Il “treno delle meraviglie” puo’ finalmente ripartire, destinazione: futuro

Recentemente il Parco Alpi Marittime ha ospitato la prima iniziativa da cui vuole nascere il rilancio del “Treno delle meraviglie” Cuneo-Nizza. Una discussione che può tenersi ora come conseguenza di un lavoro che dura da due anni. Ora i finanziamenti ci sono, è tempo di pensare al futuro della linea. Rinnovando il coinvolgimento di quei tanti, eletti a tutti i livelli e cittadini, di qua e di là del confine, uniti dal credere nella sua importanza per l’economia e la società di questo territorio. Ora, siamo ad un momento di possibile svolta, uno “scambio” se vogliamo rimanere nel gergo ferroviario.

Molte sono state le criticità (i finanziamenti, la convenzione con i francesi, le questioni burocratiche e della sicurezza…) affrontate però con pazienza e tenacia, senza drammatizzazioni quando ci sono state battute d’arresto, né trionfalismi quando si sono ottenuti i primi risultati.
Il governo italiano, rispettando l’impegno preso in occasione di una nostra mozione parlamentare, ha messo i 29 milioni che avevamo richiesto. Ad inizio giugno, anche il governo francese ha deciso lo stanziamento di 20 milioni per gli interventi di messa in sicurezza. Gli strumenti ci sono.
Come avevamo detto fin dall’inizio, però, trovare i fondi per il ripristino era centrale ed urgente, ma solo il primo passo. Questo sforzo doveva da subito essere da subito legato al rilancio. E’ ciò su cui – bisogna dargliene atto – ha lavorato l’assessore Balocco dal primo giorno del suo incarico. E’ anche grazie a lui e all’impegno della Regione se si è riusciti a tenere il punto, soprattutto nei confronti dei nostri vicini, e a predisporre tutti i passaggi tecnici e politici che erano – e saranno ancora – necessari.
Certo, sappiamo che avrà e avremo ancora molto da fare, prima del termine dei lavori sul Tenda e dell’effettiva ripresa.
Ma in virtù dei passi che abbiamo fatto unendo le forze tra comunità locali, regione e parlamento, siamo oggi nelle condizioni migliori per poter affrontare il ragionamento più importante: quello sul futuro.
Un futuro, quello del trasporto su ferro, in cui come sapete credo molto e che a mio giudizio sarà tanto più efficace per le singole parti o tratte, tanto più si saprà ragionare in maniera vasta ed integrata.
Continuo per questo a credere che una tratta internazionale di questa bellezza ed importanza avrà ancora più possibilità di sviluppo e ricaduta sul territorio se si legherà, su questo versante, non solo al proseguimento lineare per Torino, ma ad una sistema provinciale più capillare di quanto sia ora, come è risultato dal taglio dei cosiddetti rami secchi. Basti pensare ai riflessi che potrebbe avere sul turismo e l’economia in genere riuscire a collegare tra loro le bellezze così eterogenee e peculiari – naturali, paesaggistiche, culturali – che il nostro territorio può esprimere partendo dalle  Alpi Marittime, al Monviso, alle città di pianura, fino alle Langhe. Una somma in cui tutti vincono. Anche qui, so che l’assessore e molti altri che sono qui oggi sono sensibili all’argomento: idee ce ne sono, a partire da quella per la Metrogranda. Il momento, per quanto difficile visti gli incroci di varie questioni, è comunque quello più giusto per avviare un ragionamento. Ed è importante che possa partire proprio da qui, dalla Cuneo-Ventimiglia-Nizza, e dagli importanti spunti che di certo seguiranno negli interventi, unendo trasversalmente il piano europeo a quello della mobilità sostenibile.
In conclusione, è me particolarmente significativo che il luogo che ha promosso ed ospitato l’inizio di questo ragionamento sul futuro sia proprio il Parco delle Alpi Marittime. La relazione che qui c’è con il Mercantour, rappresenta bene quello che potrebbe essere – ma di fatto già è – uno degli assi portanti del rilancio, anche nella prospettiva Unesco.
Una linea, quindi, non solo su cui “transitare” per andare, il più rapidamente possibile, da qualche altra parte. Una linea invece anche per “arrivare”, per rimanere e per vivere questo straordinario territorio a cavallo delle nostre montagne dalle mille “meraviglie”.

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