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Due buone notizie per il latte e i prodotti di montagna

In queste settimane ci sono state due novità importanti per gli allevatori della nostra terra, e in generale per l’agroalimentare. La prima è stata la sentenza della Corte di Giustizia europea che ha stabilito che “I prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale”.
Presto dunque le etichette di questi alimenti dovranno essere cambiate, a tutela del consumatore e delle proprietà nutritive che a questa parola vengono attribuite, tipiche dei prodotti lattiero caseari. Ne parlo più approfonditamente qui [articolo TargatoCN].
L’altra è il decreto su cui il Ministero dell’Agricoltura e le Regioni hanno trovato un accordo qualche giorno fa, per dare la possibilità di scrivere nell’etichetta il marchio “prodotto di montagna”. Si tratta di un ulteriore modo per valorizzare l’agroalimentare delle nostre terre, e vale sia per il prodotto al naturale che per quello trasformato, se si rispettano determinati parametri. Un altro buon esempio che premia i nostri allevatori e agricoltori per il loro impegno nelle terre montane.

Una legge per i giovani avvocati “sanspapier”

Dopo la legge 81 per i lavoratori autonomi, il 28 giugno alla Camera abbiamo presentato una proposta che prosegue sulla strada dell’estensione delle tutele e dei diritti a tutti i lavoratori. Si tratta di prevedere la compatibilità della professione di avvocato con il lavoro dipendente, per mettere fine a una situazione di grande difficoltà dei giovani avvocati costretti a lavorare a partita IVA negli studi legali altrui, fatturando poco o niente, senza i diritti del lavoro dipendente e senza i pregi del lavoro autonomo. Non esistono altre categorie professionali in Italia per cui il lavoro dipendente sia vietato, e non esiste nemmeno nei paesi europei più vicini al nostro sistema giuridico.
Sono 84.000 gli avvocati italiani che a causa di questo meccanismo dichiarano meno di 10.000 € all’anno. Sono spesso giovani e giovanissimi, che dopo un lungo percorso di studi si ritrovano in un panorama lavorativo ingessato e che mette, questo sì, a rischio la loro indipendenza, a partire da quella economica.
La nostra proposta di legge, costruita con tante associazioni, vuole essere il punto di partenza per un dibattito parlamentare che raccolga tutti i punti di vista. Dopo la conferenza stampa ho già letto tanti commenti positivi e trasversali: lavoreremo tutti insieme per riuscire a discutere il testo il prima possibile.

Newsletter aprile/maggio 2017

Care e cari,
aprile e maggio sono stati due mesi impegnativi, belli ed intensi.
Come sempre ho partecipato alle due ricorrenze, per me le più significative ed importanti, del 25 aprile e del Primo Maggio, ma voglio anche ricordare un momento importante per la comunità tutta del Partito Democratico, ovvero le primarie, con la scelta del nuovo segretario. Con quasi due milioni di votanti, e una maggioranza del 70%, Matteo Renzi è stato riconfermato alla guida del partito. Vorrei ringraziare ancora le migliaia di militanti che in tutta Italia hanno reso possibile questa giornata: contro chi non può fare a meno di parlare di noi per nascondere le sue debolezze, abbiamo risposto con il nostro popolo.
Sono stati due mesi in cui la politica ha visto anche cambiare in senso positivo il percorso, per me imprescindibile, di una diversa idea di Unione Europea con la vittoria di Emmanuel Macron in Francia contro Marine Le Pen, a dimostrazione che i populismi si possono battere quando si crea una nuova speranza.
In Italia, poi, abbiamo approvato il DDL per il lavoro autonomo non imprenditoriale, che estende diritti a 2 milioni di lavoratori. Non vi nascondo una grande soddisfazione anche personale per non aver mai smesso di lavorare per questo importantissimo provvedimento. Trovate sotto una sintesi e una riflessione.
Non mancano però le notizie negative, che non voglio nascondere.
Drammaticamente tengono insieme le più grandi questioni del nostro tempo: il terrorismo e il tema delle migrazioni. Parto da Manchester ma arrivo a Cuneo, dove abbiamo assistito ad una pagina che va tutta approfondita con delicatezza ma che non può essere rimossa. Da un lato una comunità che reagisce ad una scelta, che non hanno sentito condivisa ma dall’altro con un gesto che non possiamo far finta di non vedere… Sono state scritte parole terribili e mi ha colpito davvero molto scoprire che gli autori potrebbero essere stati tre ragazzi di vent’anni.
La nostra è una terra solidale, aperta nei secoli a quanti fuggivano dalle guerre più diverse, e che porta su di sé le ferite dell’odio fra i popoli. Se sono i più giovani a non esserne consapevoli o a dimenticarlo, significa che abbiamo da fare molto più lavoro di quanto credessimo. E molto diverso da quello di chi coltiva la memoria nei salotti, o che crede di rifondare la sinistra col mugugno e l’intellettualismo. Non banalizziamo e non colpevolizziamo, ma è evidente che c’è una profonda battaglia culturale ancora tutta da fare. Per questo vi saluto con l’immagine del medico cuneese, il Dottor Corrado Lauro, che ha reagito esercitando il suo pensiero, come chi non rinuncia all’idea di un mondo diverso. Continuiamo a sforzarci di costruirlo insieme.
Chiara

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Dalla testimonianza di Padre Jeannot Mandefu, un appello per la pace

Dopo l’appello di Padre Jeannot Mandefu, il sacerdote della Repubblica Democratica del Congo che ha trascorso tanti anni nel nostro territorio e in particolare a Fossano, ho deciso di portare in Parlamento le violenze che stanno scuotendo il paese africano.
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Stati generali della cultura del cuneese

Venerdì 7 aprile, presso la sala del Cinema Monviso di Cuneo, è stato presentato il Manifesto degli Stati Generali della Cultura del Cuneese.
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Lavoratori dello spettacolo, interrogazione alla Camera. Il rapporto “Vita da artisti”

La situazione dei lavoratori dello spettacolo, la cui cassa previdenziale è stata assorbita da INPS nel 2012, è molto complessa. Il loro è un lavoro precario per definizione, e mancano di tante importanti tutele rispetto al ruolo fondamentale di diffusori della cultura italiana. Sono stata alla presentazione del rapporto sulla loro condizione “Vita da Artisti” [leggi] e col collega Tonino Moscatt ho presentato un’interrogazione alla Camera.
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Fra Turchia e libertà di stampa

Il 24 aprile Gabriele Del Grande, il giornalista italiano tra i registi del docu-film “Io sto con la sposa”, è stato liberato dopo oltre 10 giorni di detenzione illegale in Turchia, grazie ad un ottimo lavoro del Ministero degli Esteri. Arrestato senza capi d’accusa, è stato tenuto in carcere solo perché voleva recarsi a documentare le condizioni dei migranti che attraversano il confine siriano per fuggire dalla guerra, e negli ultimi giorni per protesta Gabriele aveva iniziato uno sciopero della fame.
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