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Arrivano i rimborsi per i danni del vento del 6 marzo

Il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha accolto la richiesta della Regione Piemonte dello stato di eccezionalità per i forti venti che avevano colpito i comuni di Boves, Cervasca, Chiusa Pesio e Peveragno il sei marzo scorso.
Avevo supportato la lettera della Giunta regionale con un’interrogazione parlamentare al Ministro, sottoscritta da diversi deputati piemontesi del PD. Dichiarando lo stato di eccezionalità sarà possibile accedere al Fondo Nazionale di Solidarietà e la Regione potrà iniziare a rimborsare le aziende agricole per i danni subiti.
Negli ultimi 6 mesi, tra alluvione, vento e gelate, la nostra agricoltura è stata colpita davvero duramente dagli eventi atmosferici, e oggi la siccità mette di nuovo a dura prova le colture cuneesi. È per questo che al Ministero non abbiamo chiesto soltanto di rispondere in tempi brevi alla richiesta della Regione  ma anche di intervenire per costruire meccanismi strutturali di prevenzione e intervento rapido di fronte agli effetti del cambiamento climatico, che mette a rischio un intero settore e i suoi lavoratori. La dichiarazione dello stato di eccezionalità è una buona notizia, ma occorre lavorare tenendo conto che questi eventi sono sempre più frequenti.

Due buone notizie per il latte e i prodotti di montagna

In queste settimane ci sono state due novità importanti per gli allevatori della nostra terra, e in generale per l’agroalimentare. La prima è stata la sentenza della Corte di Giustizia europea che ha stabilito che “I prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale”.
Presto dunque le etichette di questi alimenti dovranno essere cambiate, a tutela del consumatore e delle proprietà nutritive che a questa parola vengono attribuite, tipiche dei prodotti lattiero caseari. Ne parlo più approfonditamente qui [articolo TargatoCN].
L’altra è il decreto su cui il Ministero dell’Agricoltura e le Regioni hanno trovato un accordo qualche giorno fa, per dare la possibilità di scrivere nell’etichetta il marchio “prodotto di montagna”. Si tratta di un ulteriore modo per valorizzare l’agroalimentare delle nostre terre, e vale sia per il prodotto al naturale che per quello trasformato, se si rispettano determinati parametri. Un altro buon esempio che premia i nostri allevatori e agricoltori per il loro impegno nelle terre montane.

Alluvione, venti e gelate: interrogazione al Ministro Martina per i rimborsi alle aziende agricole

Oggi, assieme ad altri deputati e deputate piemontesi del PD, ho presentato un’interrogazione al Ministro Martina per chiedere quando verranno erogati i fondi per aiutare l’agricoltura della nostra regione, colpita negli ultimi sei mesi da una serie di eventi atmosferici eccezionali che hanno danneggiato molte strutture e messo a rischio i raccolti di tante coltivazioni

Prima l’alluvione a novembre, poi il vento a 134 km orari del 6 marzo, infine le gelate di aprile: le aziende agricole piemontesi hanno bisogno di ricevere quanto prima i rimborsi dei danni provocati da questi eventi eccezionali. Per l’alluvione lo stato di eccezionalità è già stato dichiarato dal Ministero, con una stima della Regione di 47 milioni di danni, ma siamo ancora in attesa del riparto del Fondo di Solidarietà nazionale. Anche per i venti la Giunta ha chiesto lo stato di eccezionalità, certificando 306 mila euro di danni nei comuni di  Boves, Cervasca, Chiusa Pesio e Peveragno, ed è in attesa di risposta.

E per le gelate, che hanno coinvolto tutto il paese la stima è ancora in corso, ma le notizie che arrivano dai campi ci parlano della perdita di interi raccolti, per cui lo Stato dovrà certamente venire incontro agli agricoltori per evitare un annus horribilis per l’intero settore.

I cambiamenti climatici hanno moltiplicato gli eventi atmosferici come questi, che sempre più frequentemente mettono a rischio la nostra agricoltura. Occorre prenderne atto rafforzando sia la prevenzione, così difficile in questi casi, sia i meccanismi di risposta e di supporto per lavoratori e imprenditori agricoli, che rappresentano un’eccellenza per l’economia piemontese ed italiana. Anche su questo, e sul necessario rafforzamento dei fondi loro dedicati, chiediamo al Ministro Martina quali siano i piani per il futuro.

L’Italia per l’agricoltura biologica

Alla Camera abbiamo approvato il disegno di legge per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola a agroalimentare con metodo biologico.
Si tratta di disciplinare un settore in grande crescita della nostra agricoltura, che aveva bisogno di un quadro di regole certe che permettano alle aziende che investono nel biologico di venire premiate per la qualità dei loro prodotti. Filiera, certificazione, controllo, distretti biologici, ricerca, divieti per gli OGM: tanti punti che andranno incontro al lavoro delle aziende agricole, specie di quelle medie e a carattere familiare. La nostra terra è preziosa, e con questa legge ce ne prendiamo cura.
Dossier

DL fiscale, i miei emendamenti

Oggi ho depositato gli emendamenti al decreto fiscale. Un pacchetto che tiene insieme sia questioni legate alla mia attività in commissione lavoro sia ai problemi del territorio.

Il primo tema che ho scelto di affrontare è quello delle nuove norme per la comunicazione trimestrale delle fatture all’Agenzia delle Entrate: un ulteriore onere burocratico che non possiamo far arrivare sulle spalle delle partite iva. Cercare di combattere l’evasione introducendo sempre nuovi adempimenti fiscali non funziona: ce lo ha detto pochi giorni fa anche la Banca Mondiale, nel suo rapporto per la competitività. Per lo stesso motivo abbiamo rimodulato e semplificato anche il regime delle sanzioni, e cercheremo invece di estendere ad una platea più vasta un maggiore credito d’imposta per l’adeguamento tecnologico, passando da 100 a 500 euro.

Non possiamo pensare di approvare il DDL autonomi ora al Senato e poi mortificare gli autonomi con altra burocrazia: continuo a credere che la lotta all’evasione fiscale si faccia a fianco dei contribuenti, prima che dall’alto.

Ho voluto poi riproporre l’attenzione sui piccoli birrifici artigianali una delle realtà imprenditoriali più dinamiche in Italia, come dimostra anche bene la provincia di Cuneo: il nostro territorio è un esempio, tra l’altro, proprio dell’importante valore di filiera che genera, partendo dall’agricoltura per arrivare alla trasformazione. Ebbene, queste realtà risultano però bloccate dalle accise sulla birra più alte d’Europa. Con l’emendamento che ho presentato si chiede di rimodularle, per renderli competitivi sul mercato nazionale ed europeo e favorire lo sviluppo della filiera brassicola. I tessuti produttivi come questo rappresentano lo spirito e la qualità del made in Italy: quando la normativa europea ce lo permette, come in questo caso, dobbiamo fare di tutto per difenderli e premiarli.

Infine, ho rinnovato il mio impegno per trovare una soluzione all’annosa questione dei rimborsi alle aziende piemontesi colpite dall’alluvione del 1994. Ora, su queste questioni, la palla passa al Governo. Specie su queste ultime, sono certa che ci sarà sensibilità da parte dei rappresentanti cuneesi nell’Esecutivo. Confido ci sarà lavoro di squadra.

Testo unico del vino, i contenuti

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura un testo unificato sul vino. Un provvedimento molto atteso da questo mondo, che in Italia genera quasi 9,5 miliardi
di fatturato solo dalla vendita e dà occupazione a 1,25 milioni di persone. Ecco le novità in un dossier

Newsletter aprile/maggio 2016

Care tutte, cari tutti,
Londra – capitale del Regno Unito che discute la “Brexit” – ha scelto come sindaco Sadiq Khan, volto nuovo di una civiltà europea cosmopolita e aperta che risponde alla paura e al fanatismo con la ricchezza dell’integrazione. Una dimostrazione di lungimiranza politica, in un momento molto delicato per il paese e per l’Europa, da leggere con attenzione anche di qua dalla Manica.
Nel frattempo – passando da un canale ad un passo alpino – il Brennero è diventato il teatro di un nuovo aspro confronto all’interno del Vecchio Continente (oltre che il nuovo scenario per le “passerelle” di politici nostrani).
Lungo uno dei confini più sintomatici degli ultimi secoli nella storia nazionale ed europea – uno di quelli che l’unione di Schengen aveva provato a cucire – da qualche settimana “si tagliano i guardrail”.
Lo scopo? Erigere una barriera: non si capisce bene se per quelli che arrivano da fuori (i migranti in fuga) o da dentro (la destra xenofoba che, dopo aver stravinto il primo turno delle presidenziali, ora incalza tutti).
Qualcuno l’ha definita solo campagna elettorale. Sta di fatto che gli effetti si sono fatti sentire più fuori che dentro le urne: nel duro botta e risposta fra i governi italiano ed austriaco, nei recenti  scontri tra manifestanti e polizia, fino alle ultime dimissioni del cancelliere Faymann che hanno dimostrato una volta di più come, gli elettori non premiano mai la copia… scelgono l’originale.
La recente escalation anti-immigrati di Governo e Parlamento non ha infatti arrestato l’avanzata dell’estrema destra di Norbert Hofer, che si è imposto al primo turno delle presidenziali con oltre il 16% di distacco sul candidato dei Verdi. Socialdemocratici e popolari, che governano l’Austria dal dopoguerra, sono entrambi esclusi dal ballottaggio di fine mese, precipitati all’11 per cento.
Una vicenda che mostra quanto possa essere rapida e violenta la crescita delle forze anti-sistema, se non affrontata innanzitutto sul terreno della cultura politica, prima ancora che su quello delle riforme.
Due lezioni, quella londinese e quella altoatesina, che credo debbano insegnare molto a molti. Anche da noi.
Chiara

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A Bologna protagonista la nuova “generazione agricola”

In trasferta a Bologna, sono intervenuta alla giornata organizzata dal Forum Nazionale Agricoltura del PD sulla nuova “generazione agricola”. Una giornata densa di appuntamenti, chiusa dagli ministri Orlando e Martina. Abbiamo parlato, tra le altre cose, di digital food e contadini 3.0: quelli che stanno reinventando il concetto di azienda agricola usando le tecnologie e il digitale per far crescere le agri-startup. Un pezzo importante del cambiamento degli stili di produzione e di consumo, come del futuro dell’alimentazione e della nostra qualità di vita passa oggi dal loro lavoro. Leggi tutto