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Finalmente è legge: #maipiù dimissioni in bianco

(DIRE) Roma, 12 mar. – “Avevamo fatto una promessa, oggi diventa realta’. Stop alle dimissioni in bianco. Con l’entrata in vigore il decreto 151 di attuazione del Jobs act, l’unica procedura per risolvere consensualmente il contratto di lavoro sara’ quella on line, attraverso un modulo datato e certificato, pena la nullita’”. Lo afferma la vicepresidente Pd alla Camera, Chiara Gribaudo, che aggiunge: “Ci sono voluti nove lunghi anni, dopo che la legge fu cancellata dal governo Berlusconi. Si mette cosi’ definitivamente fine ad una pratica aberrante che colpisce in particolare le donne, costrette a firmare in anticipo il foglio di dimissioni e a vivere nell’incertezza e sotto costante ricatto. Una gravidanza, una malattia, un comportamento sgradito e si veniva ‘dimissionate’, con un tratto di penna. Ora, noi togliamo questa spada di Damocle da sopra la testa di moltissime lavoratrici e lavoratori. Un risultato storico che si deve all’impegno di molte parlamentari, in particolare quelle del Partito democratico”

8 marzo: mozione per il 70° del voto alle donne

L’8 marzo, sono intervenuta in Aula per annunciare il voto favorevole del PD sulla mozione parlamentare, in occasione del settantesimo anniversario del voto alle donne. Abbiamo ricordato in particolare le 21 Madri costituenti.
Insieme a loro,  le tante staffette partigiane, insegnanti, medici, scienziate, giornaliste, magistrate, sindache… Donne che in un lungo e difficile cammino, segnato anche da momenti di conflitto, hanno rotto le convenzioni e ci hanno portato avanti nella modernità. Guardando a questo cammino, e a chi lo ha percorso, mi sono venute in mente le parole di Simone de Beauvoir “Donne non si nasce, lo si diventa”.
Se, settant’anni fa, si trattò di conquistare il diritto di voto, noi oggi dobbiamo tornare a darvi senso e contenuto, sfidando l’astensionismo che contiene anche lo scoraggiamento di molte di loro.
E dobbiamo dare forma ad una lettura della società che ci porti a far uscire la questione femminile dagli steccati di genere nella quale spesso appare richiusa, per farla diventare invece una delle chiavi con cui leggiamo la società a 360 gradi.
Ho provato a dire come, per non cadere nella rito, tutto il Paese insieme al Governo deve riprendere in mano con forza e con costanza iniziative culturali, oltre a quelle legislative. Non più ragionando di eccezioni, in un’ottica di minoranza, ma promuovendo un avanzamento che è per tutti, non solo per qualcuno. Per questo, dobbiamo soprattutto riuscire a riappassionare le giovani donne alla politica. Possiamo farlo con una nuova stagione di mobilitazione per i diritti e contro tutte le discriminazioni e le violenze di genere.
E’ quindi guardando al presente e al futuro che dobbiamo continuare a lavorare per una parità sostanziale e non solo normativa tra uomini e donne, mettendo fine a qualunque diseguaglianza a qualunque livello: sociale, lavorativo, politico, culturale.

Nazionale parlamentari al fianco della squadra di calcio femminile di Locri, chiusa per minacce

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La squadra femminile dello Sporting Locri ha ricevuto ignobili intimidaizoni che hanno costretto la società – che gareggia nella serie A di categoria – a chiudere dopo sei anni di attività. Anche come Nazionale parlamentari di calcio femminile, abbiamo voluto farci sentire.

“Troviamo odioso e inaccettabile l’episodio di minacce che ha colpito lo Sporting Locri, cioè il tentativo di impedire a delle ragazze di esprimere la propria passione per lo sport attraverso la violenza e l’intimidazione. Come componenti della nazionale parlamentare di calcio vogliamo far sentire la nostra solidarietà e vicinanza a tutte le donne che fanno sport in una terra complicata come la Locride. Per questo siamo pronte a giocare una partita in quel territorio, come modo per sostenere tutte le donne costrette a fare sport in situazioni difficili, trovandosi a lottare contro i pregiudizi e l’inadeguatezza degli impianti. Ci auguriamo che questa nostra iniziativa possa sensibilizzare tutte le istituzioni coinvolte, in primis quelle sportive, spingendole promuovere e favorire nella zona della Locride un’idea di sport come strumento di socializzazione, come veicolo di valori positivi, e di partecipazione, con particolare riguardo a quella femminile”.

Con la Nazionale Parlamentari di calcio femminile: in campo per sensibilizzare

AnGjKQLT4_va2MzpRJN9lC-ENnfY7Jpmr0uGbdpXDKYkC’è anche la deputata cuneese Chiara Gribaudo nella Nazionale parlamentari di calcio femminile: un team di deputate e eurodeputate di ogni schieramento politico sceso in campo per la prima volta questa settimana. Obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica e i media attraverso lo sport e la testimonianza.

La scelta di dare vita alla squadra in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, non è stata casuale – racconta Gribaudo – Con questa iniziativa, abbiamo voluto simboleggiare che per combattere i problemi della nostra società, anche quelli più difficili da estirpare come la violenza di genere e le discriminazioni, serve fare gioco di squadra. In campo, le differenze sono una ricchezza che aiuta a vincere: è l’insegnamento che ci arriva dallo sport. Per questa ragione lo spogliatoio è composto da colleghe di diverse appartenenze, storie, esperienze. Mi fa particolarmente piacere, poi, che vi siano anche due “professioniste” come l’amica e collega del PD Laura Coccia, ex atleta disabile, e Katia Serra, ex calciatrice professionista, che per noi farà il ct. Giustamente, loro ci hanno subito “messo sotto” con la preparazione atletica. Personalmente, dovrò allenarmi un po’ per essere all’altezza del ruolo che mi hanno dato. Quale? Difensore a sinistra, ovviamente!

Opzione donna: ottenuta proroga per il 2015

Il 24 luglio scorso, ero intervenuta in Aula per chiedere un forte impegno per risolvere la cosiddetta “opzione donna”. Alla fine, la buona notizia è arrivata: l’opzione donna (il sistema che consente, con alcuni requisiti, di andare in pensione anticipatamente) potrà essere richiesta per tutto il 2015 grazie ad un accordo che allungherà, sostanzialmente, di un anno il regime sperimentale.


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Pensioni: intervento su “opzione donna”

Dice un proverbio toscano: “non si sentono le campane piccole, quando suonano le grandi”
Sono sicura che non me ne vorrà l’efficientissimo vicepresidente della Camera Giachetti. Ma, nonostante il poco tempo a disposizione, non potevo non terminare di dire tutto ciò che andava detto in difesa delle donne e di un loro diritto: quello alla pensione.
Nel nostro sistema previdenziale, lo sappiamo, ci sono ancora contraddizioni ed ingiustizie. Quello della cosiddetta “opzione donna” (che consente, con alcuni requisiti, di andare in pensione anticipatamente) è un problema che può essere però facilmente affrontato e risolto, se c’è buona volontà.
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7 febbraio: Incontro su piano antiviolenza sulle donne.

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30 milioni di euro in tre anni e una serie di progetti e iniziative con un unico obiettivo: contrastare e combattere il fenomeno della violenza sulle donne. Una vera e propria tragedia sociale nel nostro Paese, soprattutto se si leggono i dati delle statistiche, o anche solo se si presta attenzione alle notizie della cronaca.

Lavorare per sconfiggere questo fenomeno non è solamente un impegno della politica, è un preciso monito che milioni di donne e uomini, vittime dirette o indirette, quotidianamente rivolgono alle istituzioni e alla società. Il piano antiviolenza approvato in questa legislatura è un passo importante in tale direzione, e un fondamentale contributo per invertire il corso delle cose.

Sabato 7 febbraio ne discuteremo nella sede del Pd di Cuneo, in via F.lli Vaschetto 8 [vedi mappa] dalle 10,30, con la Responsabile delle Pari Opportunità del Governo, e deputata del Partito Democratico, Giovanna Martelli, insieme a tutta una serie di operatori impegnati sulle tematiche della violenza di genere, dalla “Rete antiviolenza della provinciali Cuneo” a rappresentanti dei servizi sociali, delle associazioni e delle istituzioni.

Europee 2014: rafforzata la rappresentanza di genere

Il prossimo 25 maggio l’Italia eleggerà i suoi rappresentanti al Parlamento europeo. I seggi in palio sono 73 e vengono assegnati sulla base di un sistema proporzionale con soglia di sbarramento del 4%, è prevista la possibilità di esprimere da una a tre preferenze.
Il territorio è diviso in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud, Isole; ciascuna circoscrizione elegge un numero di europarlamentari proporzionale al numero di abitanti risultante dall’ultimo censimento della popolazione. L’assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata, con decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi elettorali.

Il testo approvato definitivamente dal Parlamento introduce nella legge elettorale europea delle norme finalizzate a rafforzare la rappresentanza di genere, similmente a quanto prevede la normativa introdotta nel 2012 per le elezioni dei consigli comunali (legge n. 215 del 23 novembre 2012). Si tratta della cosiddetta tripla preferenza di genere prevedendo che, nel caso in cui l’elettore decida di esprimere tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza. Ove l’elettore dovesse decidere di esprimere solo due preferenze può attribuirle a candidati dello stesso sesso.

Qui (file pdf) è possibile leggere un breve dossier.