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Intervento per il DDL Lavoro Autonomo

Finalmente ci siamo, e spero mi perdonerete un po’ di emozione.
Abbiamo approvato oggi alla Camera il ddl che estende le tutele del lavoro dipendente a due milioni di lavoratori che finora ne sono stati esclusi. Potrei parlarvi per ore di ciò che c’è dentro questa legge, dai diritti delle donne all’indennità di disoccupazione, e del lavoro immenso, profondo, che c’è alle spalle. E di chi c’era, c’è e ci sarà, a lottare da questa parte.
Oggi alla Camera ho provato a spiegare quanto tutto questo è e sarà importante per due milioni di lavoratori.
Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato e che ci hanno creduto e grazie a Davide Imola per essere stato ispiratore e maestro per tutti noi.

La Dis-Coll entra nel ddl autonomi, estesa anche ai precari della ricerca

Doppio impegno in questo mese di febbraio per la DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione per i co.co.co.: dapprima sul decreto milleproroghe, per garantirne l’estensione fino a giugno; poi sul DDL lavoro autonomo, in discussione in queste settimane in Commissione Lavoro alla Camera. – Continua a leggere
Il 23 febbraio la Camera ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto mille proroghe. Una settimana prima, al Senato, ha rischiato di essere dimenticata una norma alla quale ho lavorato molto negli ultimi anni: l’indennità di disoccupazione per i co.co.co., che non godono di nessun altra tutela in caso di licenziamento o scadenza del contratto. Grazie ai tanti richiami verso il Governo da parte mia e di colleghi del Pd, l’emendamento in proposito è stato approvato e il governo ha proposto la stabilizzazione di questo sussidio attraverso il ddl lavoro autonomo.
Il 28 febbraio, in Commissione Lavoro, abbiamo votato e approvato l’emendamento che rende stabile per sempre la DIS-COLL, e la estende ai precari della ricerca. Sul tema avevo presentato, già a maggio dell’anno scorso, una risoluzione in Commissione, che però non era mai stata calendarizzata. Sono felice che oggi si riesca a dare un sostegno anche a dottorandi, assegnisti e ricercatori che non avevano mai goduto di ammortizzatori sociali. La ricerca è lavoro, e come tale deve essere tutelata
Ecco qui un dossier con tutte le informazioni sul decreto mille proroghe (file pdf).

DDL Autonomi, Tutele e Opportunità. Incontro il 3 marzo a Savona

Appuntamento alle ore 15 venerdì 3 marzo a Savona, per discutere insieme del DDL Autonomi. Dopo tanto lavoro in Commissione, il testo sta per essere approvato dalla Camera dei Deputati.

In arrivo il Jobs Act autonomi

Il provvedimento per i lavoratori autonomi, sta concludendo l’iter iniziato in Senato. Dopodiché presto sarà alla Camera. Ovviamente, aspettiamo di vedere il testo definitivo licenziato da Palazzo Madama, ma credo che sarà importante continuare anche a Montecitorio la limatura del testo e il confronto con le associazioni rappresentative di questo mondo. Obiettivo: migliorare ulteriormente le norme, perché siano davvero rispondenti alle necessità e aumentino concretamente tutele.Questo lavoro, necessariamente, dovrà incrociarsi con il percorso della legge di Bilancio nella quale è confermato che ci saranno importanti interventi sul piano fiscale.
Tra questi, per i professionisti senza Cassa ci potrebbe essere finalmente la riduzione dell’aliquota Inps che da tempo chiediamo, e che potrebbe passare dal 27% al 25 per cento. Dall’altro lato, si dovrebbe innalzare la quota di contribuzione dedicata alle spese assistenziali come malattia e maternità. In questo modo, quindi, si rafforzerebbe la parte legata alle prestazioni di assistenza. Altre misure per le imprese individuali sono state ipotizzate in questi giorni: le analizzeremo nel dettaglio quando il quadro sarà definitivo. Ciò che conta (e per cui personalmente mi impegnerò nella discussione parlamentare) è che il complesso delle norme risulti alla fine equilibrato e promuova questa importante parte di lavoro.

Confronto a Milano con l’ex ministro Sacconi. Autonomi: sciogliere il nodo previdenza

Lo scorso 18 aprile, a Milano sono stata ospite del convegno dell’associazione professionale APCO per parlare delle misure di equità e competitività per i professionisti, al servizio dell’economia della conoscenza. Tra gli altri, mi sono confrontata con il presidente della Commissione Lavoro del Senato ed ex Ministro, Maurizio Sacconi. E’ stata l’occasione per tornare su quello che considero in questo momento il punto centrale: la previdenza.
Vanno bene infatti i ragionamenti per la flessibilità in uscita dei dipendenti, indispensabile per  assicurare sostenibilità e turn over. Bene anche il chiarimento del Governo sulla reversibilità, che non verra’ toccata. Ma ricordiamoci che le pensioni non sono solo questo: ci sono anche gli autonomi che, per la loro previdenza, attendono segnali altrettanto forti. Alcuni, per fortuna, stanno arrivando. Il sottosegretario Nannicini ha recentemente aperto alla possibilità di abbassare l’aliquota contributiva della gestione separata, andando oltre al solo blocco. Una linea che da tempo portiamo avanti, e per questo va promossa e sostenuta: alcuni di noi hanno proposto di scendere al 24%, a livello degli altri autonomi, con la libertà dei singoli di effettuare versamenti maggiorati. Ora e’ importante continuare il confronto, ma le basi ci sono. Solo cosi’ l’intervento sulle pensioni potrà guardare davvero a tutto il mondo del lavoro, senza figli di un dio minore.

11/04 a Padova: le nuove tutele per gli autonomi

padova1104

Lunedì sarò a Padova (ore 20.45 in sala Paladin in Municipio) insieme al Pd cittadino e alle colleghe deputate Vanessa Camani e Gessica Rostellato e al portavoce di Alta Partecipazione Andrea Dili. Parleremo insieme delle nuove tutele per gli autonomi e del futuro di questi lavoratori. Vi aspetto!

Ddl autonomi: sciogliere il nodo della previdenza

(ANSA) – ROMA, 5 APR – “In questi giorni, le pensioni sono giustamente al centro dell’attenzione. Per affrontare i problemi con lungimiranza, occorre che il lavoro autonomo sia il secondo fuoco del ragionamento”. Cosi’ Chiara Gribaudo, vicecapogruppo Pd a Montecitorio. “Per rispondere alle istanze di questo mondo – spiega – il Ddl collegato alla Stabilita’ attualmente al Senato e’ un ottimo punto di partenza. Ma, se si vuole cogliere davvero l’opportunita’ di migliorare le condizioni di lavoro e di vita di quasi 2,5 milioni di persone, alcune norme possono essere migliorate. Soprattutto, occorre sciogliere il nodo previdenziale. In primo luogo, e’ utile chiarire che il diritto ai congedi parentali sia riconosciuto anche ai papa’, oltre che alle mamme, e aggiungere che l’equiparazione della degenza domiciliare a quella ospedaliera si applichi a tutte le malattie gravi e non soltanto a quelle oncologiche”. “Ma soprattutto – prosegue – occorre un intervento deciso sul regime previdenziale dei professionisti, tanto sulla gestione separata INPS come sulle casse di previdenza private. Sulla prima, possiamo finalmente andare oltre al semplice blocco dell’aumento dell’aliquota contributiva al 33% e avviare la riduzione progressiva al 24%, lasciando liberta’ ai singoli di effettuare versamenti volontari maggiorati. Sugli enti previdenziali privati, invece, va finalmente superato l’odioso meccanismo della ‘doppia tassazione’, liberando cosi’ risorse da destinare a misure di welfare specifiche per le esigenze dei professionisti.” “Il Governo, con il Sottosegretario Tommaso Nannicini, si e’ gia’ dimostrato sensibile e aperto al dialogo. Sono certa che il buon lavoro svolto sin qui possa continuare”, ha concluso.

Newsletter febbraio 2016

Care tutte, cari tutti,
Guido Regeni era un ragazzo di 28 anni che studiava per capire il mondo e scriveva per denunciare le sue ingiustizie. Era a Il Cairo per questo.
In questi giorni, ho riletto il semplice e toccante appello che la sua migliore amica egiziana, Noura Wahby scriveva su Facebook il 1° febbraio, quando ancora nulla si sapeva della sua sorte: “Era mia guida a Cambridge. Avrei dovuto essere la sua guida al Cairo. Ho avuto modo di guardare la mia amata città attraverso i suoi occhi.
Aveva amici. E aveva contatti, come chiunque voglia andare a fondo delle questioni e non fermarsi alla superficie ufficiale. Parlava con molti giovani come lui, membri delle opposizioni al regime, orfani di piazza Tahir. Non lontano da lì, è scomparso. Forse anche questo ha un significato, tra le ragioni della sua orribile morte.
L’unica cosa certa, per ora, sono le torture, che hanno lasciato in “indicibili condizioni” il corpo di un giovane intelligente e curioso.
Dopo il rientro della salma e i composti funerali, si aprono ora a due rischi noti: da una parte, quello di richiudersi nel genere letterario della “spy story” e dall’alta quello di liquidare quanto accaduto con un “se l’è andata a cercare” già sentito altre volte. In entrambi i casi, a rimanere sullo sfondo sarebbe la valenza politica che una simile vicenda invece avrebbe il dovere di sollevare.
La morte violenta di Giulio Regeni già ci insegna qualche cosa – notava amaramente Alberto Negri sul Sole 24 Ore – C’è un Egitto che non si è arreso agli islamisti ma non si vuole arrendere neppure alle derive autoritarie del generale Abdel Fattah al-Sisi.” Era quello che cercava di raccontare dal di dentro Giulio. Ed è una consapevolezza che non si dovrebbe estromettere dalla richiesta della verità. Tanto più mentre siamo coinvolti in una guerra al terrorismo i cui confini ed alleati – come dimostra questo caso, o gli ultimi fatti in Siria – rischiano di essere ancora una volta sfumati e contraddittori.
Già in passato le ambiguità e timidezze dei paesi occidentali hanno minato la loro credibilità, nell’essere interlocutori dei movimenti democratici. Nel frattempo, le primavere arabe sono sbocciate e in qualche caso sfiorite verso l’autunno.
Posto che, come sembra, nell’uccisione brutale di Regeni ci sarebbe l’inconfessabile coinvolgimento dei servizi di sicurezza egiziani, l’Italia deve alzare la posta con il presidente Al-Sisi, chiedendo piena chiarezza sulle responsabilità, anche al prezzo di qualche imbarazzo. Abbiamo fin troppa memoria di quell’Europa che nel Vicinato diceva di essere paladina della “società civile” ma firmava accordi con i dittatori.
Non cancelleremo il dolore di un ragazzo né della sua famiglia. Ma questo è un impegno di discontinuità col passato e di coerenza con i valori che affermiamo, oltre che di giustizia e di lungimiranza, a cui non ci si può sottrarre.
Chiara

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