Tag Archives: donne

Bandi e opportunità

Sgravi Assunzione Giovani
Decontribuzione per chi assume un giovane che ha svolto in quell’azienda alternanza scuola/lavoro o tirocini, entro sei mesi dal titolo di studio. [leggi]

Bonus nido 1000,00 €
Alternativo al voucher baby sitter e alla detrazione fiscale. [leggi]

Bando progetti contro la violenza sulle donne
È online il nuovo bando del governo per il finanziamento di progetti per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne. Disponibili 10 milioni di euro. [leggi]

“Donne forti per un’Europa forte”. A Palermo con la Fondazione Ebert

Il 21 luglio sono stata a Palermo con la Fondazione Ebert, che da anni si occupa del ruolo e dei diritti delle donne per la costruzione di un’Europa in cui la parità di genere sia realtà. Con il Viceministro allo sviluppo economico, Teresa Bellanova, abbiamo discusso del grande potenziale che l’imprenditoria femminile ha nel nostro Paese e in particolare nel mezzogiorno, dove sempre più attività sono aperte dalle donne.
In questi anni sono state portate avanti molte politiche per le donne lavoratrici, a partire dalla cancellazione delle dimissioni in bianco, dall’estensione della maternità alle lavoratrici autonome fino all’aumento del congedo parentale e alla programmazione dei bonus mamme e bonus nido.
I dati sull’occupazione di giugno, che vedono l’occupazione femminile raggiungere il tasso record del 48,8%, sono la certificazione che abbiamo intrapreso la giusta strada. La prossima sfida saranno i servizi alla genitorialità, vero obiettivo delle prossime politiche per le famiglie. Perché nessuna donna deve essere costretta a scegliere fra il reddito e i figli: anche perché, ormai è dimostrato, sono le donne che lavorano quelle che riescono ad averli.

Intervento per il DDL Lavoro Autonomo

Finalmente ci siamo, e spero mi perdonerete un po’ di emozione.
Abbiamo approvato oggi alla Camera il ddl che estende le tutele del lavoro dipendente a due milioni di lavoratori che finora ne sono stati esclusi. Potrei parlarvi per ore di ciò che c’è dentro questa legge, dai diritti delle donne all’indennità di disoccupazione, e del lavoro immenso, profondo, che c’è alle spalle. E di chi c’era, c’è e ci sarà, a lottare da questa parte.
Oggi alla Camera ho provato a spiegare quanto tutto questo è e sarà importante per due milioni di lavoratori.
Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato e che ci hanno creduto e grazie a Davide Imola per essere stato ispiratore e maestro per tutti noi.

Approvata mozione per il popolo Yazida

A maggio avevamo preso un impegno, con il popolo Yazida. Lo abbiamo mantenuto approvando la mozione che riconosce il genocidio ai loro danni e impegna il Governo ad agire nelle sedi internazionali. Alla Camera avevamo ascoltato dalle vive voci della loro delegazione, guidata dalla testimone diretta e ora inviata dell’ONU, l’appena 22enne Nadia Murad, come questo popolo da due anni viva perseguitato dall’Isis nel Kurdistan dell’Iraq. Migliaia di donne sono ancora nelle mani del sedicente Stato Islamico. Delle loro sofferenze, avevo raccontato nelle passate newsletter. Sono intervenuta in aula per sostenere questo impegno di forte, di umanità e di coerenza.
A maggio, avevamo incontrato alla Camera una delegazione Yazida, minoranza etnico-religiosa che dal 2014 è perseguitata dall’Isis nel Kurdistan dell’Iraq. Dalle loro voci, abbiamo ascoltato le terribili le testimonianze dei sopravvissuti, tra cui Nadia Murad, all’epoca solo 19enne. Oggi, da coraggiosa inviata ONU, viaggia in tutto il mondo per dare voce al suo popolo.
Sono intervenuta in aula per ricordare che migliaia di donne sono ancora nelle mani dei loro aguzzini, che gli orrori purtroppo continuano (è di giugno l’ultimo massacro di 19 ragazze) e che con tutti loro, avevamo preso un impegno. Oggi, con la mozione in discussione alla Camera, facciamo il primo passo per onorarlo: riconoscere il genocidio in corso e impegnare l’Italia in tutte le sedi internazionali ed umanitarie, perché finalmente ci sia giustizia e si ponga fine alle sofferenze.

2 giugno: settantesimo della Repubblica e del voto delle donne. Consegnate le medaglie della Liberazione

In questo 2016, il 2 giugno ha visto l’incrocio di ricorrenze importanti e significative: il settantesimo della Repubblica, quello delle donne che votano e delle donne che vengono votate, insieme agli uomini, nella Costituente. A Cuneo, la celebrazione è stata l’occasione per premiare uomini e donne con le Medaglie della Liberazione: una onorificenza semplice che avevamo istituito un anno fa con una iniziativa parlamentare per dire loro, semplicemente: grazie. Leggi tutto

Aggiornamento: mozione per la minoranza yazida

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Vi avevo detto che avrei continuato a seguire la complessa situazione della minoranza yazida, nel Kurdistan iracheno: l’emergenza sfollati e i rischi per le minoranze sono gravi, in particolare per le donne Yazide ridotte in schiavitù dagli uomini dell’ISIS subendo ogni tipo di violenze.
Oggi ho partecipato all’incontro con una delegazione di cinque alti rappresentanti del Parlamento federale iracheno ed esponenti della comunità, che sono a Roma per svolgere incontri istituzionali in collaborazione con la regione Friuli-Venenzia-Giulia – che con la presidente Serracchiani ha aperto un importante canale umanitario – e il MAECI.
Come forse ricorderete, lo scorso 5 maggio sempre alla Camera avevamo già avuto un incontro con Nadia Murad, giovane donna ed attivista, sopravvissuta al genocidio e a terribili violenze. In quell’occasione, insieme ai colleghi della commissione Esteri avevo preso l’impegno di lavorare ad una mozione che riconosca ufficialmente tale genocidio (sarebbero circa 40 le fosse comuni e sono ancora 3.500 le prigioniere in mano al Daesh). Oggi abbiamo elaborato un testo da portare quanto prima all’attenzione del Governo.

Aborto: La discriminazione è per i non obiettori e le donne

(LaPresse) – “Per Forza Italia il Consiglio d’Europa vuole discriminare gli obiettori? I fatti e le organizzazioni internazionali ci dicono esattamente il contrario: se discriminazione c’è, questa riguarda semmai i non obiettori. E con essi le donne, che vedono limitato il loro diritto alla salute”. Lo dichiara in una nota la vicecapogruppo Pd alla Camera, Chiara Gribaudo.
“Qui non è in discussione l’obiezione di coscienza dei singoli – aggiunge Gribaudo – ma un fenomeno diffuso che in molte situazioni diventa largamente prevalente e, specie nelle strutture pubbliche, determina ostacoli ingiustificati per le donne che intendano avvalersi della delicatissima facoltà di interrompere volontariamente la gravidanza. Il pronunciamento del Consiglio d’Europa ha quindi solo confermato una realtà conosciuta e che da tempo denunciamo: nel nostro Paese, la legge 194 rimane in molti casi disattesa, col rischio concreto di approfondire le differenze territoriali e sociali. Il Ministero della Salute rimane quindi il primo soggetto chiamato a garantire, su tutto il territorio e a tutte le cittadine, il pari diritto di ricorrere all’interruzione di gravidanza con piene garanzie per la propria salute e all’assistenza connessa ad un passaggio sempre drammatico e doloroso. Spero che possa esserci un impegno della ministra Lorenzin in questo senso”.

Newsletter marzo 2016

Care tutte, cari tutti,
stavo preparando questa newsletter, scrivendo della storica visita a Cuba del primo presidente americano da 88 anni. Quando le immagini in arrivo da Bruxelles hanno riportato l’attenzione di tutti noi di qua dall’Atlantico.
Un’altro mare, il Mediterraneo, è oggi il crocevia della guerra o della pace nel mondo.
Subito lo sgomento, il dolore per le vittime dell’aeroporto. Poi la notizia di altri ordigni nella metro. Nel frattempo, come a molti di noi, le notifiche sui social network confermavano che un amico o un conoscente stavano bene. Anche questo può accadere, per fortuna, nella società della comunicazione.
Come sempre in questi casi, servirà aspettare gli sviluppi delle indagini. Di certo c’è che il nuovo attacco su territorio belga assomiglia nei modi e nella capacità di esecuzione a quello di Parigi, e mirava a produrre il più alto numero possibile di vittime.
Dopo l’arresto di Salah Abdeslam, la rete terroristica internazionale sembra aver voluto così ottenere tre risultati: rinsaldare le proprie file; ribadire all’Europa la vulnerabilità nel proprio cuore; scoraggiare definitivamente i nemici extra-europei.
Non dimentichiamo che ogni giorno, in Medio Oriente in Africa e in Asia, milioni di persone vivono la stessa angoscia che attanaglia oggi le nostre città. Per questo l’Isis non si vince chiudendoci in una fortezza, ma costruendo una alleanza con l’Islam moderato e pacifico contro i sacerdoti della morte.
Intanto emergono però distrazioni e negligenze nell’intelligence europea: gli attentatori appartenevano alla stessa cellula dell’attacco di Parigi e alcuni di loro erano stati fermati e rilasciati.
Il Vecchio Continente, come nel tema dei migranti, anche contro il terrorismo va in ordine sparso. I trattati prevedono che la sicurezza sia di competenza nazionale e quindi non si è mai voluta una  vera intelligence europea con relativo scambio di informazioni, database, ecc. C’è un sistema informativo Schengen, ma non la collaborazione per farlo funzionare. Il Ministro Orlando, parlando in Parlamento, confermava che anche in quelle iniziative su cui c’è intesa, come la Procura europea o la Direttiva antiterrorismo, tutto è bloccato.
Persino i jihadisti oggi riconoscono – paradossalmente – una soggettività politica all’UE da cui essa stessa fugge. E’ quella che colpiscono a Bruxelles, città sede delle istituzioni comunitarie e della Nato, oltre che simbolo delle nostre divisioni e contraddizioni.
Parlo di quelle al nostro esterno, figlie anche di molti errori commessi dall’Occidente dal 2001 e 2003 a questa parte. E di quelle al nostro interno, a partire dall’abbandono delle nostre periferie. Si sono aperte così gravi fratture di esclusione e auto-esclusione che ora, per prima cosa, vanno ricolmate.
In queste ore, in molti chiedono di reagire. Il punto è come. Bill Emmott ha suggerito tre virtù: pazienza, determinazione, collaborazione. Aggiungerei la fiducia, per quanto ora possa apparire difficile, tra Paesi e tra comunità: la sua rottura è la più grande vittoria che possiamo concedere all’Isis.
Per questo, serve ripartire da qui. Servono una riflessione e una azione che uniscano i popoli e le culture, intorno al comune obiettivo della sicurezza e della libertà.
Chiara

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