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La Dis-Coll entra nel ddl autonomi, estesa anche ai precari della ricerca

Doppio impegno in questo mese di febbraio per la DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione per i co.co.co.: dapprima sul decreto milleproroghe, per garantirne l’estensione fino a giugno; poi sul DDL lavoro autonomo, in discussione in queste settimane in Commissione Lavoro alla Camera. – Continua a leggere
Il 23 febbraio la Camera ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto mille proroghe. Una settimana prima, al Senato, ha rischiato di essere dimenticata una norma alla quale ho lavorato molto negli ultimi anni: l’indennità di disoccupazione per i co.co.co., che non godono di nessun altra tutela in caso di licenziamento o scadenza del contratto. Grazie ai tanti richiami verso il Governo da parte mia e di colleghi del Pd, l’emendamento in proposito è stato approvato e il governo ha proposto la stabilizzazione di questo sussidio attraverso il ddl lavoro autonomo.
Il 28 febbraio, in Commissione Lavoro, abbiamo votato e approvato l’emendamento che rende stabile per sempre la DIS-COLL, e la estende ai precari della ricerca. Sul tema avevo presentato, già a maggio dell’anno scorso, una risoluzione in Commissione, che però non era mai stata calendarizzata. Sono felice che oggi si riesca a dare un sostegno anche a dottorandi, assegnisti e ricercatori che non avevano mai goduto di ammortizzatori sociali. La ricerca è lavoro, e come tale deve essere tutelata
Ecco qui un dossier con tutte le informazioni sul decreto mille proroghe (file pdf).

Legge di Stabilità 2016

Al termine di una lunga maratona, la Camera ha licenziato la legge di stabilità 2016, con sostanziose modifiche che hanno arricchito il testo approvato dal Senato. Si tratta di una manovra dal forte segno espansivo, con interventi significativi per la ridurre la pressione fiscale e incentivare il lavoro, gli investimenti e la crescita. Per questo, è positiva, anche considerando la situazione caratterizzata da risorse ancora insufficienti. Bene anche l’attenzione sui fronti di maggior debolezza, declinati nelle varie materie.
La “legge più importante dell’anno” risulta quindi un provvedimento molto ampio e complesso. Citare tutte le misure non sarebbe possibile in una newsletter: vorrei quindi concentrarmi su alcuni interventi – più o meno raccontati dai media – che considero importanti, e ai quali ho dato maggiormente un contributo.
QUI trovate le slide che riassumono i principali contenuti
QUI invece la sintesi per approfondire

ALCUNI PUNTI DI IMPEGNO
Di seguito, alcune delle altre misure su cui mi sono più impegnata nel corso dell’esame alla Camera, anche con emendamenti di cui sono stata prima firmataria.
Contro la violenza sulle donne: codice rosa negli ospedali.
Con un emendamento della collega Fabrizia Giuliani alla legge di Stabilità, riformulato e migliorato nel percorso parlamentare, si è finalmente istituito il Percorso Rosa Bianca negli ospedali che intende rendere la lotta alla violenza sulle donne ancora più tempestiva ed efficace. Si tratta infatti di un sistema per garantire alle vittime un percorso privilegiato e riservato alle cure dei pronto soccorso, come al sostegno psicologico, legale, economico. Il tutto supportato da una task force, di cui fanno parte operatori sanitari, socio-sanitari, forze di polizia e autorità giudiziaria. Quello della violenza sulle donne è un fenomeno complesso. Per contrastarlo, anche le risposte devono essere all’altezza: ogni donna sa che non possono bastare – se lasciati da soli o scollegati – né i richiami alle Convenzioni internazionali né il meritorio lavoro dei singoli e delle associazioni. Lo Stato non può stare alla finestra: se vuole davvero farsi carico di un fenomeno che ha toccato livelli drammatici e rispettare gli obblighi che si è assunto, deve organizzarsi per fare il primo passo e andare incontro alle vittime nel momento di maggiore fragilità. A questo scopo, è giusto che preveda di organizzare tutti gli strumenti a disposizione – medici, legali, di polizia – in collegamento con le strutture di assistenza già presenti sul territorio. Solo così la tutela potrà essere tempestiva, coordinata ed efficace. Per questo credo che il lavoro della collega sia stato utile ed equilibrato: non nel senso di creare percorsi rigidi ma per mettere finalmente a sistema la collaborazione che è indispensabile tra varie competenze, prevedendo ad esempio specifici gruppi multidisciplinari con chiari protocolli e responsabilità. Mi pare che si potranno in tal modo valorizzare le professionalità di tutti, a partire da quella maturata dai Centri antiviolenza.
Comunicazioni Tasi: salvi i comuni virtuosi.
Con un emendamento di cui sono stata prima firmataria, sono stati finalmente chiariti i termini per l’invio delle delibere dei Comuni a fronte degli slittamenti delle tempistiche per gli adempimenti relativi all’approvazione e pubblicazione delle aliquote dei tributi che hanno danno origine a contenziosi anche per enti virtuosi del nostro territorio.
Proroghe Dis-Coll: risparmi per non dimenticare nessuno.
Infine, come anticipavo, con un mio emendamento ho chiesto una serie di proroghe per quanto riguarda la DIS-COLL, l’assicurazione contro la disoccupazione riconosciuta ai collaboratori, in attesa che la loro tipologia dopo il jobs act possa essere del tutto riassorbita, senza lasciare nessuno indietro senza copertura. L’emendamento ha prodotto l’impegno ad utilizzare i risparmi derivanti dalle trasformazioni in tempo indeterminato per allargare ulteriormente la platea in futuro. Diversamente, questa misura sperimentale sarebbe scaduta per tutti il prossimo 31 dicembre.
Lotta a gioco d’azzardo e ludopatie.
Una vera e propria svolta è quella con cui, finalmente, lo Stato smette di incentivare il gioco d’azzardo e comincia a mettere al primo posto la tutela della salute pubblica e dei soggetti più fragili. Con la nuova formulazione uscita dal dibattito alla Camera, per quanto riguarda il gioco d’azzardo si prevede dal 1 gennaio lo stop ai nulla osta per nuove slot-machines e la loro riduzione di un terzo in due anni, l’incremento della tassazione e norme più severe per il contrasto del gioco online illegale, l’incremento da 50 a 100 milioni del fondo sanitario per la lotta alla ludopatia, l’intesa in Conferenza unificata per il varo della nuova regolamentazione sulle modalità di attuazione dell’offerta di gioco sul territorio nazionale, il divieto di pubblicità in tv su tutte le reti generalista dalle 7 alle 22 e nei canali dedicati ai bambini per l’intera giornata.
Lotta alla povertà e politiche sociali.
Alcune novità importanti sono portate innanzitutto dal nuovo Piano nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, con una dotazione di 600 milioni per il 2016 e 1 miliardo a decorrere dal 2017, affiancato da un piano d’intervento di 150 milioni sulla povertà minorile d’intesa con le Fondazioni bancarie. Finalmente, quindi, una misura di contrasto alla povertà entra così finalmente nell’agenda politica e diventa strutturale. Le risorse sono ancora insufficienti, di fronte ad un fenomeno molto cresciuto nella crisi. Ma è in ogni caso un primo passo in controtendenza col passato. L’intervento è convincente anche perchè non prevede erogazioni monetarie fine a se stesse, ma collegate alla presa in carico complessiva dei soggetti in difficoltà attraverso i servizi del territorio. Dal 2017 si prevede infatti di dare maggiore organicità all’intera materia con una delega al Governo per il riordino di tutte le prestazioni sociali. Sarà in ogni caso necessario approfondire ulteriormente i criteri di tale operazione, che dovrà necessariamente coordinare tutte le competenze coinvolte (Ministero delle politiche sociali, della salute, dell’istruzione, Regioni, Enti Locali) in un piano integrato di lotta alla povertà.