Jobs Act, decreto semplificazioni e pari opportunità: ok con osservazioni al Governo su disabili e controlli a distanza

La Commissione lavoro della Camera ha espresso parere favorevole sul decreto attuativo del Jobs Act per le semplificazioni e pari opportunità. Formulando un giudizio sostanzialmente positivo, abbiamo suggerito al Governo di rivedere alcune parti del provvedimento, proprio al fine di migliorarne la formulazione e l’efficacia, specie per il collocamento mirato delle persone con disabilità (chiamata nominativa sotto i 50 dipendenti per favorire un vero inserimento lavorativo) e dei controlli a distanza (no all’uso di impianti audiovideo, sui nuovi impianti fondamentale l’informazione dei lavoratori).
Sul tema della disabilità, per chi fosse interessato, qui una mia intervista per superabile.it
Nel primo caso abbiamo proposto di valutare la generalizzazione delle assunzioni con convenzioni o chiamata nominativa previste dalla legge 68/99 per i datori fino ai 50 dipendenti, mantenendo la chiamata numerica oltre questa soglia dimensionale. L’idea è che, specie nelle realtà più piccole, la chiamata nominativa possa favorire un vero incontro tra le esigenze del lavoratore e le caratteristiche del datore di lavoro, così che l’assunzione possa avvenire non solo in forza di un obbligo sacrosanto, ma anche del riconoscimento di un reciproco beneficio. In tal modo, crediamo si possa favorire l’adeguata collocazione lavorativa del disabile, perchè si tiene conto innanzitutto delle sue capacità e peculiarità, garantendone così un migliore inserimento e una più efficace integrazione.
Sul fronte dei controlli a distanza, la Commissione ha richiamato le raccomandazioni del Consiglio d’Europa e il parere dell’Autorità garante della privacy, suggerendo quindi di specificare che è vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altri strumenti che abbiano quale finalità il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori e riaffermando la distinzione tra impianti vecchi e nuovi: per questi ultimi, il lavoratore dovrà avere le garanzie di piena e puntuale informazione. In ogni caso, i dati registrati, a nostro avviso, potranno essere utilizzati solo a condizione che vi sia stata preventiva e corretta informazione.
Infine, abbiamo ritenuto opportuna la scelta di lasciare alla contrattazione collettiva la decisione sulle regole per la cessione dei riposi e delle ferie tra dipendenti. Così come in senso positivo vanno le indicazioni che abbiamo voluto dare in materia di pari opportunità, richiamandoci al criterio di delega che dispone sia la razionalizzazione degli organismi e degli enti, sia il riordino delle procedure per la promozione delle azioni del Ministero.

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