La “Metrogranda” si mette sui binari: presentato lo studio

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Finalmente la fase di studio è finita e c’è stata la restituzione dei risultati del progetto MetroGranda, finanziato da Fondazione CRC e dagli enti locali, che come ricorderete ho seguito fin dalla sua genesi. Ora ci sono numeri e scenari, dai quelli più immediati ai più impegnativi, su cui si è quindi già potuto avviare un confronto tra amministratori e categorie del territorio.
Intervenendo su un settimanale, ho voluto dare il mio contributo al dibattito che ora, credo, debba continuare. [leggi]
I ricercatori del Politecnico di Torino (arch.Marco Barbieri, arch.Mattia Giusiano e ing. Nicola Coviello coordinati dal prof.Antonio De Rossi) dopo più di due anni di analisi, hanno potuto dettagliare quella che già era nata  come una suggestione lungimirante ed innovativa.
Di segno positivo, è stata l’introduzione del presidente Giandomenico Genta che ha rilanciato l’attenzione e l’interesse della Fondazione sul proseguimento di una riflessione potenzialmente d’esempio anche per altri territori, ma soprattuto funzionale allo sviluppo del nostro in chiave economica, sociale e turistica.
Dalla successiva tavola rotonda – aperta dall’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco, a cui hanno partecipato sindaci finanziatori e rappresentanze del settore – sono arrivati molti impulsi a lavorare in questa direzione. Da tutti è giunto lo stimolo a cogliere gli elementi emersi dallo studio come base per far avanzare soluzioni concrete ed presto operative. Obiettivo: costruire nel cuneese una mobilità più integrata tra ferro e gomma che sia in definitiva più fruibile, incisiva ed inclusiva a vantaggio di cittadini e imprese del territorio. Su queste basi, ognuno per la propria parte, sarà ora importante non arrestare il confronto politico e strategico intorno alle implementazioni ora immaginabili.
La “MetroGranda”, dalla prima immagine ad oggi, è molto maturata. Ha acquisito più consapevolezza dei punti di forza e di debolezza. Sui punti di forza, emersi chiaramente nella “tratta ovest”, io credo che valga la pena avere coraggio.
In attesa dei prossimi passi, quindi, complimenti a chi ha lavorato e un ringraziamento a chi ha sostenuto.

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