Tag Archives: Borgo San Dalmazzo

Felicità e sollievo per la liberazione degli italiani in Libia. Aspettiamo a Borgo Bruno Cacace

La liberazione dei due italiani rapiti in Libia è una bellissima notizia. Da settimane stavamo col fiato sospeso, ora invece è confermato: Danilo Calonego e il mio concittadino Bruno Cacace potranno ritornare alle loro case.

In questi mesi ho scelto di stare vicino alla famiglia e di rispettare il silenzio richiestoci da chi conduceva le operazioni per la liberazione. Sono grata del lavoro fatto e davvero contenta di poter presto salutare di persona Bruno. Oggi è una bella giornata per tutta l’Italia e per la nostra comunità.

Newsletter ottobre

Care tutte, cari tutti,
qualche giorno fa eravamo intenti, chi più chi meno, a concludere una intensa giornata (alla Camera, avevamo appena approvato un’importante legge per i minori non accompagnati) quando, di nuovo, l’Italia centrale ha tremato. La prima scossa si è avvertita nettissima anche a Roma. Appena il tempo di raccogliere le prime informazioni, i primi rapporti sui danni, le prime testimonianze dirette che è arrivata la seconda, poi una terza, nella notte. Molte altre, per fortuna meno intense, sono seguite e ancora continuano (centinaia sono quelle registrate dagli strumenti).
E dire che, dopo la tragedia di questa estate, le regioni terremotate erano pronte a ripartire: era appena stato sottoscritto il protocollo di trasparenza con l’Anac e la Protezione civile per la ricostruzione. Ora, i danni materiali prodotti dalle nuove scosse sono gravissimi, e bisognerà rivalutare l’intera situazione e ridefinire gli interventi.
Di certo, si tratta di un duro colpo per la popolazione. Per migliaia, anche nei nuovi comuni colpiti, si dovrà da subito trovare una sistemazione adeguata, anche visto l’approssimarsi della stagione invernale. Su questo, sono arrivate le prime rassicurazioni da Governo e protezione civile. Dobbiamo per questo concentrare gli sforzi a tutti i livelli, senza distinzioni di colore politico, pensando a loro.
Più in generale, gli esperti ci dicono che stiamo vivendo un “effetto domino”, perchè il sisma del 24 agosto avrebbe riattivato una nuova faglia più a nord. E’ molto probabile che terra, quindi, tremerà ancora. Una ulteriore conferma (di cui avremmo fatto volentieri a meno) di come nel nostro Paese eventi simili rappresentino un rischio costante, che è eccezionale nelle dimensioni e negli effetti, ma purtroppo non certo nella frequenza. Una condizione strutturale a cui si sommano ritardi e deficit altrettanto “strutturali”: la messa in sicurezza degli edifici, ancora largamente insufficiente, si conferma quindi una priorità assoluta e non più rimandabile per l’incolumità dei cittadini.
La prossima legge di Bilancio fa di questo uno dei suoi punti cardine. E continuerà ad farlo, anche dopo i rilievi di Bruxelles. Bene ha fatto il Governo italiano a confermare la linea anche con la precisa risposta del ministro Padoan ai tecnici della Commissione: 2,8 miliardi per il solo 2017 è ciò che serve per mettere in sicurezza ad esempio 42mila edifici scolastici, il 30% dei quali bisognosi di manutenzione o addirittura di essere ricostruiti da capo. Gli interventi sulle emergenze sisma e migranti sono quindi irrinunciabili e giusti, come gli altri punti che provano a far coesistere equità e crescita. E’ quello di cui il Paese ha bisogno e su questo lavoreremo nei prossimi mesi.
Chiara

Qui è possibile leggere la newsletter completa

Successo per la serata sul referendum di “Terre Alte per il sì” con Marina Sereni

Grande partecipazione per la serata sul referendum costituzionale, organizzata a Borgo San Dalmazzo dal Comitato “Terre Alte per il Sì” con la vicepresidente della Camera, Marina Sereni. Gremita la sala della Biblioteca Anna Frank dove, dopo l’illustrazione puntuale della Riforma, si sono susseguiti molti interventi. Una occasione di approfondimento e di dialogo nel merito di cui c’era e c’è un gran bisogno, anche a Borgo. Per questo, da qui al 4 dicembre, vogliamo che siano ancora molte le occasioni come questa.
L’iniziativa è entrata subito nel vivo dei contenuti con gli interventi di Marco Giraudo e Filippo Perlo. I due giovani giuristi del Comitato, con l’aiuto dei testi a video, hanno illustrato il dettaglio della riforma: parlamentarismo differenziato, nuovo Senato, processo legislativo, regioni e autonomie locali, strumenti di democrazia diretta, contrappesi e garanzie costituzionali. “Per la nostra generazione si tratta di un’occasione storica di tornare a credere nel futuro ed avere strumenti adeguati per costruirlo – hanno argomentato – Oltre ai dettagli tecnici, che sono importanti e vanno spiegati, dobbiamo avere fiducia in noi stessi e nell’Italia. Il referendum può davvero cambiarla in meglio.”
Subito, la parola è passata ai presenti, che in numerosi interventi hanno potuto esprimere valutazioni e chiedere chiarimenti puntuali ai relatori.
“Vi ringrazio sinceramente di questa iniziativa, rispettosa delle persone e calata nel merito, perché se andiamo nei contenuti la Riforma si difende e si promuove da sé.” ha detto Marina Sereni “Per alcuni aspetti, arriviamo persino tardi rispetto alla grave crisi istituzionale che viviamo da decenni. Dal ’48 ad oggi, semplicemente, molte cose nel Paese sono cambiate e ne dobbiamo tenere conto per fare una giusta manutenzione e un aggiornamento. Oggi, anche questo testo ha anche qualche “sgrammaticatura”, figlia del necessario confronto parlamentare. Ma dobbiamo essere sinceri coi cittadini: non ce ne sarà un altro, il giorno dopo. Bisogna votare sì, allora, perchè è una vera svolta, positiva e necessaria per dare nuova vitalità alla nostra bella Costituzione”.
Ora tutto è affidato interamente al giudizio dei cittadini. Per questo anche a Borgo era importante incontrarci. E per questo continueremo a farlo, qui e su tutto il territorio, nella campagna che ci porterà al 4 dicembre. Convinti che fondamentale è approfondire, ed ascoltarsi, per giudicare nel complesso, con responsabilità e consapevolezza. Una responsabilità a cui siamo tutti chiamati.

Newsletter aprile/maggio 2016

Care tutte, cari tutti,
Londra – capitale del Regno Unito che discute la “Brexit” – ha scelto come sindaco Sadiq Khan, volto nuovo di una civiltà europea cosmopolita e aperta che risponde alla paura e al fanatismo con la ricchezza dell’integrazione. Una dimostrazione di lungimiranza politica, in un momento molto delicato per il paese e per l’Europa, da leggere con attenzione anche di qua dalla Manica.
Nel frattempo – passando da un canale ad un passo alpino – il Brennero è diventato il teatro di un nuovo aspro confronto all’interno del Vecchio Continente (oltre che il nuovo scenario per le “passerelle” di politici nostrani).
Lungo uno dei confini più sintomatici degli ultimi secoli nella storia nazionale ed europea – uno di quelli che l’unione di Schengen aveva provato a cucire – da qualche settimana “si tagliano i guardrail”.
Lo scopo? Erigere una barriera: non si capisce bene se per quelli che arrivano da fuori (i migranti in fuga) o da dentro (la destra xenofoba che, dopo aver stravinto il primo turno delle presidenziali, ora incalza tutti).
Qualcuno l’ha definita solo campagna elettorale. Sta di fatto che gli effetti si sono fatti sentire più fuori che dentro le urne: nel duro botta e risposta fra i governi italiano ed austriaco, nei recenti  scontri tra manifestanti e polizia, fino alle ultime dimissioni del cancelliere Faymann che hanno dimostrato una volta di più come, gli elettori non premiano mai la copia… scelgono l’originale.
La recente escalation anti-immigrati di Governo e Parlamento non ha infatti arrestato l’avanzata dell’estrema destra di Norbert Hofer, che si è imposto al primo turno delle presidenziali con oltre il 16% di distacco sul candidato dei Verdi. Socialdemocratici e popolari, che governano l’Austria dal dopoguerra, sono entrambi esclusi dal ballottaggio di fine mese, precipitati all’11 per cento.
Una vicenda che mostra quanto possa essere rapida e violenta la crescita delle forze anti-sistema, se non affrontata innanzitutto sul terreno della cultura politica, prima ancora che su quello delle riforme.
Due lezioni, quella londinese e quella altoatesina, che credo debbano insegnare molto a molti. Anche da noi.
Chiara

Qui è possibile leggere la newsletter completa

Giovani che fanno: Daniele Balangero, Minusié – Borgo San Dalmazzo (CN)

Continua la rassegna di storie di giovani e di lavoro: in questo numero, il racconto dell’esperienza di Daniele Balangero e della sua falegnameria Minusié di Borgo San Dalmazzo (CN).

balangero_rid
Leggi tutto

14/05 a Borgo San Dalmazzo: “Dopo di noi” e il welfare, vicino alle persone

2016.05.14_incontrowelfare_sito

Lo scorso febbraio, alla Camera abbiamo approvato in prima lettura la proposta di legge sul “Dopo di noi”. Abbiamo organizzato un incontro a Borgo San Dalmazzo sabato 14 maggio alle 9.30, presso la Biblioteca Civica “Anna Frank” in Via Boves n° 4 [vedi mappa] in cui partiremo da qui per ragionare delle misure “Per un welfare vicino alle persone” e della riforma del Terzo Settore. Interverranno il Sindaco Gian Paolo Beretta, l’assessore comunale al sociale Luisa Giorda e l’Assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte. Conclude la mattinata l’On. Donata Lenzi, capogruppo in Commissione Affari Sociali della Camera.
La legge sul “Dopo di noi” è importante perché intende venire incontro al desiderio dei genitori di persone disabili di assicurare al proprio figlio o figlia tutte le cure e l’assistenza di cui necessita dopo la loro morte. L’obiettivo è dare certezza a quei progetti di vita costruiti negli anni, finora realizzati soprattuto grazie agli sforzi delle famiglie. Quando verrà approvata definitivamente, questa legge potrà contribuire ad assicurare alle persone con disabilità una continuità nella qualità di vita anche dopo la scomparsa dei cari che si prendono cura di loro.
E’ solo un pezzo della piccola rivoluzione copernicana nelle politiche sociali che stiamo provando a mettere in campo per favorire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità. Insieme a questo, viaggia l’impegno per garantire le migliori condizioni di lavoro agli operatori del Terzo Settore, di cui si occupa l’attesa riforma oggi in discussione in Parlamento.
Da qui, vogliamo quindi partire per ragionare su come portare avanti a tutti i livelli un nuovo welfare più vicino alle persone e più inclusivo. Insieme al Comune di Borgo, abbiamo quindi voluto organizzare una mattina di approfondimento e condivisione tra amministrazioni e realtà attive sul territorio, certi che solo partendo dal dialogo le norme che possano tradursi in cambiamento vero per le persone.

Borgo SD, partono i lavori per le scuole grazie a 1,6mln dal Governo

Ecco cosa la politica fa, quando c’è volontà, determinazione, collaborazione.
Sono partiti i lavori all’Istituto comprensivo Grandis. Importo: 799 mila euro. E’ stato aperto il cantiere anche alle scuole primaria e dell’infanzia di via Giovanni XXIII. Valore: 800 mila euro. Totale: oltre un milione e mezzo di interventi a Borgo San Dalmazzo, resi possibili dal Decreto Mutui di questo Governo e dalla sinergia con Comune e Regione. Rientrano nei 106 interventi su edifici scolastici ammessi nella Granda, per un totale che nella nostra provincia che supera i 50 milioni di euro.

Newsletter marzo 2016

Care tutte, cari tutti,
stavo preparando questa newsletter, scrivendo della storica visita a Cuba del primo presidente americano da 88 anni. Quando le immagini in arrivo da Bruxelles hanno riportato l’attenzione di tutti noi di qua dall’Atlantico.
Un’altro mare, il Mediterraneo, è oggi il crocevia della guerra o della pace nel mondo.
Subito lo sgomento, il dolore per le vittime dell’aeroporto. Poi la notizia di altri ordigni nella metro. Nel frattempo, come a molti di noi, le notifiche sui social network confermavano che un amico o un conoscente stavano bene. Anche questo può accadere, per fortuna, nella società della comunicazione.
Come sempre in questi casi, servirà aspettare gli sviluppi delle indagini. Di certo c’è che il nuovo attacco su territorio belga assomiglia nei modi e nella capacità di esecuzione a quello di Parigi, e mirava a produrre il più alto numero possibile di vittime.
Dopo l’arresto di Salah Abdeslam, la rete terroristica internazionale sembra aver voluto così ottenere tre risultati: rinsaldare le proprie file; ribadire all’Europa la vulnerabilità nel proprio cuore; scoraggiare definitivamente i nemici extra-europei.
Non dimentichiamo che ogni giorno, in Medio Oriente in Africa e in Asia, milioni di persone vivono la stessa angoscia che attanaglia oggi le nostre città. Per questo l’Isis non si vince chiudendoci in una fortezza, ma costruendo una alleanza con l’Islam moderato e pacifico contro i sacerdoti della morte.
Intanto emergono però distrazioni e negligenze nell’intelligence europea: gli attentatori appartenevano alla stessa cellula dell’attacco di Parigi e alcuni di loro erano stati fermati e rilasciati.
Il Vecchio Continente, come nel tema dei migranti, anche contro il terrorismo va in ordine sparso. I trattati prevedono che la sicurezza sia di competenza nazionale e quindi non si è mai voluta una  vera intelligence europea con relativo scambio di informazioni, database, ecc. C’è un sistema informativo Schengen, ma non la collaborazione per farlo funzionare. Il Ministro Orlando, parlando in Parlamento, confermava che anche in quelle iniziative su cui c’è intesa, come la Procura europea o la Direttiva antiterrorismo, tutto è bloccato.
Persino i jihadisti oggi riconoscono – paradossalmente – una soggettività politica all’UE da cui essa stessa fugge. E’ quella che colpiscono a Bruxelles, città sede delle istituzioni comunitarie e della Nato, oltre che simbolo delle nostre divisioni e contraddizioni.
Parlo di quelle al nostro esterno, figlie anche di molti errori commessi dall’Occidente dal 2001 e 2003 a questa parte. E di quelle al nostro interno, a partire dall’abbandono delle nostre periferie. Si sono aperte così gravi fratture di esclusione e auto-esclusione che ora, per prima cosa, vanno ricolmate.
In queste ore, in molti chiedono di reagire. Il punto è come. Bill Emmott ha suggerito tre virtù: pazienza, determinazione, collaborazione. Aggiungerei la fiducia, per quanto ora possa apparire difficile, tra Paesi e tra comunità: la sua rottura è la più grande vittoria che possiamo concedere all’Isis.
Per questo, serve ripartire da qui. Servono una riflessione e una azione che uniscano i popoli e le culture, intorno al comune obiettivo della sicurezza e della libertà.
Chiara

Qui è possibile leggere la newsletter completa.