Sviluppo della mobilità ciclistica

La quantità di tempo che gli italiani dedicano a spostarsi nelle città è esorbitante. Si
calcola che ogni cittadino italiano dedica a spostarsi dentro le città più o meno cinque
anni della propria esistenza.
È dunque importante riuscire a intervenire sulla mobilità urbana, fare in modo che
questa sia riconvertita in una versione più moderna e più efficiente. Con questo progetto
di legge in primo luogo si riordinano le competenze allo Stato italiano, competenze che
in parte esistevano, ma in maniera disarticolata. Spetterà al Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti sviluppare la pianificazione e occuparsi stabilmente di questa materia.
Vengono stabilite anche le competenze di Regioni, Province, Città metropolitane e
Comuni.

La Camera ha approvato il 14 novembre 2017 un provvedimento in cui si definiscono i
due principali settori di applicazione della mobilità ciclistica, il primo riguarda la mobilità
quotidiana, quella degli users, quella dei cittadini che ogni giorno si muovono. L’altro
filone è quello che interviene sul territorio italiano definendo per la prima volta una rete,
che copre l’intero territorio, di più o meno 16 mila chilometri di “ciclovie”, parola nuova,
che rappresenta appunto un itinerario cicloviario, ma non necessariamente una pista
ciclabile, un itinerario per le biciclette che percorre tutto il Paese, prevalentemente con
finalità turistiche. Lo Stato assume il compito di realizzare la Rete cicloviaria italiana,
che si definisce con questa legge Bicitalia, e che non è altro che l’estensione nel nostro
Paese della rete cicloviaria Eurovelo1.

 

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