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Europa: parliamo di lavoro

La settimana scorsa ho partecipato per la prima volta ad una sessione di incontro fra i parlamenti nazionali dei vari paesi europei. È stata un’occasione di confronto su temi importanti, in particolare sul mondo del lavoro e sulle opportunità di cui necessitano i giovani.
Ero convinta, e a maggior ragione lo sono dopo questi giorni passati a Bruxelles, che i temi dell’economia e del lavoro non troveranno mai soluzione finchè non riusciremo a dare loro un respiro più ampio. In Italia l’ultimo mese è stato segnato dal tema dei voucher, affrontato in maniera demagogica e mai con i numeri alla mano, e dalla lotta alla povertà. Si fa un gran parlare di redditi minimi garantiti, redditi di inclusione, ma io credo che per ridare dignità a ciascuno non serva mettere in mano, o in banca, qualche centinaio di euro al mese: serve il lavoro e servono misure costruite attorno al lavoro.
Da troppo tempo i diritti dei lavoratori sono frammentati, spezzettati a seconda della categoria, del contratto, di vincoli burocratici. Con il DDL per il lavoro autonomo, alla Camera, stiamo iniziando ad rendere più uniformi il mondo del lavoro autonomo e quello dipendente, rimarcando che certi diritti (come quello all’indennità di maternità o di malattia, o a un supporto in caso di perdita di lavoro) devono essere uguali per tutti, e non esistono differenze che giustifichino disparità di trattamento.
Ma dobbiamo andare oltre e fare in modo che nessuno venga lasciato indietro. Soprattutto, dobbiamo dare ai giovani l’opportunità di guardare avanti.
Per questo mi sto impegnando a guardare al mondo del lavoro con occhi diversi, concentrandomi su alcune idee: equo compenso, sussidio di disoccupazione universale, qualità dei servizi e parità di diritti. Non è più possibile affrontare questi temi separatamente: la politica per dare speranza deve avere prima di tutto una visione d’insieme.
Per costruirla, credo che dovremmo discuterne nella maniera più larga e plurale possibile.

Matteo Renzi a Cuneo

Domani, mercoledì 14 settembre, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà nella provincia “Granda”.
Alle 17.30, presso il teatro Toselli di Cuneo [vedi mappa], incontrerà la cittadinanza in vista del prossimo referendum costituzionale.
Proprio qui, nella città Medaglia d’Oro della Resistenza, questa occasione assume un valore e un significato particolare.
Il lavoro parlamentare sulle Riforme è durato più di due anni, ereditando un dibattito ben più antico. Ora, l’ultima parola tocca interamente al popolo.
Centrali sono i contenuti: un disegno unitario che può concretamente migliorare non solo la vita democratica ma anche la vita quotidiana dei cittadini. Sono loro, davvero, gli unici protagonisti.
Per questo, nella provincia patria della Resistenza da cui la Costituzione del ’48 è nata, la visita del Presidente del Consiglio è una irripetibile occasione. Lo è per ribadire che il legame tra la nostra migliore Memoria, il presente e il futuro del nostro Paese è, e resterà, inscalfibile.
Sosteniamo convintamente questa riforma proprio perché vogliamo bene alla Costituzione scritta dai Partigiani, e desideriamo ardentemente che i principi sanciti nella Prima Parte – che non viene toccata – facciano un passo avanti, con le nostre gambe, e ritrovino la capacità di incidere nel mondo di oggi. E’ nostro compito e responsabilità mettere in campo gli strumenti affinché lo spirito dei Padri e delle Madri Costituenti possa rivivere nelle delle aspettative e nei bisogni degli italiani. Quelli di oggi e quelli di domani.
Per questo, vi invito calorosamente a partecipare all’incontro di domani.
Vi aspetto!

(L’ingresso al teatro sarà aperto dalle ore 16.30, fino ad esaurimento posti.)

Referendum e ANPI: stiamo al merito e difendiamo il pluralismo 

Recentemente, sono stata sollecitata da un settimanale a fare alcune riflessioni, visto l’inasprirsi anche a livello locale del dibattito intorno al referendum costituzionale e alla posizione dell’ANPI, in particolare del provinciale di Cuneo. Moderazione nei toni, merito nelle argomentazioni e garanzia di pluralismo sono a mio giudizio le parole chiave per rendere questo confronto un passaggio storico e positivo, quale che sia il risultato. Io voterò sì, con numerose ragioni. Leggi tutto

Legge sui partiti: più democrazia, trasparenza, partecipazione

La Camera ha approvato in prima lettura la legge sui partiti politici, i movimenti ed i gruppi politici organizzati. Si tratta di un testo unificato, frutto dell’elaborazione di 22 proposte di legge. Due gli assi portanti: garantire una maggiore trasparenza nella gestione, anche economica, dei partiti, dei movimenti e dei gruppi politici organizzati e favorire la più ampia partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica del nostro Paese. Partiti più efficaci e più trasparenti potranno così adempiere al loro compito costituzionale (ancor più necessario con la riforma in corso) sancito dall’art.49 della Carta. Leggi tutto

Trasparenza e partecipazione nei partiti politici

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la legge in materia di partiti politici, che prevedono norme per favorire la trasparenza e la partecipazione democratica. Ci si propone di dare così finalmente piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione, che stabilisce che tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Per approfondire le norme ora passate al Senato, abbiamo preparato un dossier.

 

 

Conflitto di interessi: arriva la legge

Era un impegno. La Camera ha approvato in prima lettura le nuove regole sul conflitto di interessi: una questione fondamentale della democrazia, come ci hanno insegnato i vent’anni passati. Obiettivo, far sì che l’interesse privato del singolo non possa mai prevalere sull’interesse pubblico di tutti i cittadini.
Fino a ieri, le norme potevano intervenire solo una volta emerso concretamente il contrasto, con tutte le difficoltà di provarlo e farlo valere. Con questa legge le situazioni vengono invece individuate a monte, anticipando anche le soluzioni per prevenirle. Maggiori doveri di dichiarazione e sanzioni, rafforzamento del regime di incompatibilità e obbligo di opzione tra le cariche, ma soprattutto doveri patrimonio e di separazione mediante l’affidamento in gestione dei beni e delle attività patrimoniali fino alla vendita su richiesta dell’Antitrust (quando il titolare della carica di governo nazionale possieda, anche per interposta persona o tramite società fiduciarie, partecipazioni in alcuni rilevanti settori; oppure quando la concentrazione dei suoi interessi patrimoniali e finanziari possano condizionare l’esercizio delle funzioni pubbliche o da alterare le regole di mercato). Rivista anche l’ineleggibilità per i membri del parlamento. Per chi volesse approfondire, abbiamo preparato un dossier.
Qui (file pdf) è possibile consultare un breve dossier riepilogativo.

Revisione della parte II della Costituzione

Martedì 13 ottobre il Senato della Repubblica ha approvato con modifiche l’AS 1429-B (alla Camera AC 2613-B) concludendo un esame che era iniziato in I Commissione Affari costituzionali il 2 luglio scorso. Questo dossier, scritto in collaborazione con il Dipartimento Istituzionale, sintetizza i contenuti del disegno di legge costituzionale ed evidenzia le modifiche introdotte a Palazzo Madama.
Qui (file pdf) è possibile consultare un breve dossier riepilogativo.

18 giugno, Roma: la flessibilità nel sistema pensionistico

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L’incontro si terrà a Roma, giovedì 18 giugno alle ore 17.00, presso la Sala Berlinguer del Gruppo Parlamentare PD della Camera dei deputati.
Introduce: Maria Luisa Gnecchi
Intervengono: Pierpaolo Baretta, Teresa Bellanova, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato, Filippo Taddei.
Partecipano: Luisella Albanella, Davide Baruffi, Antonio Boccuzzi, Floriana Casellato, Carlo Dell’Aringa, Titti Di Salvo, Cinzia Fontana, Anna Giacobbe, Monica GregoriChiara Gribaudo, Antonella Incerti, Patrizia Maestri, Giovanna Martelli, Marco Miccoli, Valentina Paris, Giorgio Piccolo, Alessia Rotta, Elisa Simoni, Irene Tinagli, Giuseppe Zappulla.
Conclude: Cesare Damiano