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Newsletter luglio/agosto 2016

Care tutte, cari tutti,
il mese che ci lasciamo alle spalle è stato intenso, a tratti preoccupante e doloroso, sia in chiave di politica nazionale che internazionale.
Qualcuno ha fatto una similitudine con l’estate di quindici anni fa: era il 2001 quando a Genova i temi con cui, tra dubbi e scontri, si apriva il nuovo millennio si chiamavano globalizzazione, neoliberismo, riscaldamento globale, disuguaglianza sociale, migrazioni. Rileggendo questo elenco, non sembra passato un giorno.
Oggi, siamo qui. Viviamo in qualche senso gli esiti di fenomeni che in quel momento iniziarono a mostrarsi con più chiarezza e ai quali le classi dirigenti che si sono susseguite non sono state capaci di rispondere con efficacia. Nuovi capitoli si sono poi via via aggiunti – dal ruolo di Russia e Stati Uniti, all’indebolimento dell’Unione Europea, fino alla Brexit, alla nuova fase del terrorismo e all’incognita turca – non fanno che consegnarci un puzzle globale sempre più sminuzzato e confuso.
In questo quadro, l’Italia sta facendo la sua parte con responsabilità. Ma certamente è l’Europa che va rifondata: il richiamo ai “valori” ed alla solidarietà – tanto enunciati a parole quanto sempre più largamente smentiti nei fatti – di certo non basta più.
Molte sono quindi le battaglie che ci attendono da settembre: in qualche modo, tutte si tengono insieme. Per contrastare i pericoli che ci stanno di fronte e iniziare finalmente a voltare le pagine rimaste a lungo in sospeso, servirà l’energia e il contributo di tutti.
Un caro saluto e buona estate.
Chiara

Qui è possibile leggere la newsletter completa

Nuova legge di bilancio: non solo “stabilità” ma obiettivi

Un’unica legge di Bilancio che comprende misure legislative e risorse insieme, per poter essere più semplice, trasparente e solo macro-economica. E’ il profondo mutamento con cui cambia la “legge più importante dell’anno”.
Significa puntare sulle priorità dell’intervento pubblico (tra cui quelle del benessere, dell’equità, della sostenibilità e della parità di genere) per consentire ai cittadini di seguire, e quindi verificare, come sono impiegate le risorse pubbliche. Siamo stati abituati negli ultimi anni a confrontarci con la “legge di Stabilità”: un moloch legislativo complicatissimo e indecifrabile, che spesso ha significato indebolire i grandi obiettivi in favore di rivendicazioni localistiche o micro-settoriali. Ora il meccanismo cambia, in meglio.
Importanti soprattuto due innovazioni, che segnano per me una rivoluzione culturale: entrano a pieno titolo il BES (indicatore di Bilancio Equo e Sostenibile) e il Bilancio di Genere, per cui ogni anno si dovrà fare il punto non solo in termini finanziari, ma anche sull’impatto che le politiche finanziarie hanno sulla qualità dei servizi pubblici, dell’ambiente, dell’inclusione sociale e della partecipazione femminile.
Scompaiono poi le fantomatiche “clausole di salvaguardia” che non verranno più lasciate in eredità a chi arriva dopo.
Infine, verrà garantito il rispetto delle scelte dei cittadini su 5 e 8 per mille, mentre verrà semplificato l’accesso alle banche dati per un costante monitoraggio.
Per chi volesse approfondire, abbiamo preparato un dossier (file pdf)

Dossier su rendiconto 2013 e assestamento 2014

Qui (file pdf) è possibile consultare il dossier su “Rendiconto 2013 e assestamento 2014”.