Importante riforma del Terzo Settore, “secondo” a nessuno

La Camera ha approvato definitivamente la legge delega per la riforma del terzo settore. Si tratta di un provvedimento di portata storica, atteso da anni dalle migliaia di volontari, di associazioni, cooperative e imprese sociali che costituiscono l’universo del cosiddetto “terzo settore”. Un settore che rappresenta una risorsa vitale della società italiana e che, con questa riforma, potrà esprimere al meglio il suo straordinario serbatoio di energie di gratuità e partecipazione civica, aiutandoci a costruire coesione sociale e buona economia. 
Le realtà di questo settore da tempo chiedevano un intervento legislativo che colmasse le lacune e le incongruenze di una legislazione di riferimento ricca ma frammentata per dar vita ad una disciplina organica più efficace e armonica. Con questa riforma per la prima volta avremo nel nostro ordinamento una definizione giuridica che precisa natura e finalità, forma costitutiva e vincoli statutari degli enti di terzo settore, nonché i campi nei quali svolgono le loro attività di utilità sociale. Pur senza cancellare le peculiarità delle diverse forme organizzative, si supera la frammentazione del terzo settore con la creazione di un unico Codice che raccoglie e armonizza le norme vigenti, di un unico sistema di registrazione e di un nuovo organismo nazionale di rappresentanza degli enti. Si riorganizza il sistema delle agevolazioni fiscali e si introduce un più efficace sistema di verifica e controllo coinvolgendo gli stessi enti in un leale rapporto con le istituzioni. Nel suo insieme, una riforma che contribuirà a semplificare, fare chiarezza, sostenere e incentivare le molte forme con cui si esprime l’iniziativa dei cittadini impegnati per il bene comune.

La legge è una delega al Governo a varare nei prossimi 12 mesi i decreti legislativi in cui saranno previste, tra le altre cose:
• la stesura di un Codice del Terzo Settore contenente le disposizioni generali applicabili a tutti gli enti, la definizione delle forme e delle modalità di organizzazione, amministrazione e controllo, nonché le modalità di tutela dei lavoratori e della loro partecipazione ai processi decisionali;
• un Registro nazionale del Terzo Settore e relative modalità di iscrizione;
• l’armonizzazione della normativa sul volontariato e promozione sociale anche in collaborazione con le scuole, valorizzando l’esperienza dei volontari in ambito formativo e lavorativo;
• la revisione della disciplina che riguarda le imprese sociali ed aumento delle categorie di lavoratori svantaggiati per realizzare nuove forme di inclusione;
• il passaggio del servizio civile da nazionale ad universale, prevedendo uno specifico status giuridico per i volontari e consentendone l’apertura anche ai cittadini stranieri regolarmente residenti;
• la creazione di un Consiglio Nazionale del Terzo Settore in cui confluiranno l’Osservatorio nazionale per il volontariato e l’Osservatorio nazionale per l’associazionismo, organismo di consultazione che dovrà valorizzare le reti associative;
• la semplificazione della normativa fiscale e l’agevolazione delle donazioni;
• l’istituzione di una fondazione (Italia Sociale) con lo specifico scopo di favorire l’incontro tra i finanziatori e gli enti beneficiari, dotata di un finanziamento di 1 milione di euro.

La “delega” è fatta, ora ci auguriamo che il Governo completi rapidamente il lavoro che abbiamo condiviso varando rapidamente i decreti attuativi. In questa fase non meno delicata ed importante sarà importante continuare a tenere aperto il confronto con gli enti del terzo settore che finora è stato costruttivo e ha dato buoni frutti.

QUI potete leggere un dossier.

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