Piccoli comuni: unanimità sulla legge

La Camera ha approvato la legge per i comuni sotto i 5000 abitanti. Con un importante lavoro di tutti, il provvedimento è passato in aula all’unanimità. Un’opportunità per tutto il Paese per un’idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, coniugando storia, cultura e saperi tradizionali con l’innovazione, le nuove tecnologie e la green economy.
Per approfondire abbiamo preparato un dossier. (file pdf)


Tra le misure principali:

  • diffusione della banda larga e misure di sostegno per l’artigianato digitale;
  • semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione in alberghi diffusi;
  • interventi di  manutenzione del territorio con priorità per la  tutela dell’ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico;
  • messa in sicurezza di strade e scuole e interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico;
  • acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono;
  • possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo;
  • realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici e di mobilità dolce;
  • possibilità di acquisire di binari dismessi e non recuperabili all’esercizio ferroviario, da utilizzare come piste ciclabili;.
  • dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, possibilità per i centri in cui non ci sono uffici postali di pagare  bollette e conti correnti presso gli esercizi commerciali;
  • facoltà di istituire, anche in forma associata, centri multifunzionali per la fornitura di una pluralità di servizi, in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e sicurezza, nonché per attività di volontariato e culturali;
  • interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei piccoli comuni;
  • promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta e del loro utilizzo anche nella ristorazione collettiva pubblica.

Ricordo che per le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023.

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