasto in superficie – a far emergere le fragilità che abbiamo a lungo sottovalutato. Si tornano così ad innalzare reti, a scavare faglie, a dislocare eserciti, ad alimentare il sospetto, la diffidenza e il solipsismo nel cuore del Vecchio Continente. Meglio, stavolta, prenderla seriamente.

Cuneo-Nizza: segnale dal vertice di Venezia, ma continuare a lavorare (anche con Eusalp)

Dal Vertice Italia-Francia di Venezia è giunto un piccolo ma importante segnale per la linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza: la linea è stata inserita nel documento finale congiunto ed è stato confermato nel 2016 l’impegno dei due Governi per aggiornare la Convenzione del 1970 (ormai obsoleta) “al fine di rendere permanenti le condizioni di manutenzione e di messa in sicurezza della linea”. L’Italia sta spingendo su questo fronte, sia diplomaticamente che finanziariamente, e la Regione Piemonte è in campo. Per questo serve proseguire con decisione il lavoro iniziato.
Il nostro Paese ha già fatto una parte importante con i 29 milioni che abbiamo ottenuto nello Sblocca Italia, e con il successivo lavoro di raccordo delle nostre regioni; il Ministro Delrio ha confermato che l’Italia è intenzionata a proseguire, assicurando che i cantieri termineranno gli interventi straordinari in tempo. Oltralpe vi sono infatti maggiori difficoltà a sbloccare la parte di finanziamento spettante a causa del difficile negoziato tra Stato, Regioni e Rete ferroviaria francese per la ripartizione degli oneri. Sappiamo in ogni caso che, attraverso la riscrittura della Convenzione, la vera partita è quella del rilancio con ulteriori investimenti infrastrutturali (in primis la completa elettrificazione) e gestionali.
Per questo, nel momento in cui parte la Macroregione alpina e vede tra i suoi “pilastri” anche la mobilità sostenibile e i trasporti, credo si possa avviare anche in questo canale e in quest’ottica complessiva un ragionamento serio che promuova la ricerca di soluzioni definitive e chiarisca la necessità da parte di tutti di impegnarsi, per questa infrastruttura comune e vitale.

Successo per “EUSALP” a Caraglio: presto seconda tappa, con categorie economiche

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Grande successo al Filatoio di Caraglio per l’Iniziativa sull’Eusalp, la strategia per la macroregione alpina, organizzato dalla Vicecapogruppo PD alla Camera, Chiara Gribaudo, e dall’eurodeputata Mercedes Bresso, relatrice del progetto per il Parlamento Europeo. Nonostante la neve, gremite le sale del Filatoio di Caraglio. In apertura, oltre all’esperto Lorenzo Muller, sono intervenuti gli assessori regionali Francesco Balocco e Alberto Valmaggia. Ha concluso i lavori il presidente nazionale Uncem e deputato PD Enrico Borghi.
“Siamo molto soddisfatti – ho commentato l’On. Gribaudo – la scelta di incentrare la scaletta dell’incontro sul dialogo con il territorio e gli amministratori ha sicuramente premiato. Per questo, già immaginiamo una secondo appuntamento in provincia di Cuneo tra poche settimane, questa volta dedicato alle categorie economiche e produttive: è importante proseguire anche con loro un ragionamento che guarda al futuro, e che funziona solo se è di sistema.”
“Intanto, la prossima settimana porteremo il lavoro sull’Eusalp alla Camera dei Deputati – ha poi annunciato Gribaudo – siamo infatti convinti che lo sviluppo delle Alpi, in una logica transfrontaliera rafforzata, sia una questione cruciale per l’Italia, non solo delle regioni coinvolte. Certo, a queste ultime spetterà un grande ruolo, ancora tutto da concretizzare. Anche per questo, sarà con noi il Presidente della regione Piemonte Chiamparino. Tra gli altri, parteciperanno il capogruppo Rosato, il sottosegretario agli Affari regionali Bressa e quello agli affari esteri Della Vedova. Le conclusioni saranno affidate alla vicesegretaria PD, la presidentessa del Friuli Debora Serracchiani.”
“Insomma, è chiaro che con l’iniziativa di oggi ha dato il la ad un lavoro che non termina, inizia. Il Piemonte, e la provincia di Cuneo, possono davvero conquistare un ruolo di guida di questo processo e di esempio per altri territori.” ha concluso la Vicepresidente dem.

27/02 al Filatorio di Caraglio: opportunità e prospettive della macroregione alpina “Eusalp”

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Le malattie d’Europa oggi si chiamano divisione, egoismo e solitudine. Accrescono le diseguaglianze sociali e quelle tra territori, avvantaggiando i più forti e lasciando indietro i più deboli. Le conosciamo bene anche qui nelle #Alpi: mentre regioni più ricche del nord-ovest europeo si organizzavano per farsi valere, usando così al meglio i fondi comunitari, noi restavamo divisi dai confini nazionali, regionali, comunali o dagli spartiacque tra le valli.
 
Abbiamo grandi ricchezze, lo sappiamo: ambientali, paesaggistiche, economiche e culturali. L’unico modo per farle fruttare, a vantaggio di tutti, è mettersi insieme di più e meglio. A questo serve la strategia #EUSALP. Non a creare nuova burocrazia; non a promettere nuove risorse, salvo usare poco e male quelle che già ci sono; non ad imporre dall’alto politiche inefficaci. Ma a stimolare dal basso, in maniera più coordinata e con obiettivi più chiari le vie concrete per costruire – qui ed ora – un futuro di lavoro, benessere e sostenibilità.
 
Ieri l’Italia ha provato a scuotere l’Europa con il documento di Renzi e Padoan. La parola chiave, a partire dal titolo, è “shared’”. Che sia proprio la condivisione la chiave per lo sviluppo anche delle Alpi? Vogliamo che le nostre montagne tornino a creare sviluppo dall’essere la “cerniera al centro dell’Europa” che ben prima di Schengen, nella sua storia millenaria di scambi e contaminazioni, oltrepassava i confini che oggi crediamo ci dividano?
 
Per ragionarci insieme, ci vediamo sabato al Filatoio Rosso di Caraglio [vedi mappa], a partire dalle ore 10. Vi aspetto!

Via alla strategia macroregionale alpina “Eusalp”. A Valdieri un incontro su come cambia la montagna

La Commissione Europea ha recentemente dato il via libera al piano d’azione per la Strategia macroregionale alpina Eusalp. Un’importante occasione per le comunità alpine che, per la prima volta, saranno oggetto di specifiche politiche comuni. Attesa per fine anno la ratifica del Vertice UE. Ma la nostra montagna vive anche una delicata fase di cambiamento: gli enti locali sono il fulcro di una profonda trasformazione che riguarda l’organizzazione dei servizi ai cittadini e le scelte per lo sviluppo socio-economico del territorio. A Valdieri, abbiamo provato a fare il punto in una serata di analisi e confronto aperta a tutti i cittadini e agli amministratori.  Nel dibattito, ho espresso la mia contrarietà alla riorganizzazione del servizio postale; ho anche proposto di destinare in futuro le risorse come per i “6000 campanili” ad un piano nazionale per la manutenzione delle strade di montagna.
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