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Newsletter giugno 2016

Care tutte, cari tutti,
stavo preparando questa introduzione ragionando sugli esiti del voto amministrativo, quando sono arrivate le immagini drammatiche dagli Stati Uniti. Più in basso, trovate qualche riflessione in vista dei ballottaggi, ma credo che oggi siano questi i fatti più urgenti e profondi su cui interrogarci.
Non so se, come scriveva Cesare Pavese, si odiano gli altri perché si odia se stessi.
Sta di fatto che la violenza animata (qualche volta accresciuta, qualche altra camuffata) da ragioni religiose o di genere, sembra non avere più confini.
Questa volta, ad Orlando in Florida, è toccato al popolo lgbt: 50 morti e 53 feriti nella notte tra domenica e lunedì. Un orrore la cui spiegazione solo in parte può essere trovata dietro il cappuccio nero del lontano Stato Islamico.
Ogni semplificazione, di fronte ad una simile tragedia, potrebbe nascondere una parziale autoassoluzione, rimandando altrove responsabilità che sono anche qui. Rischieremmo così di non combattere fino in fondo i nostri nemici.
Il fanatismo religioso e gli obiettivi della politica fondamentalista, possono infatti agganciare proseliti ed armare la mano dei cosiddetti “lupi solitari” (figli dell’Occidente, come dimostrano le loro biografie) perché trovano da noi un humus sempre più diffuso su cui nascere, crescere ed alimentarsi: quell’incomprensione delle differenze che si trasforma in rifiuto e, in qualche caso, desiderio di annientamento.
Le violenze e le discriminazioni si tengono sempre insieme: le une alimentano le altre, creando una spirale intorno all’idea perversa secondo cui è possibile impedire ad un altro individuo di vivere liberamente la propria identità.
Omosessuali, donne, immigrati, disabili… anche in Italia, sono questi i gruppi oggetto di continui messaggi aggressivi e discriminatori secondo la Mappa dell’Intolleranza (disegnata da Vox in collaborazione con le università di Milano, Roma e Bari).
I semi dell’odio vanno allora contrastati tutti insieme, o non saranno mai davvero estirpati per nessuno.
Ecco perché, oltre a perseguire i criminali, è agendo sulla nostra stessa società, nelle sacche della diseguaglianza e del pregiudizio, che ognuno di noi può aiutare a combattere questa malattia. Sapendo che è nel sottobosco di omertà e connivenza che spesso si nasconde e si nutre la violenza, prima di esplodere.
Chiara

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Referendum e ANPI: stiamo al merito e difendiamo il pluralismo 

Recentemente, sono stata sollecitata da un settimanale a fare alcune riflessioni, visto l’inasprirsi anche a livello locale del dibattito intorno al referendum costituzionale e alla posizione dell’ANPI, in particolare del provinciale di Cuneo. Moderazione nei toni, merito nelle argomentazioni e garanzia di pluralismo sono a mio giudizio le parole chiave per rendere questo confronto un passaggio storico e positivo, quale che sia il risultato. Io voterò sì, con numerose ragioni. Leggi tutto

Sulle polemiche referendarie

Sono giorni che cerco le parole giuste. Leggo frasi, commenti, reazioni, contro-reazioni… So che molti, come me, stanno facendo una scelta davvero controcorrente in questo momento: il silenzio. Non però di rinuncia, di rassegnazione o, peggio ancora, per fatalità. Io per prima credo di avere molto da dire: sia su quanto ho votato in Parlamento sia su quanto riguarda l’Anpi, dove sento le radici del mio impegno politico. Il silenzio di cui parlo è quello di attesa: come quando – senza arretrare, nè spazientirsi – si aspetta che chi esagera da entrambe le parti esaurisca il fiato e, dopo le urla, possano tornare a sentirsi gli argomenti. Accettando, beninteso, la possibilità che siano differenti: ma convinti che siano tutti ugualmente legittimi e sinceri.

Proprio questo è ciò che rischia di rimanere sepolto e zittito, sotto il montare dei Decibel. Eppure, proprio lì sta il primo insegnamento che ho avuto la fortuna di raccogliere dalle donne e dagli uomini che, dopo aver combattuto chi pretendeva di portare verità totali, negli anni successivi sono stati sentinelle irriducibili del rispetto reciproco e promotori tenaci del dibattito democratico.

Da loro ho appreso che tutte le tifoserie dividono, chiudono, semplificano e distraggono. E’ nelle curve da stadio che – ribaltando le parole di un compagno che non c’è più – si smette di imparare da tutti, e si rimane solamente a copiare da qualcuno.

Grazie a questi maestri e maestre ho imparato a lasciar scorrere i posizionamenti in superficie, ma ad andare a cercare le ragioni in profondità.
Ora, sento che l’unico modo per noi di non disperdere questo lascito e per trasmetterlo a nostra volta chi viene dopo, sia quello di assumerci ognuno la piena responsabilità delle nostre azioni e delle nostre convinzioni, senza più rimandarle a qualcun altro. Dichiariamoci “adulti”: ognuno – anche io – con la sua storia e il suo percorso, dialogando finalmente come tali. Ho trovato la stessa esigenza nelle parole di Michele Serra, sull’Amaca di ieri 24 maggio, che vi invito a rileggere e che volentieri faccio mie.

Con Marisa Ombra, Staffetta partigiana e vice presidente nazionale ANPI

2015.04.21_MarisaOmbra

Terrà lei l’orazione ufficiale a Torino il 25 aprile.
L’ho conosciuta anni fa ed ho avuto l’onore di presentare il suo libro anni fa alla festa dell’ANPI.
Donna dolce ma severa ferma ed appassionata. Per me un esempio.

Partigiani alla Camera per le celebrazioni del 70°, tra cui una delegazione monregalese, insieme a loro gli On. Gribaudo, Taricco e viceministro Olivero

2015.04.16_partigianicamera

La mattina del 16 nell’Aula di Montecitorio decine di partigiani si sono seduti accanto a noi per aprire le celebrazioni del 70° anniversario Liberazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella, e dei presidenti di Camera e Senato. Tra di loro, c’era anche una delegazione della provincia di Cuneo, proveniente da Mondovì. E’ stato davvero uno dei momenti più significativi e, per me, più emozionanti di questi due anni. Il significato di questa celebrazione e della presenza dei partigiani qui, al fianco di chi oggi è chiamato a raccogliere la loro importante eredità con responsabilità ed onore, è chiaro: quest’Aula, quello che rappresenta insieme alle altre Istituzioni repubblicane, esiste grazie a loro e grazie al sacrificio dei molti che hanno combattuto anche a prezzo della vita per la democrazia e la libertà. E’ casa loro. Come lo è per tutti i cittadini che sanno il valore di ciò che hanno conquistato per noi, e quanto questo non vada mai dato per scontato. Oggi serve allora raccogliere tutti insieme il loro testimone e far camminare i valori che ci hanno insegnato su gambe sempre nuove e forti.

(Nella foto della delegazione: Dalmasso Carlo; Fulcheri Paolo; Mauro Pettini, presidente sezione Mondovì e vice Presidente provinciale ANPI)

A Mondovì la commemorazione delle Fosse Ardeatine

Lo scorso 31 marzo si è tenuta a Mondovì la commemorazione di una delle stragi più atroci e rappresentative della barbarie nazi-fascista nella Seconda Guerra Mondiale: quella delle Fosse Ardeatine. Tra le vittime, anche il nostro conterraneo il col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo. Nel rispondere all’invito degli organizzatori a partecipare, ho voluto portare anche la vicinanza e la presenza della Camera dei Deputati in questo ricordo.

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