Due buone notizie per il latte e i prodotti di montagna

In queste settimane ci sono state due novità importanti per gli allevatori della nostra terra, e in generale per l’agroalimentare. La prima è stata la sentenza della Corte di Giustizia europea che ha stabilito che “I prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale”.
Presto dunque le etichette di questi alimenti dovranno essere cambiate, a tutela del consumatore e delle proprietà nutritive che a questa parola vengono attribuite, tipiche dei prodotti lattiero caseari. Ne parlo più approfonditamente qui [articolo TargatoCN].
L’altra è il decreto su cui il Ministero dell’Agricoltura e le Regioni hanno trovato un accordo qualche giorno fa, per dare la possibilità di scrivere nell’etichetta il marchio “prodotto di montagna”. Si tratta di un ulteriore modo per valorizzare l’agroalimentare delle nostre terre, e vale sia per il prodotto al naturale che per quello trasformato, se si rispettano determinati parametri. Un altro buon esempio che premia i nostri allevatori e agricoltori per il loro impegno nelle terre montane.

Submit a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *