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Newsletter marzo 2017

Care e cari,
marzo è il mese della primavera. I pittori lo hanno dipinto per secoli come un mese di risveglio. Sarà anche per questo che si è trattato di un mese così denso di politica, che sembra essere finalmente uscita dal torpore delle polemiche dei mesi scorsi. È iniziato il congresso del PD, e questo per me, per tanti iscritti al PD e anche per gli elettori del centrosinistra, ha significato tornare finalmente a discutere di progetti e proposte per il futuro dell’Italia. Ognuno con il suo punto di vista e la sua storia personale, tutte degne di pari valore.
Io ho scelto, fin dall’appuntamento del Lingotto, di impegnarmi in prima persona per uno spazio politico più condiviso all’interno del Partito Democratico, che marcasse una differenza rispetto alle divisioni sterili degli ultimi mesi.
Ho scelto di sostenere la candidatura [leggi] di Matteo Renzi, che condividendo la sua sfida con Maurizio Martina ha dato inizio ad un cambio di passo nel Partito e nell’idea di Paese, che parte necessariamente dal lavoro di questi anni, con i suoi grandi risultati per i diritti e contro le disuguaglianze, e con il riconoscimento degli errori e delle imperfezioni da correggere.
In questo nuovo percorso sarà necessario rappresentare prima di tutti le istanze dei più deboli e i più colpiti dalla crisi, a partire dai giovani. Si tratta di raccogliere quei messaggi, lontani nello spazio ma vicini negli ideali, arrivati dalle tre piazze del 25 marzo.
Mentre in Campidoglio i leader europei si riunivano per firmare la Dichiarazione di intenti per i 60 anni dei Trattati di Roma [leggi], nella capitale italiana i giovani venuti da tutta Europa marciavano per chiedere più coraggio verso un’Unione veramente democratica, inclusiva e solidale, che sappia affrontare le sfide del presente e del futuro.
Nelle stesse ore, a Londra, in 100.000 hanno sfilato contro la Brexit, contro questa insensata divisione generata soltanto dalla paura e dalle falsità. E a Monza, in Lombardia, di fronte a Papa Francesco si sono radunati un milione di fedeli per ascoltare la sua parola di pace e di fratellanza, contro chi specula sulla vita, sul lavoro, sulla famiglia. “Si specula sui poveri e sui migranti; si specula sui giovani e sul loro futuro”, ha detto Papa Francesco.
Sono questi i messaggi che voglio raccogliere alla fine di questo mese complesso ma bello.
Sto cercando di dare il mio contributo e vorrei che mi deste i vostri, anche rispetto alle proposte per il congresso del PD. Li aspetto, a conchiaragribaudo@gmail.com e nelle prossime iniziative in vista delle primarie del 30 aprile. Perché solo dalla condivisione e dal confronto può nascere una visione di futuro e di speranza, per il PD e per l’Italia.

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Conferenza di Programma del PD Cuneo

La città che vogliamo – Cuneo: capoluogo della valli, città dei saperi, comunità inclusiva
Sabato 8 aprile, alle ore 14.30, si terrà, presso il centro incontri della Provincia di Cuneo, in corso Dante, 41, la conferenza programmatica del Partito Democratico del territorio cuneese, indetta in vista delle prossime elezioni comunali del capoluogo.
Non si tratta di una iniziativa riservata agli iscritti, l’ingresso e la partecipazione ai lavori, compresi quelli dei gruppi tematici, sarà aperto a tutti cittadini che desiderano portare un loro contributo ad individuare gli obiettivi che la città vorrà porsi nei prossimi cinque anni.
Dopo due brevi introduzioni di Patrizia Manassero e Mauro Mantelli, la riunione proseguirà in tre gruppi di lavoro organizzati intorno alle “parole chiave” di un’ipotesi programmatoria.
I tre gruppi, che si riuniranno alle 15.00, sempre presso il centro incontri della provincia, saranno così articolati per tematiche:
1.   Smart city, territorio, pianificazione strategica;
2.   Scuola, università, cultura
3.   Welfare, inclusione sociale, sicurezza
Nella seconda parte del pomeriggio, dalle 17.00, i coordinatori dei singoli gruppi relazioneranno all’assemblea sui risultati del lavoro sui diversi temi sottoposti alla loro attenzione.
Il PD cuneese inaugura così un nuovo metodo di lavoro, una sorta di primarie programmatiche, per far uscire dalla esclusiva discussione interna le scelte di merito che verranno proposte al candidato sindaco Borgna ed alla coalizione .
All’incontro parteciperà ed interverrà il candidato sindaco.
Le conclusioni sono affidate al presidente della Regione Sergio Chiamparino.
Si invitano tutti gli interessati ad iscriversi preventivamente e sin da ora ad uno dei gruppi di lavoro scrivendo una mail con i propri dati a info@pdcuneo.it.

Il Barbera premiato a Roma

Il 16 febbraio a Roma è avvenuta la “Premiazione dei migliori vini italiani” dell’esperto di enologia Luca Maroni, durante la quale è stato dato grande riconoscimento al Barbera d’Alba “Elena la Luna” 2014, del produttore cuneese Roberto Sarotto.
Ero presente a rappresentare le istituzioni ed è stato un piacere poter partecipare ad una manifestazione così importante nel settore enologico, di grande importanza per il made in Italy nel mondo, e veder premiato tra i migliori del Paese proprio un produttore delle nostre terre.
L’azienda agricola di Neviglie ha portato alla ribalta un grande classico piemontese, il Barbera d’Alba, con una lavorazione e una tecnica enologica definita dalla giuria ”Un capolavoro assoluto di viticola natura e di tecnica”. Il vino sarà così inserito nell’Annuario dei Migliori Vini Italiani del 2017 come secondo miglior vino rosso, a consolidare nel panorama nazionale e internazionale la grande tradizione vitivinicola piemontese.

Se ne vanno Aurora Barale e Don Aldo Benevelli

Scompaiono, nel giro di pochi giorni, due protagonisti della Resistenza nelle nostre terre.
Aurora Barale non aveva 15 anni quando la sua famiglia fu stata trucidata dai nazisti. Uno dei suoi fratelli morì sul fronte russo. Fu staffetta partigiana e nel dopoguerra ha tramandato per generazioni l’eredità dell’antifascismo. Giovanni Battista Barale era stato il primo Segretario della Federazione del partito Comunista della provincia di Cuneo. La sua famiglia ha pagato un prezzo altissimo per difendere i suoi ideali, socialisti e comunisti, e per la Libertà e la Democrazia del nostro Paese e dell’Europa.
Don Aldo Benevelli è stato un grande protagonista della cuneesità con gli occhi sempre aperti al Mondo. Mi ha sempre colpito, la sua tenacia, il suo essere instancabile animatore di iniziative culturali, mai reducistiche, che tenessero insieme Memoria di ieri e sfide del domani: Resistenza, Carovane della Pace, LVIA. Il suo forte richiamo a tutti, giovani e anziani, laici e non, all’importanza del confronto, del dialogo per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, da Cuneo ai cosiddetti “Paesi del Terzo Mondo”.
Insieme, Aurora e Don Aldo rappresentavano la condivisione dell’antifascismo da parte delle tante anime della Resistenza cuneese. In questi tempi bui, il loro esempio resterà.
Resterà perché ha lasciato tanti segni tra le persone di questa Terra.

Sopralluogo nei Comuni colpiti dall’alluvione

Venerdì 16 dicembre ho svolto un sopralluogo coi sindaci nelle zone colpite dall’alluvione del 24 novembre, per fare il punto sui danni subiti, i lavori iniziati e quelli da fare.
Rientrata la fase acuta dell’emergenza, abbiamo potuto recarci direttamente sui luoghi più colpiti (come la frazione Pianchiosso di Priola, il centro di Garessio e le frazioni parzialmente o totalmente isolate della Val Casotto) e fare insieme una valutazione complessiva dell’accaduto. Proprio mentre eravamo insieme, è arrivata la notizia approvazione dello stato di calamità, attesa e indispensabile. Il lavoro, già iniziato, potrà così continuare.
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Newsletter settembre

Care tutte, cari tutti,
si è da poco svolto il primo confronto tra Donald Trump e Hillary Clinton. La differenza si è vista non solo nello stile, ma naturalmente nella grande conoscenza dei dossier internazionali e di politica economica, espressa con autorevolezza, serietà e determinazione. Il voto è ancora lontano, ma in questa occasione ha iniziato a dimostrare di poter essere davvero – dopo la prima candidata donna – anche il primo presidente donna degli Stati Uniti.
Il dibattito ha seguito di qualche giorno l’ultimo discorso di Barack Obama di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite. Oltre all’interesse giornalistico, non possiamo dimenticare la rilevanza che il cambio di inquilino alla Casa Bianca avrà anche su uno scenario mondiale attraversato da profonde fratture.
Obama ha provato a lasciare davanti ai delegati ONU – e forse al suo successore – l’ultima impronta della sua presidenza. Lo ha fatto con alcuni messaggi forti. Tra questi, in primis la necessità di cambiare la globalizzazione: una affermazione non da poco per il leader di una superpotenza globale. Tra gli imperativi, colmare il gap tra ricchi e poveri, proprio per far funzionare meglio le economie. Ma anche di dire no ai nazionalismi e ai populismi, no al razzismo e all’intolleranza, fare di più per tutelare le minoranze (come quelle atterrite dall’Isis), aiutare chi scappa: “dobbiamo aprire i nostri cuori per accogliere i rifugiati nelle nostre case”.
“Un Paese circondato dai muri – ha aggiunto – imprigionerebbe sè stesso”. Il riferimento è al muro che Trump vorrebbe costruire con il Messico per bloccare i migranti. Ma noi non possiamo che trovare un’eco in quanto anche l’Italia sta dicendo, nelle sedi europee ed internazionali, di fronte al dramma dei migranti. Ha fatto bene il presidente del Consiglio Renzi a definirlo un discorso storico, contro la paura.
Otto anni fa, l’elezione a Presidente USA di un uomo nero di origini keniote, cresciuto per un po’ in Indonesia, fu un evento rivoluzionario per l’immaginario di tutti, impensabile solo qualche decennio prima.
Chissà. Forse, dopo l’8 novembre, le molte donne che ancora vengono considerate meno “adatte” a ruoli di responsabilità, nella politica come nel lavoro, potranno avere un esempio in più che, con preparazione e determinazione, il “soffitto di vetro” può essere infranto.
Chiara

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Matteo Renzi a Cuneo

Domani, mercoledì 14 settembre, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà nella provincia “Granda”.
Alle 17.30, presso il teatro Toselli di Cuneo [vedi mappa], incontrerà la cittadinanza in vista del prossimo referendum costituzionale.
Proprio qui, nella città Medaglia d’Oro della Resistenza, questa occasione assume un valore e un significato particolare.
Il lavoro parlamentare sulle Riforme è durato più di due anni, ereditando un dibattito ben più antico. Ora, l’ultima parola tocca interamente al popolo.
Centrali sono i contenuti: un disegno unitario che può concretamente migliorare non solo la vita democratica ma anche la vita quotidiana dei cittadini. Sono loro, davvero, gli unici protagonisti.
Per questo, nella provincia patria della Resistenza da cui la Costituzione del ’48 è nata, la visita del Presidente del Consiglio è una irripetibile occasione. Lo è per ribadire che il legame tra la nostra migliore Memoria, il presente e il futuro del nostro Paese è, e resterà, inscalfibile.
Sosteniamo convintamente questa riforma proprio perché vogliamo bene alla Costituzione scritta dai Partigiani, e desideriamo ardentemente che i principi sanciti nella Prima Parte – che non viene toccata – facciano un passo avanti, con le nostre gambe, e ritrovino la capacità di incidere nel mondo di oggi. E’ nostro compito e responsabilità mettere in campo gli strumenti affinché lo spirito dei Padri e delle Madri Costituenti possa rivivere nelle delle aspettative e nei bisogni degli italiani. Quelli di oggi e quelli di domani.
Per questo, vi invito calorosamente a partecipare all’incontro di domani.
Vi aspetto!

(L’ingresso al teatro sarà aperto dalle ore 16.30, fino ad esaurimento posti.)

Newsletter luglio/agosto 2016

Care tutte, cari tutti,
il mese che ci lasciamo alle spalle è stato intenso, a tratti preoccupante e doloroso, sia in chiave di politica nazionale che internazionale.
Qualcuno ha fatto una similitudine con l’estate di quindici anni fa: era il 2001 quando a Genova i temi con cui, tra dubbi e scontri, si apriva il nuovo millennio si chiamavano globalizzazione, neoliberismo, riscaldamento globale, disuguaglianza sociale, migrazioni. Rileggendo questo elenco, non sembra passato un giorno.
Oggi, siamo qui. Viviamo in qualche senso gli esiti di fenomeni che in quel momento iniziarono a mostrarsi con più chiarezza e ai quali le classi dirigenti che si sono susseguite non sono state capaci di rispondere con efficacia. Nuovi capitoli si sono poi via via aggiunti – dal ruolo di Russia e Stati Uniti, all’indebolimento dell’Unione Europea, fino alla Brexit, alla nuova fase del terrorismo e all’incognita turca – non fanno che consegnarci un puzzle globale sempre più sminuzzato e confuso.
In questo quadro, l’Italia sta facendo la sua parte con responsabilità. Ma certamente è l’Europa che va rifondata: il richiamo ai “valori” ed alla solidarietà – tanto enunciati a parole quanto sempre più largamente smentiti nei fatti – di certo non basta più.
Molte sono quindi le battaglie che ci attendono da settembre: in qualche modo, tutte si tengono insieme. Per contrastare i pericoli che ci stanno di fronte e iniziare finalmente a voltare le pagine rimaste a lungo in sospeso, servirà l’energia e il contributo di tutti.
Un caro saluto e buona estate.
Chiara

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